Il naso di Cyrano: luglio 2009

domenica 26 luglio 2009

Schizzo

Io di Schizzo il nome vero non me lo ricordo. Tutti lo chiamavano così e così è rimasto nella mia memoria.
Schizzo era un ipercinetico, il che significa che non riusciva a stare fermo.
Per lui stare seduto in un banco era una vera tortura, infatti non ci stava, girava in continuazione per la classe. Il problema era che, essendo bassino, seduto o in piedi era uguale ed era difficile vederlo.
Schizzo era intelligentissimo, andava bene a scuola, era uno dei pochi non ripetenti di quella classe ma fermo non ci sapeva stare!
Avete mai provato a fare lezione con una trottola impazzita che vagola per la classe? Non è possibile e Schizzo era la mia personale trottola, perennemente in movimento.
Per la salute mentale mia e degli altri alunni dovevo fare qualcosa.
Un giorno, non ce la facevo più, gli dissi:”Schizzo, fammi un piacere, fatti le scale di scuola tre volte su e giù, di corsa!”
Mi guardò estasiato, incredulo:”Davvero, prof.?” Annuii e lui corse fuori. Tornò qualche minuto dopo, senza fiato, doveva aver corso forte, si mise seduto e ci restò fino alla fine della lezione.
Da allora tutte le volte che entravo in quella classe ordinavo:”Schizzo, vai!” e lui via di corsa per le scale e poi buono e calmo nel suo banco.
Un giorno lo “beccò il Preside” e me lo riportò in classe indignato perché il ragazzo gli aveva detto che aveva il mio permesso, il Preside pensava che Schizzo mentisse.
Mi presi le mie responsabilità e, in privato, gli spiegai la situazione e lo informai che le corse per le scale avevano dato buoni risultati.
Il Preside mi guardò perplesso (a quei tempi non esistevano neppure gli insegnanti di sostegno e gli ipercinetici erano considerati solo dei ragazzi troppo vivaci) ma si fidò di me e permise a Schizzo di continuare le sue corse per le scale.

martedì 21 luglio 2009

Un altro compleanno

Oggi è stato il mio compleanno, quanti anni sono non ve lo dico, sono comunque parecchi, trascorsi nel bene e nel male, ricchi di esperienze, nel complesso direi che il bilancio è positivo.
Quello che mi piace di più del mio tempo trascorso è che da ogni evento ho imparato qualcosa e non è cosa da poco.
Stamattina ho ricevuto dei doni dalle figlie e gli auguri da mia madre, da parenti e fratelli.
Poi sono uscita con le figlie. Dopo una capatina in libreria per ordinare dei libri per la FG che deve studiarli per i prossimi esami e per la tesi, siamo andate a Palazzo delle Esposizioni per vedere la mostra su Bulgari, il famoso gioielliere romano.
I gioielli erano esposti in ordine cronologico: dai più antichi, molto belli, soprattutto quelli del periodo Decò, ai più moderni che non ci sono piaciuti, troppo grossi e talvolta volgari, roba da star holliwudiane, c’era anche la collezione della Liz Taylor, le figlie hanno iniziato a fare commenti al vetriolo e la FI, con la “erre moscia” rifaceva il verso alle “signore bene” criticando impietosamente i pezzi esposti.
Io ho fatto una fatica improba per non scoppiare a ridere ma dovevo fare la persona seria, tra l’altro ero anche vestita da persona seria, con pantaloni bianchi, polo blu, bijou discreti e abbronzatura dorata che mi sta proprio bene. Sono riuscita a mantenere un tono serio ma dentro di me ridevo ed ero assai contenta nel verificare che le mie figlie hanno sviluppato un senso estetico conforme al mio.
Poi abbiamo visitato la mostra fotografica di Gina Lollobrigida, ci è assai piaciuta, c’erano foto scattate in tutto il mondo, alcune molto affascinanti, altre molto tristi ma tutte molto belle.
Abbiamo pranzato al ristorante che c’è sul terrazzo del Palazzo delle Esposizioni, un posto molto carino e dove si mangiano cose gradevoli, quindi siamo tornate a casa.
Oggi pomeriggio ho ricevuto altre telefonate e mail di augurio.
E’ stata una giornata decisamente piacevole.

