Il naso di Cyrano: Adesso basta
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sabato 27 marzo 2021

Maledetti

Eh sì, maledetti gli idioti che ci governano e quelli ancora più idioti che li hanno votati.

Da martedì ci tocca ritornare a rischiare tutti i giorni la vita, in aule e mense del tutto prive anche dei requisiti minimi di sicurezza, tra alunni che non si tengono la mascherina sul muso e devi dirglielo ogni trenta secondi, con docenti che mandano a spasso alunni insopportabili che non rispettano le distanze di sicurezza e via dicendo.
E neppure mi hanno fatto fare il vaccino, noi over 65 non rientriamo tra il personale della scuola degno di vaccinazione!
Mi fa schifo vivere in questo paese miserabile, preda di mafiosi, affaristi e furbastri politicanti, dove tutto si vende e si compra, anche e soprattutto la salute della gente, dove i genitori non si curano dei loro figli e, dopo due ore che ce li hanno in casa, non ne possono più e gridano a gran voce: ”Riaprite le scuole!”, mi fa schifo dover tornare a fare un lavoro nel quale più non credo e meno male che è l’ultimo anno e che da settembre sarò in pensione.
Forse sarebbe meglio che mi ammalassi e morissi, così non vedrei più tutto ‘sto schifo.

domenica 14 febbraio 2021

Le cose fatte per bene.

In italia (la minuscola è voluta) le cose non si fanno mai per bene, o quasi mai. Besta guardare gli impresentabili ministri che è stato capace di chiamare il premier incaricato: gli manca solo la mascherina nera per sembrare la Banda Bassotti e quella, almeno, è una banda di ladri ma è divertente, questi invece non fanno nemmeno ridere.
Altro esempio di cose fatte male, tante, è la scuola dove se ne vedono di tutti i colori.
Non basta che i bulli non vengano puniti e, anzi, le vittime siano discriminate perché osano protestare e i pochi docenti che le difendono vengano emarginati e penalizzati, non basta che alcuni docenti impongano la loro volontà a tutti gli altri in fatto di cartacce da compilare ed adempimenti burocratici inutilissimi; so di docenti di Lettere che fanno errori di grammatica e lessicologia orrendi e si offendono pure se uno li corregge, ho saputo che un docente di strumento sostiene che la scuola esiste solo grazie ai corsi di strumento, altrimenti i ragazzini non si iscriverebbero, annullando con una frase il lavoro dei (pochi, in verità) docenti delle materie curricolari che lavorano seriamente, nella mia carriera ho visto docenti dare voti bassissimi ad alcuni alunni che si impegnano e studiano con metodo, so che un docente, che si era connesso ma non stava assistendo allo scrutinio on line, dopo che è stato telefonicamente stanato, ha dichiarato di “non sapere che c’erano gli scrutini”! e non aveva neppure raccolto ed inserito nella scheda apposita le valutazioni di Educazione civica, come invece avrebbe dovuto fare.
Insomma, ho potuto ampiamente constatare come le cose fatte bene facciano orrore alla maggior parte dei docenti della scuola italica.
Intendiamoci: alcuni insegnanti sono, invece validissimi, preparati, con tanta voglia di far bene, pronti a mettersi in gioco e a trasformare il loro insegnamento a seconda dei bisogni dei loro alunni ma sono pochi, pochissimi, per lo più giovani e questo è un bene perché, alla fine, il futuro della scuola sono loro; la speranza è che non si abbattano, non si demotivino e continuino a fare le cose per bene.
Poi c’è la Fg. La Fg, come sapete, è nata in italia ma non è un’italiana tipica, infatti se ne è andata a vivere e ad insegnare in Francia, dove la scuola non funziona molto meglio che qui, anche se il Paese è amministrato molto meglio che da noi.
Ma la Fg le cose le fa per bene, anzi per benissimo e lo ha mostrato ieri sera, su un canale You Tube, illustrando una delle schede interattive di lavoro sulla Lingua inglese che struttura lei stessa, usando testi di canzoni per illustrare la grammatica, per addestrare alla pronuncia, per procedere alla comprensione del testo e alla riflessione sui temi che il testo propone, per avviare alla produzione di testi scritti. Un lavoro che le richiede tempo e pazienza ma che lei fa con passione perché vede, poi, la risposta dei suoi alunni, adulti e ragazzini, quando utilizza le sue schede con loro.
Io anche di schede (cartacee) ne ho realizzate tante anche prima che nascesse Internet e le ho usate con i miei alunni con successo. In questi giorni le sto buttando tutte: ormai sono obsolete e, inoltre, non mi serviranno più perché tra pochi mesi finirò, senza rimpianti, la mia carriera di insegnante con la consapevolezza di aver cercato sempre di fare il mio dovere, di fare le cose per bene.

