Il naso di Cyrano

domenica 27 maggio 2012

La nave della Legalità


Uno dei miei alunni, F. ha partecipato all'iniziativa della "Nave della Legalità" contro le mafie e gli ho chiesto di raccontarci la sua esperienza. Il suo racconto è qui sotto e, come potrete leggere, è stata per lui un'esperienza importante.
F. ha sottolineato soprattutto la partecipazione dei ragazzi come lui, giovani  e giovanissimi che stanno prendendo coscienza del male che contamina la società ma si stanno rendendo anche conto che il male si può combattere. Quanto è bello quel grido che F. ha scritto: "Evviva la Legalità!", sono sicura che F. non si limita a dirle quelle parole ma che le mette e le metterà in pratica ogni giorno. 
Ecco il suo racconto:
"Per me è stato un grande onore fare questo viaggio insieme a molti altri giovani che avevano le mie stesse idee per combattere la mafia ed essere liberi. Il viaggio mi ha formato e mi ha fatto crescere rendendomi una persona migliore e facendomi aprire gli occhi sul mondo. Mi ha aiutato a riconoscere il male dal bene, parlando con persone che hanno vissuto con il terrore ma che hanno trovato la forza di andare avanti; quindi io dico: “Evviva la Legalità!”.
 Il viaggio è iniziato il 22 maggio ed è finito il 24. Il 23 mattina, dopo essere arrivati a Palermo con la nave della legalità, siamo stati accolti dai ragazzi palermitani che urlavano in coro: “Giovanni e Paolo, Giovanni e Paolo” e, anche se c’era una pioggia torrenziale, stavano lì per combattere insieme a noi la mafia. Successivamente  siamo andati in una piazza dove c’era un grosso palco sul quale si alternavano gli spettacoli. Intorno al palco erano stati sistemati vari stand come quello della Forestale e quelli di diversi licei. Presso uno stand i ragazzi facevano la serigrafia.
 Un momento emozionante è stato quando siamo andati nell’ aula bunker  dove c’ erano i lavori dei ragazzi di Palermo  ed è da lì che è partito il corteo fino all’albero dedicato a Falcone. Sotto questo albero si sentiva la grinta di noi ragazzi contro la mafia. Al termine della giornata ci siamo diretti allo stadio per vedere la partita del cuore e la cosa che più mi ha divertito è stata  la ola che si è propagata in  tutto lo stadio e mi ha fatto sentire molto unito agli altri ragazzi.  Alla sera, nel  momento dell’imbarco sulla nave, eravamo tutti molto tristi perché sembrava che fosse finito tutto ma poi, durante il viaggio di ritorno sulla nave, ci siamo nuovamente divertiti e il nostro dispiacere è svanito perché sentivamo di aver partecipato a qualcosa di veramente speciale."

domenica 20 maggio 2012

L’isola


L’orrore che ha colpito la gente, alla notizia della bomba davanti alla scuola di Brindisi, ha pervaso anche me, ovviamente.
Sono abbastanza vecchia da ricordare le stragi di piazza Fontana e Brescia, gli anni del terrorismo, la paura di quando, andando all’Università, non si sapeva mai che cosa poteva accadere.
Avevo paura eppure speravo in un mondo migliore, volevo essere un’insegnante per trasmettere i valori della Pace ai miei alunni, volevo, nel mio piccolo, cambiare il mondo in meglio. Non ci sono riuscita, evidentemente, il mondo non sembra cambiato se non in peggio.
La morte, le ferite, la sofferenza delle ragazze colpite e delle loro famiglie sono atroci di per sé ma le parole, trite e vuote, dei politicanti e degli sciacalli, che si sono affrettati a mettersi in mostra, le hanno rese ancora più mostruose. I luoghi comuni, banali ed ipocriti, scavano ancora di più nel dolore delle vittime e dei famigliari.
L’unica faccia sincera mi è parsa quella di un’insegnante che era là al momento dello scoppio; piangeva e parlava delle ragazze, non pensava che anche lei avrebbe potuto morire, non piangeva per sé, piangeva per loro.
Loro, gli alunni, i ragazzi. Anche tra loro ci sono gli ipocriti, i disonesti, i violenti ma tanti, tantissimi sono puliti, innocenti, hanno sogni e speranze e molti studiano e lavorano seriamente per realizzarle
Lo fanno in una scuola alla quale è stato tolto tutto, una scuola nella quale la maggioranza dei docenti è fatta di precari, di supplenti o di vecchi, come me, una scuola dove non ci sono soldi neppure per comprare i gessetti per le lavagne.
E’ inutile dire, come ha detto ieri qualcuno, che i ragazzi sono il futuro quando il futuro (e anche il presente), è stato loro rubato, quando tutti sappiamo che le loro prospettive sono praticamente nulle.
Eppure tanti ragazzi sperano ancora, studiano e si impegnano e, talvolta, creano cose bellissime, come la poesia che vi regalo oggi.
L’ha scritta una mia alunna, le ho chiesto il permesso di pubblicarla e lei me lo ha concesso. Si chiama Elena, è una lettrice e credo che diventerà un’ottima scrittrice; in questa sua poesia io mi riconosco benissimo: anche io ho un’isola tutta mia, un luogo di delizie dove posso gustare le parole, dove posso rifugiarmi quando il dolore della vita si fa insopportabile, dove posso trovare il coraggio per continuare a fare il mio dovere.
L’immagine è opera di un’altra alunna, si chiama Elisabetta e, come potete vedere, disegna magnificamente.
Elena, Elisabetta e tanti altri ragazzi e ragazze come loro hanno sogni e speranze, sta a noi adulti non strappargliele.

