Il naso di Cyrano

domenica 9 dicembre 2018

Soddisfazioni



La scuola mi strema ma mi dà anche tante soddisfazioni.
Quest’anno la maggior parte dei miei alunni segue le lezioni, studia a casa e collabora a scuola. Insieme stiamo anche realizzando dei bei prodotti una serie di giochi con argomento storica o geografico, gli alunni si stanno appassionando e sono molto attivi.
I ragazzi e le ragazze di seconda media stanno scoprendo i grandi personaggi, sono stato letteralmente conquistati da Lorenzo de’ Medici, dopo che hanno visto lo sceneggiato in televisione ma soprattutto dopo una mia lezione che, a loro dire, è stata fantastica. E, scusatemi, quando i ragazzini ti dicono così e lo vedi che sono sinceri, una si sente davvero grande! Devo dire che sono stati attratti anche da Carlo V, da Lutero e da Caterina de’ Medici, me li sto lavorando su Enrico IV di Borbone, vediamo un po’ cosa riesco a fare.
Gli alunni di prima, dopo la prima fase confusionaria e caciarona, come sempre quando arrivano dalle elementari alle Medie, si sono affezionati e, quando stanno con me, cercano di comportarsi secondo le regole, si controllano, cercano di stare in silenzio quando passiamo nei corridoi, lasciano l’aula di Storia e Geografia in ordine e pulita, seguono le spiegazioni e fanno domande, i più bravi si offrono volontari per le interrogazioni. Peccato che lo fanno solo con me, con i colleghi sono pesti.
Giovedì pomeriggio abbiamo avuto ricevimento dei genitori: tre ore di genitori sono una prova tremenda, roba da Inferno dantesco. Io, ormai, non mi faccio più intimorire, a parte il fatto che con me vanno quasi tutti bene e quindi la maggior parte dei genitori me la sbrigo in trena secondi ciascuno con la fatidica frase: “ e’ educato, si comporta bene, segue in classe, studia a casa i voti sono:…”; con i pochi che non vanno bene mi regolocosì: se il genitore è intelligente e collaborativo, cerchiamo insieme delle strategie per far migliorare la creatura, se il genitore è stupido, aggressivo e difende il figlio ad oltranza la frase di rito è:” Certamente non ho compreso il ragazzo/a, mi scuso, cercherò di rivedere il mio giudizio.”, dopodiché, anche se fa scena muta gli metto sei senza nessun problema, io le battaglie perse non le combatto più.
Ebbene, e anche queste sono soddisfazioni, giovedì tutti e sottolineo tutti i genitori sono venuti a ringraziarmi per il mio lavoro, dicono che i figli sono entusiasti di me, pure quelli che non studiano e sono loro i primi a riconoscere i loro torti, dicono, i genitori, che io li faccio divertire mentre imparano, che stanno maturando, che sono felici di avere per i loro figli un’insegnante come me.
Ora, anche facendo un bel po’ di tara, anche pensando che qualcuno non sia proprio sincero e che adoperi la sviolinata per tentare di avere un occhio di riguardo, un po’ di sincerità, almeno in qualcuno dovra esserci. Almeno io lo spero.


domenica 2 dicembre 2018

Settimana raffreddata


Domenica scorsa, verso sera, ho cominciato a sentire qualche doloretto alla gola e lunedì mi sono svegliata con un orrendo raffreddore: faccia gonfia, naso chiuso, occhi lacrimanti, mal di testa.
Febbre non ne avevo e così, stoicamente, in base al ferreo comandamento materno che recitava, quando ero una scolaretta, “Se non hai almeno trentotto, non è febbre e vai a scuola”, io sono andata appunto a scuola.
Martedì stavo peggio ma ero senza febbre quindi sono andata ancora a scuola, dove, devo sottolinearlo, i miei alunni e le mie alunne, constatato il pietoso stato in cui versavo, si sono comportati da angeli, evitandomi di dover gridare e forzare la voce.
Mercoledì mattina mi sono arresa, stavo troppo male, la febbre non c’era ma è arrivata anche la tosse e, anche se con orrendi sensi di colpa, causati dal ben noto precetto materno, ho dovuto ricorrere al medico che mi ha prescritto quattro giorni di riposo e cure e, ovviamente, niente scuola.
Oggi sto decisamente meglio, il raffreddore ha fatto il suo corso e sta lentamente scomparendo, domani tornerò a scuola e spero, avendo anche fatto il vaccino antinfluenzale, di non dover ripetere l’esperienza, fastidiosa soprattutto la notte perché mi riusciva difficile respirare e dormire. Unico aspetto positivo: ho letto tantissimo, sia pure con gli occhi lacrimosi, tra starnuti e colpi di tosse; il fatto è che con un buon libro tra le mani io mi immergo nella storia e riesco, almeno per un po’, a dimenticarmi persino dei malanni.