Il naso di Cyrano

domenica 1 giugno 2014

Perdersi


Qualche tempo fa, tornavo a casa con la Fg, dovevamo prendere la metro e siamo scese nei meandri sotterranei della stazione Termini.

Ad un tratto, con una buona dose di spavento, mi sono resa conto che la Fg non era più con me. Inutilmente ho cercato di scrutare tra la folla per capire dove fosse: ovviamente non l’ho vista, c’era tanta gente, la Fg è larga ma non è tanto alta, io anche con gli occhiali sono una talpa.

Ho provato a chiamarla con il cellulare ma sotto terra il mio cellulare non funziona.

Mi restava un’unica cosa da fare e l’ho fatta: mi sono recata ai varchi e ho detto ai vigilantes che avevo perso mia figlia.

E qui è cominciato il surreale.

Gli impiegati della metro, gentilissimi, mi hanno detto: -Signora, non si preoccupi, adesso la ritroviamo. Quanti anni ha la bambina? –

- Ventisei. – ho risposto io, non è mica colpa mia se la Fg aveva all’epoca ventisei anni.

I tizi della metropolitana prima hanno guardato me, forse volevano capire se stessi scherzando, poi si sono guardati tra loro con aria leggermente criminosa.

- Tranquilla signora, adesso la chiamiamo – mi hanno detto, chiedendomi come si chiamasse la figlia.

Dopo che io avevo detto il nome, uno dei due si è infilato nel gabbiotto e pochi secondi dopo dall’altoparlante usciva questo messaggio:

- La signorina **(che sarebbe la Fg) è pregata di recarsi ai varchi direzione Rebibbia per recuperare sua madre che si è perduta.-

E già messa così io ho iniziato a vergognarmi: non mi ero perduta io, era la Fg che mi era sparita da vicino.

Ovviamente, dopo pochi minuti la Fg è arrivata. Ovviamente, mi ha aggredita verbalmente, rimproverandomi per la mia sbadataggine. Lei rimproverava me. Per la sbadataggine. I due vigilantes sghignazzavano ormai apertamente, devono vedere tutti i giorni madri che rimproverano i figli che si sperdono nella metropolitana, il contrario è più insolito.

domenica 25 maggio 2014

Sogno di una notte…



Venerdì sera io e la Fg siamo andate a vedere la recita di fine anno di una scuola di teatro del nostro quartiere, frequentata da alcuni dei miei alunni.
Si recitava Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare.
I ragazzini mi avevano invitato e io avevo promesso che sarei andata a vederli.
E ne è valsa proprio la pena! A parte qualche momento nel quale, a causa di una non perfetta respirazione diaframmatica, non si sentivano bene le voci, i giovani attori sono stati veramente bravi.
Giovani per davvero: erano tutti ragazzi e ragazze dagli 11 ai 14 anni, non hanno soltanto recitato ma anche ballato, cantato, fatto acrobazie varie.
Erano ben coordinati tra loro e anche molto divertenti.
Anche la Fg, che in fatto di Shakespeare è più che pignola, pedante, ha trovato lo spettacolo molto ben fatto e si è divertita.
In particolare la giovane attrice che interpretava Puck è stata davvero brava: è bassetta e cicciottella ma molto agile ed espressiva.
Anche Oberon, un mio alunno del corso di latino, mi è piaciuto molto: era ieratico, severo, molto consapevole di sé e aveva anche un bellissimo costume.
Un’altra mia alunna del corso di latino ha interpretato Ermia, il personaggio è stato completamente svuotato di ogni componente seriosa: Ermia comandava a bacchetta Lisandro e sembrava più una virago determinata ad imporre il proprio volere che una timida fanciulla ateniese. La scena della lite con Elena ha strappato risate convulse al pubblico.
Bottom è stato geniale! Lo interpretava K., uno dei miei alunni della prima media. Lui è veramente un grande attore. Recita spesso anche fuori scena. Venerdì è stato eccezionale: ha ragliato alla perfezione, ha ruggito con suprema eleganza, ha dato fondo a tutte le migliori (e peggiori) trovate di istrionismo che caratterizzano il personaggio. Gli applausi sono piovuti a secchiate e lui li ha accolti con la nonchalance di un attore professionista.
Insomma, una serata piacevolissima, uno spettacolo che non aveva niente da invidiare a quelli delle compagnie di professionisti adulti, anzi anche migliore di certe messe in scena di opere shakespeariane che mi è capitato di vedere in teatro e che mi hanno fatto rimpiangere i soldi spesi per il biglietto.
Non mi sono bastati gli applausi che ho dispensato venerdì: uso questo mio blog per applaudire ancora questi ragazzini che sicuramente si saranno divertiti ma che hanno messo tanto impegno e tanta passione nel realizzare lo spettacolo.

domenica 18 maggio 2014

Imparar facendo2



Non credevo ai miei occhi. Ieri: A scuola.

 Sì, a scuola, per recuperare un giorno di ponte delle vacanze di Pasqua abbiamo fatto una lezione di Sabato.

Avevo preannunciato ai ragazzini di Prima (quelli di Seconda erano impegnati in un concerto, quasi tutti) che avrei fatto una lezione su Power Point e li avevo invitati a portare i loro portatili, se li avevano.

Io, a casa, nei giorni scorsi, avevo preparato una cartella con immagini dei Simpson, mp3 della colonna sonora e un file Word con brevi testi sui mitici componenti della famiglia terribile.

In classe con me è venuta anche la Fi, per darmi una mano. Abbiamo acceso i pc, formato dei gruppi di alunni, in base al numero di apparecchi, collegato il mio alla LIM e distribuito la cartella.

Mentre io spiegavo ed eseguivo le operazioni atte a preparare una Presentazione, i ragazzini eseguivano le procedure sui loro pc.

Ho fatto due slides e dopo ho invitato i fanciulli a proseguire da soli e a realizzare altre slides.

Si sono scatenati: a turno, così potevano lavorare tutti, hanno scelto sfondi, inserito immagini e wordart, realizzato caselle di testo, ruotato immagini, creato effetti! Insomma, un vero e proprio laboratorio creativo, il tutto si svolgeva educatamente, gli alunni parlavano con voce moderata, concentrati su quello che stavano facendo e aiutandosi l'un l'altro.

Ogni tanto qualcuno chiedeva aiuto a noi e, poiché i miei alunni sono gente sveglia e avevano capito che la Fi ne sa molto più di me nel settore informatico, l’aiuto andavano a chiederlo a lei che non si è risparmiata: ha dispensato il suo sapere e la sua opera a tutti.

In realtà, non è vero che non credessi ai miei occhi: so benissimo che, quando si fa una lezione moderna, con argomenti coinvolgenti per gli allievi, quando si propongono attività di tipo pratico, quando si usano i “loro” strumenti, i ragazzini rispondono bene, anzi benissimo, come ieri mattina. Io sono stata felicissima, credo che i miei alunni si siano divertiti ad imparare, la Fi, alla fine della lezione, era esausta ma soddisfatta.