Libertà di un momento
di Elena D.B.

Liberi una volta al giorno
di gustare parole sull’isola,
come un fiore che respira
in una leggenda di fuoco.

domenica 13 maggio 2012

Crittografia sinonimica


Io e la FG eravamo a Villa Torlonia, qualche tempo fa. Stavamo passeggiando per i viali ombrosi della villa e ammiravamo le belle piante.
In prossimità di uno stagno c’è un bellissimo canneto, assai affascinante; la FG si è avvicinata e a me è venuto spontaneo avvertirla di stare attenta e le ho detto:”Guarda che con le canne ci si taja!”. Ho detto proprio così perché a me non riesce di pronunciare bene il gruppo fonetico “gl”.
Sono rimasta basita vedendo la FG scoppiare in un’irrefrenabile risata.  Non riuscivo proprio a capire. Quando la FG ha ripreso fiato, vedendomi meravigliata, ha capito al volo e mi ha spiegato.
La sciagurata creatura, che la sorte mi ha affibbiato come secondogenita, già allora era un’inguaribile linguista, una (de)formazione mentale che a me, storica della letteratura e di molte altre cose, risulta spesso incomprensibile ma che per l’ineffabile signorina è del tutto naturale. La linguista aveva immediatamente percepito nelle mie parole una doppia lettura, quello che in enigmistica si chiama crittografia sinonimica, mentre io mi riferivo alla possibilità di ferirsi con i giunchi, cosa che a me capitò in anni giovanili (e posso assicurare che è un incidente piuttosto doloroso), l’inguaribile FG l’aveva interpretato in modo assai differente, per lei la frase suonava più o meno così’:”Guarda che con le sigarette di marjuana ci si diverte!”
In effetti, letta secondo l’attuale linguaggio giovanile, la frase poteva avere questa interpretazione che, però, era lontanissima dalle mie intenzioni ma la FG è abituata fin da piccolissima a giocare con le parole, è una virtù che ha preso dal padre non da me.
Ovviamente, dopo l’opportuna spiegazione, cominciai a ridere anche io ed ancora adesso, quando ripensiamo all’episodio ci facciamo quattro risate.
Il che, direbbe l buon Guareschi, è bello ed istruttivo.

