Il naso di Cyrano: Ma siamo uomini o caporali
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domenica 25 luglio 2021

Realtà e speranza

La realtà è che a Roma si muore di caldo e di puzza, il pattume viene rimosso raramente e le strade puzzano come se fossimo ancora nel Medioevo. Io e quelli del mio palazzo siamo fortunati: forse perché dall’altra parte della strada ci abitano i preti della parrocchia, i secchioni della nostra strada vengono svuotati quasi tutte le sere ma basta allontanarsi di qualche metro e la puzza e i liquami invadono i marciapiedi ed appestano l’aria.
Il caldo è pesante, c’è afa e le finestre si possono aprire solo la mattina presto e la sera, per il resto della giornata l’unica salvezza è stare con i vetri chiusi e le serrande abbassate.
Quanto ad uscire, meglio non parlarne: oltre al caldo e alla puzza c’è il covid che impazza, i deficienti che vanno in giro senza mascherine (il governo glielo permette), i no vax che scatenano propaganda idiota senza speranza. Io sono vaccinata, ho il Greenpass ma, francamente ho paura, continuo a indossare la mascherina anche all’aperto e cerco di stare lontana più che posso dagli altri.
La speranza è la Francia, la Costa Azzurra, il mare, l’aria pulita, i profumi dei fiori e dei cibi.
La voglia di andarmene, di partire per Antibes si fa ogni giorno più forte, se non ci saranno contrattempi, domenica prossima dovrei decollare in mattinata, L’ansia che succeda qualcosa che mandi a monte tutto sta aumentando e devo ricorrere alle pasticche di lavanda che hanno effetto calmante, così almeno dicono.
Se riesco a partire, come sempre, non scriverò post in agosto e vi racconterò le mie vacanze in settembre.
Arrivederci.

domenica 24 gennaio 2021

Il piccolo Lord

Scenetta deliziosa all’uscita da scuola.
In questo anno, causa covid, noi delle Medie usciamo dalla scala antincendio che affaccia nel cortile da dove escono anche i bimbi della Scuola materna e giovedì, all’uscita ho assistito ad una scena che mi ha intenerito.
Vicino al cancello c’era una signora che aveva appena finito di sistemare sul seggiolino della sua bicicletta una bimba minuscola, in lacrime perché su quel seggiolino non voleva proprio starci.
Sopraggiungeva un padre con due bambini, uno, piccolissimo, tirava per il braccio il fratellino, appena più grande di lui e della bambina piangente.
Al vedere la piccola in lacrime, quest’ultimo si è fermato, ha comunicato al fratello più piccolo con molta gentilezza ma anche con una certa fermezza:” Tra poco giochiamo.” Poi si è rivolto con una grazia infinita alla fanciullina è le ha detto:” Sai, a me piaceva tanto andare sul seggiolino della bicicletta, quando ero piccolo.” La bimbetta ha smesso di piangere e il giovanissimo gentiluomo se ne è andato a giocare con il fratello minore.
Il tutto è avvenuto con una naturalezza ed un’eleganza che nessuna parola al mondo può raccontare; quel bambino ha dentro di sé l’Umanità più vera e più forte di qualsiasi pensiero, idea o ideologia: il sentimento dell’altro come fratello; un’Umanità che forse nasce dall’educazione che sta ricevendo dalla famiglia ma che risultava, comunque, completamente e naturalmente interiorizzata in lui. Una scena dolcissima che trova il suo culmine commovente nel finale della frase, in quel “Quando ero piccolo”, detto da un bambino che non ha più di quattro anni e che, però, si sente ed è ”grande”; Grande, veramente.

domenica 10 gennaio 2021

Andiamo a bruciargli la casa!