domenica 19 luglio 2009

Al Globe

Ieri sera, con la FG ed alcune amiche, siamo andate al Globe, il teatro in legno di villa Borghese che riproduce esattamente o quasi il mitico teatro di Shakespeare.
Siamo andate nel parterre, dove non ci sono poltrone, infatti, proprio come nei tempi antichi ci si siede per terra.
Naturalmente eravamo attrezzate con tappetini e cuscinotti e siamo state comode, molto meglio che sulle gradinate, durissime e altissime, l’anno scorso dopo una rappresentazione mi facevano male le gambe perché non toccavo con i piedi per terra.
Insomma, sedute comodamente , abbiamo visto “Molto rumore per nulla”, recitata benissimo. In siciliano stretto!
Eh già, era una produzione curata da Andrea Camilleri, il creatore del commissario Montalbano, che ha tradotto con grande cura il testo shakespeariano.
Io ho capito praticamente tutto, la FG e le mie amiche molto meno. Ora, non è che io parli il dialetto messinese ma sono un’appassionata lettrice di Camilleri, ho tutte le opere che ha scritto e sono tutte in dialetto. Inoltre, “Molto rumore per nulla” è una delle commedie di Shakespeare che io e la FG preferiamo e poche sere fa la FG ha voluto rivedere il DVD interpretato dal bellissimo Kennet Branagh e io l’ho rivisto insieme a lei, praticamente so tutte le battute a memoria.
Mi sono divertita, gli attori sono stati bravissimi, effervescenti e comici, Benedetto, il protagonista era simpatrico, Beatrice decisamente “tosta”, gli altri ben interpretati, soprattutto gli uomini della ronda con il loro linguaggio assurdo e forsennato. Scena e costumi coloratissimi hanno contribuito a rendere piacevolissimo lo spettacolo. La FG, sempre esigentissima quando si tratta del beneamato Shakespeare, ha dato un bel Dieci e Lode che mi ha trovata assolutamente concorde.

sabato 11 luglio 2009

Il Cardinale.


Nella prima scuola dove ho insegnato c’erano due dirigenti: il Preside, una persona seria e gentile che aveva lavorato nella Scuola pubblica per molti anni e arrotondava la pensione con quell’incarico nella scuola privata e il Direttore amministrativo che era un ex generale in pensione che pretendeva di dirigere la scuola come se fosse una caserma: conosceva una sola parola (per lo meno la ripeteva 100 volte al giorno): DISCIPLINA. Dubitava di tutti gli alunni, per lui erano potenziali delinquenti da raddrizzare prima che finissero in galera (qualcuno ce n’era ma non erano poi molti). Diffidava anche dei docenti, li riteneva dei buoni a nulla o dei fannulloni che rubavano lo stipendio, soprattutto guardava con sospetto gli insegnanti giovani, forse temeva una loro alleanza con gli alunni a fini eversivi, non nel senso politico, nel senso che temeva per se stesso!
Insomma il clima non era tanto rilassante, meno male che gli alunni erano dei simpaticissimi delinquenti e, nonostante non fosse facile insegnare, io mi divertivo.
Era Carnevale e, si sa, a Carnevale i ragazzi sono eccitati, la sera vanno a ballare, partecipano a feste mascherate, insomma si divertono.
Una mattina un ragazzo portò in classe un bellissimo costume da Cardinale, completo di croce dorata e zucchetto color porpora; lo aveva affittato perché la sera sarebbe andato ad una festa in maschera. Mi chiese se poteva indossarlo a ricreazione (che si faceva tutti insieme nell’ androne sorvegliati a vista dal direttore). Risposi affermativamente, il costume era molto bello ed era Carnevale, non mi sembrava una cosa da proibire.
A ricreazione scesi con gli altri mentre il mio alunno andava a vestirsi.
Dopo poco scese, con una compostezza che mai gli avevo vista, benedicendo con mosse ieratiche molto cardinalizie. Tutti rimasero ammirati ad osservarlo, stupiti ed affascinati. Tutti. Il generale (così chiamavamo unanimi il direttore) invece no: il generale divenne verde, rosso, violetto ed infine blu (me lo ricordo benissimo), la furia montava dentro di lui producendo velocissimi cambi di colore e fece per slanciarsi contro il “Cardinale”, probabilmente per sopprimerlo con le proprie mani. Per fortuna il Preside era presente e fu più veloce del generale, il che è una bella rivincita della cultura sulla forza. Il Preside placcò il generale con una mossa degna degli Old Blacks e se lo portò via per placarlo. Dopo qualche minuto tornò e autorevolmente ingiunse al “Cardinale” di togliersi l’abito…quando fosse terminata la ricreazione!