domenica 6 maggio 2012

A Torino con Cat


Domenica non ho potuto scrivere sul mio Blog perché ero a Torino da Cat per una vacanza agognata anche se breve. Quelli di Blogger hanno cambiato tutte le impostazioni e dal computer di mia sorella non sono riuscita a scrivere.
Cat è più o meno reduce dal mal di gola, sta prendendo gli antibiotici.
Il tempo è molto parigino, faceva freddino e ha piovuto quasi sempre ma tutto ciò non ci ha fermate, naturalmente.
Certo, abbiamo ridotto un po' il programma ma ci siamo divertite ugualmente.
Venerdì sono partita con il treno ad alta velocità, classe Businness, area del silenzio, molto chic e riposante. Ho mangiato al vagon restaurant, me ne stavo tranquilla e beata al mio tavolo, il vagone era pieno; ad un tratto un tizio sui trenta, tipo “bel tenebroso”, abbronzatura visibilmente artificiale, maglietta a maniche corte per mettere in risalto i muscoli ben scolpiti, mi ha chiesto se poteva sedersi al mio tavolo, ho annuito, sia pure a malincuore, volevo starmene in pace. Il tizio, comunque, non ha dato fastidio, ha mangiato in silenzio, ho avuto l'impressione che si aspettasse di essere riconosciuto ma io non avevo idea di chi fosse, forse era uno della televisione ma io non la guardo più da tre anni!
La sera a Rivoli, siamo andate a mangiare la pizza e il “bunet”, una specie di budino buonissimo che fanno in Piemonte.
Sabato, con Cat, orgia di shopping, mattina e pomeriggio per negozi, ho comperato tante cosette carine, anche dei dolcini che vendono solo qua.
Domenica visita a palazzo reale, a Torino, abbiamo visto una splendida mostra fotografica di Cartier Bresson, il fotografo che con i suoi scatti riusciva a raccontare storie e mondi reali e fantastici, bellissime foto, bellissime storie.
A seguire, pranzo da Baratti e passeggiata per le vie di Torino con relativi acquisti; la mia credit card ha avuto un attacco di artrite fulminante ma non ho avuto pietà, tanto la FG è rimasta a Roma e non ha potuto affliggermi con i suoi rimproveri, pieni di paperonico buon senso!
Lunedì mattina pioveva a dirotto così abbiamo deciso di restarcene a casa ma il pomeriggio siamo andate di nuovo a fare shopping n un centro commerciale, al coperto;: ho fatto incetta di magliette per l’estate.
Martedì mattina a Torino c’era la manifestazione del primo maggio, bellissima e piena di gente, ho scattato tante fotografie, c’erano i Partigiani, le bande, famiglie con i passeggini, operai ed impiegati un po’ allegri e un po’ incavolati, anche io mi sentivo così: ero felice di stare in mezzo a gente vera ma poi mi veniva in mente che stiamo pagando a caro prezzo l’infamia della politica italiana, guardavo i giovani senza speranza di futuro, i vecchi stanchi e delusi e allora i nervi sono venuti anche a me. Peccato che la manifestazione è stata rovinata dai soliti provocatori, che tutti sappiamo chi siano, che hanno scatenato una rissa in piazza San Carlo.
Poi io e Cat siamo andate al Museo del Cinema dove c’era una mostra fantastica sui cartoni dalla Warner Bros. C’erano tutti da Pepé, la puzzola innamorata a Buggs Bunny, il mitico ed imperturbabile coniglio che è uno dei miei miti.
Abbiamo pranzato al café Cabiria, dentro il Museo, un posto stranissimo ed affascinante, poi Cat mi ha accompagnato alla stazione e sono ripartita. Cat era un po’ triste e anche io ma spero di andare di nuovo a trovarla a fine Giugno.
In treno sono capitata in uno scompartimento pieno di giapponesi, ero l’unica europea; i giapponesi erano educatissimi, parlavano a voce bassa e a Milano, dove sono scesi, si sono alzati tutti in ordine senza fare chiasso e confusione.
Il viaggio è andato bene e sono tornata sana e salva a casa dove c’era ad aspettarmi la FG che non mi ha neppure rimproverata per gli acquisti che avevo fatto.

domenica 22 aprile 2012

Week end di studio


Con l’indistruttibile FG ho trascorso il fine settimana ad un Convegno di studio sull’insegnamento della lingua italiana agli straneri e sull’Analisi della Conversazione.
Per me, molte cose erano nuove ed interessanti, le relazioni mi hanno incuriosito e mi hanno offerto molti spunti di riflessione e non solo per l’insegnamento ai ragazzi non italiani. Ho seguito anche due laboratori, uno un po’ noioso sui pronomi e l’altro, interessante, sui modi di mostrare, a livello verbale e non, i propri sentimenti; nel secondo ci hanno fatto simulare delle situazioni, io dovevo fare un personaggio famoso che, intervistato, si infuriava con l’intervistatore, ho scelto di recitare la parte della grande scienziata Rita Levi Montalcini, i miei compagni si sono divertiti, in effetti non mi è stato difficile, le domande della “giornalista” erano davvero irritanti e io mi sono inquietata per davvero!
Sono state due giornate intense e ho immagazzinato molti input che mi saranno utili per il mio lavoro ma… che stanchezza! Stasera sono distrutta dalla fatica! Eppure a me piace tanto imparare cose nuove, mentre tornavamo a casa mi è venuto da pensare a quanto devono faticare i miei poveri alunni che, oltretutto, odiano imparare. Mentre pensavo a questo, nei meandri della stazione della metropolitana, mi sono persa la FG, tutto ad un tratto mi sono ritrovata sola. In preda alla sindrome di Pollicino, sono andata dagli addetti al servizio che mi hanno tranquillizzata e hanno chiamato con l’altoparlante la figlia, la quale in quel momento è sopraggiunta, lei in preda alla sindrome  di Bambi ed alquanto spaventata per la mia sorte.

Finalmente ricongiunte, abbiamo preso la metro e siamo arrivate sane e salve a casa.

sabato 14 aprile 2012

Tra mostre e teatro

In questi giorni Cat è a Roma e, come al solito, abbiamo organizzato un ricco programma di attività.