Come spesso ha occasione di dire il professor Barbero, quando ci racconta la Storia, i popoli “andavano a bruciare la casa” ai loro vicini. Per un motivo o per l’altro la gente si è sempre fatta la guerra, inventando armi, tattiche, strategie e sistemi sempre nuovi. E continua imperterrita.
Ne ho avuto la riprova l’altra sera, guardando su Rai Storia, canale meritorio della Rai, un servizio sulle edizioni speciali dei telegiornali Rai dalle origini della TV ai tempi nostri.
Tutte le notizie erano tragiche e tristissime, a parte la vittoria ai mondiali di calcio che ci diede il quarto titolo e la caduta del muro di Berlino, non si parlava altro che di morte. Alcuni servizi riguardavano le morti dei Pontefici e quelle, almeno a quanto ci consta, erano avvenute per cause naturali, pochi altri si riferivano a terremoti o a inondazioni varie e anche quelle, se non consideriamo lo scempio ambientale causato dall’uomo, si possono considerare naturali ma la maggior parte delle notizie parlavano di guerre: Vietnam, Iraq, di guerre civili: Romania, Cina e poi tutta una serie di attacchi terroristici: da piazza Fontana alla stazione di Bologna, dall’ omicidio di Dalla Chiesa a quelli di Falcone e Borsellino, fini ad arrivare alle Twin Towers. Auto sventrate, morti ammazzati stesi sull’asfalto, palazzi che crollano, bombe lanciate dagli aerei o piazzate sulle autostrade. C’era da farsi venire la depressione a guardare il servizio se non fosse che io lo so bene che l’uomo, come diceva Quasimodo, è sempre lo stesso e afferma il suo potere sugli altri con la violenza. Lo so perché studio la Storia e seguo le lezioni del professor Barbero che lo sa anche lui e ce lo racconta magistralmente, magari in forma sdrammatizzante e ci presenta gli assassini che partono con le navi, a piedi o sugli aerei ma che, siano antichi persiani o moderni trumpiani, al grido di “Scanna!!!!” hanno un solo obiettivo: andare a bruciare la casa di qualcun altro, sottometterlo e guadagnarci.

domenica 8 novembre 2020

Carote e Presidenti

In questi giorni stiamo assistendo allo squallido e pietoso spettacolo offerto da un
cafone arrogante che si rifiuta di ammettere di essere stato trombato alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti d’America.
Credo che, davvero, il Paese più potente del mondo stia toccando il fondo, il Paese dove, secondo gli americani, sarebbe nata la Democrazia si è affidato per quattro anni a uno che la Democrazia non sa proprio cosa sia.
Non che in passato gli USA non ci abbiano offerto desolanti scenari di squallore, vedi, ad esempio, Watergate, menzogne varie sulla guerra del golfo, cia, generale Patton e via dicendo ma, credo, qui siamo davvero al limite.
Nel passato, che mi risulti, una cosa del genere non si era mai verificata: al limite gli americani fanno fuori un Presidente sgradito ma uno che si mette a puntare i piedi, come un bambino scemo e strilla a gran voce che ha vinto lui, evvia, neppure negli Usa si era mai visto!
Forse gli statunitensi si sono resi conto che, quattro anni fa, hanno scelto l’uomo sbagliato e adesso cercano di voltare pagina, votando un signore dall’aspetto gentile che ci auguriamo sappia anche fare scelte politiche assennate e che dimostri un’età cerebrale superiore ai tre anni.
La faccenda, vista dall’Europa, lontano dalla situazione reale, è perfino divertente: il coso color carota è più simile ad un cartoon che ad un essere umano e, con il suo contorno di mogli e figli, altrettanto irrealistici, davvero potrebbe essere trasformato da un bravo cartoonist in una serie di successo.
Ovviamente io non la guarderei: la stupidità e la volgarità non mi attraggono affatto ma a molti americani la serie piacerebbe, ne sono sicura, e anche a molta gente nel resto del mondo; peccato che, invece di una fiction, tutto questo è realtà.

domenica 19 gennaio 2020

Angeli e demoni


Anche questa settimana è volata via tra mille impegni, visite mediche, analisi cliniche e forze dell’ordine.
Ho fatto le analisi per la risonanza col mezzo di contrasto che dovrò fare a breve per il piede e il controllo per la tiroide che continua a dare problemi; le polveri sottili che invadono l’aria di Roma mi causano una notevole allergia con problemi respiratori, respiro maluccio e ho difficoltà, soprattutto quando vado a dormire.
Mercoledì, il demente che abita nel mio palazzo mi ha aggredita per la seconda volta: me lo sono trovato davanti all’improvviso mentre aprivo il portone, lui ha spinto forte l’anta cercando di schiacciarmi contro il muro, sono riuscita a sfuggirgli mentre lui urlava:” Calabrese di merda, schifosa.”, e io non sono neppure calabrese! A maggio aveva tentato di buttarmi dalle scale: mentre mi aggrappavo al mancorrente, per fortuna, è arrivato l’ascensore e lui è salito, lasciandomi spaventata e confusa. Poiché conosco da tempo la famiglia, all’epoca scrissi una cortese lettera alla sorella, che abita anche lei nella mia palazzina, raccontando il fatto e chiedendole di parlarne insieme ma lei ha risposto evasivamente e non se ne è fatto nulla. Mercoledì sono andata alla polizia e ho fatto un esposto, denunciando i fatti. Mi sono anche comprata lo spray al peperoncino e, ogni volta che esco o entro, lo tengo in mano, pronto all’uso, spero di non doverlo mai usare ma non esiterò a farlo se il tizio dovesse mostrare ancora intenzioni violente nei miei confronti.
Ieri sera è venuta la mia amica L. e abbiamo visto in tv le ultime due puntate di Good Omens, la bella serie scritta da Pratchett e Gaiman che ha per protagonisti un angelo e un demone molto umani e simpaticissimi. Ci siamo divertite e rilassate nel mio salottino, mentre mangiavamo una superba quiche che ho fatto io (e che mi è venuta magnificamente) e sfiziature varie, il tutto accompagnato da un buon Müller Thurgau secco e freddo al punto giusto.

