Il naso di Cyrano

domenica 1 agosto 2010

Caro D’Azeglio

Ho appena finito di leggere un interessante volume di Banti sul Risorgimento italiano, un’acuta ed attenta analisi degli evento e delle cause che portarono all’unificazione della penisola.

Nelle ultime pagine dell’opera l’autore riporta un brano di Massimo D’Azeglio, personaggio affascinante perché intelligentissimo, che mi sembra attualissimo. Ve lo regalo e vi invito a meditarci un po’ su.

Io, da parte mia, leggendolo, ho ancora una volta, ringraziato la mia mamma che ha trasmesso a me ed ai miei fratelli quei valori che ci hanno permesso di costruirci “quella preziosa dote che si chiama carattere”

“I più pericolosi nemici d’Italia … sono gli italiani.

….

Per la ragione che gli italiani hanno voluto far l’Italia nuova e loro rimanere gl’italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e la miserie morali che furono ab antiquo il loro retaggio; perché pensano a riformare l’Italia e nessuno s’accorge che per riuscirci bisogna, prima, che si riformino loro, perché l’Italia, come tutti i popoli, non potrà divenir nazione, non potrà essere ordinata, ben amministrata, forte, … libera e di propria ragione, finché … ognuno nella sua sfera non faccia il suo dovere e non lo faccia bene od almeno il meglio che può. Ma a fare il proprio dovere, il più delle volte fastidioso, volgare, ignorato, ci vuol forza di volontà e persuasione che il dovere si deve adempiere non perché diverte o frutta ma perché è dovere e questa forza di volontà, questa persuasione, è quella preziosa dote che … si chiama carattere … onde, per dirla in una parola sola, il primo bisogno dell’Italia è che si formino italiani dotati d’alti e forti caratteri. E purtroppo si va ogni giorno più verso il polo opposto. Purtroppo s’è fatta l’Italia ma non si fanno gl’italiani.”

domenica 25 luglio 2010

I calzoncini blu

Eravamo a Firenze e faceva molto caldo ma, quando ci sono da vedere cose belle, le condizioni metereologi che non ci hanno mai fermato. Anche quella volta visitammo siti artistici stupefacenti per la loro bellezza mozzafiato.

Tornammo in albergo stanchissimi e sudati ed io invitai la figlie a spogliarsi per fare la doccia.

La FG (aveva 7 anni) indossava un paio di pantaloni blu, molto carini, nuovissimi. Se li tolse e la sentimmo lanciare un grido nel quale c’era di tutto: orrore, paura, disperazione.

La FG urlò:”Mamma ho le gambe blu, e anche la pancia!!!”

Io e il padre la guardammo, effettivamente dalla vita in giù la FG era blu, i nuovi calzoncini, con il sudore avevano stinto.

La FI guardava la sorella inorridita, la FG taceva spaventatissima, io ed il padre … scoppiammo a ridere senza poterci trattenere perché ad entrambi tornò alla mente il delizioso racconto di Guareschi che si intitola “I calzoncini di Albertino” che vi consiglio vivamente di leggere se già non lo conoscete.

Noi due ridevamo, la FI non riusciva a capire perché e la FG si offese a morte, ci guardò con profondo disgusto e disse:” Io ho le gambe blu e voi ridete?” In quella esclamazione era evidente un accorato rimprovero a due genitori incoscienti ma noi non riuscivamo a trattenerci. Sempre ridendo, presi una spugna, la inumidii e la passai sulle gambette della FG che continuava a guardarci con occhi furenti, la tintura blu veniva via facilmente e in pochi minuti la figlia tornò rosea come al solito.

Naturalmente, quando riuscimmo a tornar seri, raccontammo alle figlie la storia di Guareschi che entrambe trovarono divertente ma la FG non si accontentò, per farci perdonare, la sera al ristorante le offrimmo doppia porzione di ribollita e, finalmente, lei tornò a sorridere.

Il che, direbbe il buon Guareschi, è bello e istruttivo.

domenica 18 luglio 2010

Shakespeare, Caravaggio e altro.

Le mie vacanze procedono e, nonostante il caldo feroce, mi diverto: abbiamo ripreso ad andare in piscina e io nuoto parecchio, veramente non è che nuoti proprio, più che altro galleggio muovendomi a velocità tartarughesca ma con i miei acciacchi non posso fare di più.

Giovedì sera sono andata a teatro, ho visto “I due gentiluomini di Verona”, una delle opere meno riuscite di Shakespeare ma la regia era buona e gli attori brillanti, nel complesso lo spettacolo è stato piacevole e divertente e il dopo spettacolo, a base di granita, gradevolissimo.

Ieri sera c’era la notte dedicata a Caravaggio, ho detto alla FG:” Andiamo a rivederci le pitture a S.Agostino e a S.Maria del Popolo”. Siamo andate ma la delusione è stata massima: la faccenda, presentata come “evento” dai media, era una vera schifezza: disorganizzazione massima, confusione, ressa senza alcun controllo, guide incapaci e pressappochiste, una vera vergogna! Non si può trattare così un genio come Caravaggio! A S.Agostino c’era poca gente e abbiamo potuto gustarci la bellissima “Madonna dei pellegrini” ma a S.Maria del Popolo la confusione era tale che abbiamo preferito andarcene via. Forse gli organizzatori farebbero meglio a cambiare mestiere, potrebbero ad esempio vendere le noccioline allo stadio, magari quello saprebbero farlo.

Oggi,con la FG, mio fratello e sua moglie, siamo andati a trovare mia mamma che villeggia in un grazioso albergo in collina. Ci siamo fermati a pranzo e per la merenda a base di gelato. Faceva meno caldo che a Roma e l’ aria era più pulita, sono stata bene e mamma è stata felice di vederci.

Durante queste vacanze sto anche leggendo molto, in particolare due testi che ho comprato a Torino sul Risorgimento, l’argomento mi ha sempre interessato e poi mi saranno utili: il prossimo anno c’è la ricorrenza dell’unità di questa povera Italia e dovrò parlarne ai miei alunni, una rinfrescatina alle mie conoscenza sul tema non può che far bene.