Siamo andate a visitare la mostra di Salvador Dalì al Vittoriano e ci è piaciuta parecchio: le opere in mostra erano molte, tutte affascinanti ed inquietanti; Dalì riesce a stregare sempre, è provocatorio ed arrogante, basti pensare alla celebre frase:” La differenza tra i surrealisti e me è che io sono surrealista”, egocentrico e presuntuoso ma, non ce che dire, è un genio, si può trovarlo antipatico, anche odioso ma, alla fine, si rimane catturati dalla sua pittura.

La mostra su Mirò, invece, ci ha un po’ deluse: c’erano poche opere e non le più significative, per di più siamo incappate in una famiglia con figli maleducatissimi perciò ce ne siamo andate piuttosto velocemente, ci siamo consolate con il bel cielo di Roma e con un gelato fantastico, mangiato mentre passeggiavamo per le vie del centro.

Ieri, nonostante il diluvio che si è abbattuto sulla città, siamo andate a Palazzo delle Esposizioni, abbiamo visto la bella mostra sulle avanguardie pittoriche del Guggenheim, divertendoci ad immaginare mondi dentro le opere astratte e ricordando i tempi della nostra giovinezza, che erano quelli delle opere esposte; abbiamo anche visto la mostra fotografica di Arturo Ghergo, il fotografo delle dive e delle dame, una mostra bellissima, in bianco e nero le fotografie raccontavano cinquant’anni di storia del costume.

Dopo uno spuntino, siamo andate all’Eliseo a vedere Così è (se vi pare) di Pirandello, con Giuliana Lojodice, Pino Micol e Luciano Virgilio, una bella messinscena che non mi ha fatto rimpiangere quella sublime che vidi da ragazza, con la regia di Giorgio De Lullo e l’interpretazione strepitosa di Rina Morelli, Paolo Stoppa e Romolo Valli. Due letture diverse ma ugualmente pirandelliane, la Lojodice ha offerto una signora Frola dolorosa ma combattiva, meno fragile di quella della Morelli ma affascinante, Virgilio è stato un Laudisi luciferino quasi quanto lo fu Valli, Micol ha interpretato un signor Ponza troppo depresso, non so se per sua scelta o per quella del regista, non mi ha convinto, l’interpretazione di Stoppa era sicuramente più aderente al carattere del personaggio così come fu creato da Pirandello.

Comunque, nell’insieme, è stato uno spettacolo notevole, anche a Cat è piaciuto.

Domani Cat riparte ma non sono dispiaciuta come al solito perché tra pochi giorni, alla fine del mese, andrò io a Torino da lei e anche là avremo occasione di divertirci, di vedere cose belle e di mangiare cose buone.

domenica 8 aprile 2012

La cena dei cretini

Venerdì sera siamo state a teatro a vedere la Cena dei cretini, gradevolissima commedia interpretata da Gaspare e Zuzzurro.
Ho riso fino a che mi è venuta la tosse e ho continuato a ridere pure dopo.
A parte il fatto che lo spettacolo faceva anche riflettere, perché non è detto che quelli che si credono intelligenti lo siano poi veramente, i personaggi sono di un umorismo travolgente, tutti anche quelli minori.
Gaspare ha dato vita magistralmente ad un presuntuoso, pieno di certezze illusorie, egoista ed egocentrico che, alla fine, vede scardinate tutte le sue certezze, Zuzzurro è stato un “cretino” meraviglioso, casinista, confusionario, apparentemente superficiale ed invece pieno di profonda umanità. Il controllore delle tasse, personaggio attualissimo, era perfido e subdolo quanto bastava, l’amico tradito dal protagonista vagava tra la cretineria e l’intelligenza, sperduto tra l’amicizia e la rivalsa, le due figure femminili, interpretate dalla stessa attrice, rappresentavano due aspetti della femminilità che particolarmente amo: la libertà e la dedizione, solo che alla fine non riuscivi più a capire chi cercasse la libertà e chi l’amore e questo mi è piaciuto molto: noi donne raramente siamo a senso unico, al contrario di molti uomini, noi abbiamo infiniti mondi dentro, aneliti di libertà, bisogno di amare, desiderio di vendetta, disponibilità al perdono.
Tutto questo ci è stato regalato dagli attori attraverso una recitazione ed una gestualità calibrata al millimetro, in certi momenti sembrava di assistere ad una perfetta partita di tennis, gli interpreti si lanciavano le battute con tempismo perfetto. Il pubblico non poteva non ridere. E’ stato uno spettacolo assolutamente delizioso, realizzato con una maestria che presuppone una lunga pratica teatrale, una magistrale prova d’attore che i due interpreti principali ma anche gli altri hanno sostenuto da maestri.