domenica 25 novembre 2018

Il Politico elegante


In questi giorni sto leggendo “Con i piedi nel fango”, un volumetto di Gianrico Carofiglio e Jacopo Rosatelli.
Lo scrittore e, non a caso, magistrato affronta con elegante pacatezza il tema della “Buona Politica”, quella che si fa da Statisti, guardando all’interesse dello Stato e dei Cittadini e non al proprio di politicanti.
Un tema antico quanto il mondo ma ancora attuale e, almeno in Italia, scottante.
Carofiglio è convinto che, persino in Italia sia possibile fare politica in modo onesto e costruttivo e ritiene sbagliato il punto di vista di coloro che, come me, sono convinti del contrario.
Il quadro che lo scrittore descrive è, indubbiamente, affascinante; rifacendosi alla storia e agli scrittori politici, l’autore delinea il “politico ideale” colui, cioè, che realizza il Bene pubblico, che è al servizio dello Stato e del Cittadino, pur avendo le sue legittime aspirazioni al successo. E’ un politico che dice la Verità, che cerca la mediazione e il compromesso onorevole per sé e vantaggioso per tutti. E’ un politico che non urla scompostamente, che sa usare il linguaggio per spiegare e chiarire, che non usa il turpiloquio per nascondere la pochezza delle sue idee, è uno Statista che non crea nemici ad arte per distogliere l’attenzione degli elettori dai veri problemi, è un politico che ha anche il coraggio di ammettere le sue manchevolezze ed i suoi errori, non per vantarsene, come se fossero successi travolgenti, ma per trovare il modo di correggerli.
Insomma, uno Statista concreto raffinato ed elegante.
Per trovare politici così, in Italia, dobbiamo risalire parecchio indietro, ad Alcide De Gasperi, ad Enrico Berlinguer, per esempio, a Nilde Iotti oppure a Sandro Pertini.
Oggi in Italia, politici di quel calibro non ce ne sono, forse non ci sono proprio più politici; se devo valutare sulla base dei social e della gente con la quale entro in contatto, vedo solo una grande maggioranza di arroganti cafoni che elegge cafoni ignoranti, per questo non posso essere d’accordo con Carofiglio e con la sua speranza: a me, piuttosto che una speranza, quello che l’autore descrive sembra una bellissima, impossibile, utopia.

domenica 11 marzo 2018

Interrogazioni



Poiché giovedì prossimo avrò l’intervento all’occhio destro e dovrò assentarmi per un po’ dal lavoro, in questi giorni sto facendo interrogazioni a raffica, per avere le valutazioni del secondo quadrimestre.
Poiché non amo mettere insufficienze, ho avvisato tutti gli alunni che ancora non avevano il voto, ho detto loro quando li avrei interrogati e su quali argomenti e molti hanno fatto tesoro delle mie indicazioni, preparandosi al meglio e io li ho premiati con voto alti.
Qualcuno, però, non si è preparato e ha cercato scuse o, peggio, ha portato la giustificazione di un genitore.
Per questi alunni io non ho avuto pietà e ho valutato con un’insufficienza.
Francamente non capisco il loro atteggiamento, i miei alunni sanno che sono disposta ad aiutarli in tutti i modi ma che, se arrivano impreparati all’interrogazione, l’unico voto possibile è un quattro; tra l’altro sono davvero l’unica insegnante che programma e comunica le date delle interrogazioni, il che significa: dare tutte le opportunità per prepararsi bene, invece gli alunni in questione si prendono il quattro e poi, alla fine del quadrimestre, si fanno interrogare per rimediare e rimediano pure, magari fanno un’interrogazione da otto ma poi, a causa della media aritmetica, in pagella si ritrovano con un misero sei. Bah!