domenica 5 luglio 2009

Finalmente in vacanza!

Giugno, quando ci sono gli esami, è per me un mese infernale.
Intanto non ci sono spettacoli teatrali, poi non posso andare in palestra perché sto a scuola mattina e pomeriggio, non riesco a uscire con le mie amiche, sono anche troppo stanca per leggere la sera, insomma un incubo!
Grazie al cielo anche giugno, come tutto, è finito e io posso ricominciare a vivere e a divertirmi, gli esami sono terminati, gli alunni sono andati discretamente e per due mesi posso dimenticare la scuola, ammessi e connessi.
Resta la FG che sta facendo esami a mitraglia ed è alquanto nervosetta ma non importa, tutto sommato, i suoi esami sono anche un’occasione per discutere insieme argomenti interessanti con una persona dotata di una non comune intelligenza e parla re con lei di Bernini o di Racine è sempre piacevole.
Ho già ripreso i contatti con le mie amiche, progettato alcune visite a mostre e musei e stabilito un calendario per la piscina,dove siamo già state due volte e io ho anche nuotato, dopo essermi ricoperta di crema solare protezione massima, ovviamente.
Iinsomma, sto organizzando una vacanza gratificante e assolutamente necessaria per cancellare lo stress e la fatica di un anno scolastico che non mi ha regalato molte soddisfazioni.
In agosto arriverà anche Cat e ci divertiremo insieme a fare shopping e a girare per Roma, sotto il suo cielo azzurro unico al mondo. Abbiamo anche deciso di andarci a rivedere la Cappella Sistina e la Galleria Borghese per ripassarci un po’ Michelangelo e Bernini.
Ieri è cominciato il tour de France e lo vedrò in televisione, spero che sia appassionante e ci proponga grandi sfide, poi ci saranno i mondiali di nuoto che vale la pena di vedere.
Sul fronte teatro, il Globe mette in cartellone alcuni spettacoli di Shakespeare interessanti e andremo a vederli anche se io non ho ancora capito se il genio di Stratford upon Avon mi piace oppure no: nello stesso spettacolo alcune scene mi affascinano altre mi annoiano mortalmente.
Ho anche alcuni libri interessanti da leggere e ho deciso che quest’ estate affronterò l’Ulisse di Joyce, chissà se ce la farò, è uno dei libri più difficili che siano mai stati scritti e fino ad ora non ho mai avuto il coraggio di leggerlo ma, dopo aver letto tutta la Recherche di Proust, forse ce la farò.
La cosa più bella di tutto, comunque, sarà che finalmente potrò stare un po’ sola con me stessa per fantasticare liberamente e per tutto il tempo che voglio senza dover pensare al Dovere. Fatta la spesa e le pulizie, per due mesi non avrò altre incombenze noiose e alienanti.
Paccato che le vacanze durano troppo poco!