domenica 17 maggio 2015

Maledizione



Ormai è chiaro che la Fg, per realizzare il suo futuro di vita e di lavoro, dovrà emigrare in un Paese più civile, tra gente onesta che sappia riconoscere i meriti ed il valore di una donna che si è preparata coscienziosamente per ricoprire nella società un ruolo attivo e costruttivo.
Mi mancherà la Fg, mi mancherà molto, anche se, oggi, i mezzi di trasporto e le telecomunicazioni hanno quasi annullato le distanze e resa facile la possibilità di restare in contatto. Mi mancherà la Fg, sentirò la nostalgia dei suoi sorrisi, della sua vocetta che canta quando lei è felice, della sua pacata saggezza, ereditata da suo padre.
In italia non c’è posto per gente in gamba come la Fg e come tanti altri ragazzi come lei.
Questo è ormai un paese dove solo i corrotti e i disonesti possono fare carriera e, allora, io, proprio come una strega, scaglio una maledizione: che siano maledetti tutti quelli che, per i loro sporchi interessi, hanno privato i giovani del futuro, quelli che hanno fatto e stanno facendo leggi inique, volte a compiacere i signori del potere economico, quelli che sfruttano la gente con lavori sottopagati e senza garanzie, che siano maledette tutti coloro che usano il potere per se stessi e non a vantaggio della società tutta.
Io li maledico, di qualunque colore politico essi siano, auguro loro di soffrire quello che essi fanno soffrire a tante famiglie, auguro loro di non avere un’ora di felicità, mai più, auguro loro di vedere i loro figli umiliati, calpestati, costretti ad andare lontano, magari per la vergogna di avere padri così squallidamente disonesti, auguro loro di piangere per tutta la vita lacrime di rimpianto e di rimorso.
Io li maledico e, credo, non sono lal’unica!

domenica 11 gennaio 2015

Uguaglianza




In questi giorni, pieni di orrende notizie sull’intolleranza che arriva ad uccidere, sullo squallido sciacallaggio che le destre, italiche ed estere, stanno facendo, nella speranza di raccattare voti, mi convinco sempre di più di quanto sia importante il mio ruolo di insegnante ed educatrice.

Perché, alla fine, il problema è tutto qua: se non si educa all’accettazione dell’altro, se non si insegna che la diversità è una risorsa e non un pericolo, se non si preparano le persone a rispettare i pensieri, le tradizioni, la cultura di tutti, allora i potenti della terra, di qualunque colore, religione o cultura siano, per i loro sporchi interessi economici, avranno buon gioco a trovare i tanti ignoranti e a convincerli che bisogna  cacciare via gli altri, perseguitarli, ammazzarli.

Il problema è tutto qui: dobbiamo educare alla diversità, con le parole e con l’esempio, non è un discorso religioso o moralista il mio, si tratta soltanto di semplice buon senso ma, da quando l’uomo è comparso sulla terra,  il buon senso è patrimonio di ben pochi, purtroppo, quindi la storia dell’umanità è costellata di stragi e  carneficine, compiute sotto la bandiera di una qualsiasi fede, in realtà per il vantaggio di chi tiene in mano il potere!

domenica 26 ottobre 2014

Non ho (più) l’età



Ieri mattina, accompagnata dalla Fi, in veste di “Bastone della mia vecchiaia” nonché “Dispositivo di Prevenzione Rovinose Cadute Materne”, ho partecipato al corteo di protesta contro le dissennate iniziative e i demenziali provvedimenti economici di renzi, volti ad affossare definitivamente questo sventurato Paese.

Gli organizzatori, CGIL e sigle annesse, avevano come obiettivo di portare un milione di persone a Piazza S.Giovanni a Roma. L’obiettivo è stato ampiamente raggiunto: la piazza si è riempita quando la coda del corteo non era ancora partita. Tutte le strade dalla stazione a Piazza S.Giovanni erano piene di bandiere rosse, di striscioni, di palloncini e di gente, tanta gente.

Sono venuti da tutta Italia dalla Val D’Aosta alla Sicilia, dal Sud Tirol alla Calabria, metalmeccanici, pubblico impiego, pensionati, studenti.

Brillavano per la loro assenza gli insegnanti (precari a parte ma neanche tanti), ce n’erano pochissimi e mal riconoscibili perché sforniti di qualunque insegna. Forse un segnale che la scuola pubblica in Italia è già definitivamente morta prima ancora che renzi finisca di assassinarla.

C’erano tanti anziani, pensionati ma anche gente che la pensione la vede ogni giorno più lontana. I più combattivi sembravano proprio loro, i vecchi, nonnetti e nonnette che di battaglie ne hanno fatte un bel po’, sono quelli che hanno conquistato i diritti dei lavoratori e che adesso se li vedono scippati; sono molti che magari sono andati a lavorare in fabbrica a tredici anni e che adesso vedono i loro nipoti, magari laureati, restare disoccupati anche oltre i trent’anni o cercare fortuna all’estero.

Eppure, nonostante la situazione disperata, nei manifestanti non sembrava esserci angoscia, sulle facce della gente c’era ancora voglia di lottare, qualche barlume di speranza (forse troppo ottimistico), tanta solidarietà e un profondo rispetto per gli altri, per il lavoro, per la propria dignità.

Non ho aspettato che parlassero i capoccioni del sindacato, non mi interessava troppo sentire l’aria fritta che ci propinano, mi è bastato guardare le facce della gente che mi circondava, facce di lavoratori, facce oneste, le facce vere dell’Italia e poi, devo confessarlo, dopo aver camminato da Piazza Esedra a San Giovanni ero veramente stanca e mi faceva maledettamente male la schiena.
Sono anch’io ormai una nonnetta, non ho più l’età per fare le manifestazioni!