Il naso di Cyrano: gennaio 2012

domenica 29 gennaio 2012

Caos co(s)mico

Vi è mai capitato di vivere un periodo nel quale tutto sembra andare all’incontrario? Non è una situazione piacevole per nessuno e tanto più lo è per me, che riesco a fare tutto quello che devo soltanto con un’organizzazione maniacalmente perfetta di tutte le mie attività.
Beh, la settimana che sta finendo è stata diabolica e mi ha portato sul baratro di una crisi di nervi ma io sono tosta: mi sono armata di forza di volontà e, soprattutto, di matita, agenda e cellulare, ho smantellato l’organizzazione settimanale di routine e ne ho inventata una straordinaria che mi permetterà di sopravvivere fino a venerdì prossimo.
Lunedì scorso, dopo una notte passata a sognare che ero la fidanzata di Severus Piton, affascinante ma inquietante personaggio di Harry Potter, ho scoperto che martedì prossimo ci sarà una riunione straordinaria a scuola, quindi pomeriggio bloccato, quindi telefonate per spostare un paio di appuntamenti.
Martedì la FG doveva sostenere un esame, quindi nervosismo, malumore, tensione, quindi ho dovuto essere estremamente cauta per non provocare conflitti. Ovviamente l’esame è andato benissimo e l’insuperabile FG ha incamerato un altro Trenta e Lode.
Mercoledì si è rotta la lavatrice, ovviamente con i panni dentro, li ho dovuti sciacquare a mano. Ho chiamato l’idraulico, nella speranza che il danno fosse riparabile (io sono un’inguaribile ottimista!).
L’idraulico è venuto giovedì e ha decretato la definitiva dipartita dell’elettrodomestico che mi aveva fedelmente servito per oltre dieci anni.
Quindi, accompagnata dal servizievole tecnico, sono andata a comperarne un’altra che il sant’uomo, in cambio di una ragionevole retribuzione, mi ha portato a casa e montata illic et immediate (se non sapete che vuol dire, studiatevi il latino) in modo che potessi procedere al lavaggio del mucchio di panni sporchi in attesa di igienizzazione.
Ovviamente, il tutto ha provocato un semi allagamento della cucina (dove alloggia la lavatrice) che ho dovuto asciugare con lo scopettone. La sera la mia schiena cantava “Vendetta, tremenda vendetta” peggio di Rigoletto.
Tra una cosa e l’altra ho preparato i voti per lo scrutinio di fine quadrimestre che è stato anticipato di un giorno e ieri sono anche riuscita ad inserirli nell’apposito programma che nei giorni passati non si apriva, anche digitando l’opportuna password; nel pomeriggio ho stirato la montagna di panni, finalmente lavati ed asciutti..
Ieri sera, nonostante lo sciopero dei bus, sono stata a teatro, per rilassarmi, soltanto che lo spettacolo di e con Marina Massironi era,sì, affascinante ma drammaticissimo e piuttosto angosciante.
Oggi la FI ha finito di sistemarmi il nuovo PC mentre io tentavo di fare un po’ di pulizie in casa e la FG studiava a ritmo ultrasonico perché lunedì prossimo ha un altro esame.
Naturalmente, oltre a questi straordinari, ho eseguito tutte le incombenze ordinarie quali la spesa, il lavoro a scuola, la palestra et cetera.
Insomma, una settimana fantozziana e la prossima non sarà da meno, non ho che due alternative: o mi metto a piangere o decido di prenderla a ridere che forse è meglio!

domenica 22 gennaio 2012

Homo sapiens?!

Ho appena finito di leggere il catalogo della mostra “Homo sapiens” che ho visitato durante le vacanze di Natale e ho letto una frase che mi è molto piaciuta e che voglio regalarvi:
“Un Papua della Nuova Guinea può imparare facilmente a inviare un messaggio di posta elettronica, mentre i migliori esemplari di Homo sapiens europeo morirebbero nel giro di poco tempo se abbandonati nella foresta della Nuova Guinea. Chi è più intelligente?”
In effetti “io” non sopravviverei molto in una foresta ma non sono molto sicura che un Papua sopravviverebbe molto di più a contatto, per esempio, con i politici italiani.
Di sicuro un Papua della Nuova Guinea non si perderebbe come ha fatto un medico fiscale davanti al cancello di casa mia.
L’esimio professionista ha giustificato la mancata visita, scrivendo sull’apposito modulo che, non essendo presente il citofono accanto al cancello, egli non è potuto entrare.
Ora: chiunque arrivi davanti a quello che più che cancello può essere definito “cancelletto” si rende conto, se non è del tutto cieco:
1) che detto cancelletto è sfornito di qualsivoglia serratura e che basta una debolissima spinta per provocarne l’apertura
2) che il cancelletto immette in un vialetto al termine del quale c’è una palazzina
e qui dovrebbe iniziare la parte, come dire, di ragionamento che, evidentemente, il medico in questione non è stato in grado di effettuare: dati i punti 1 e 2 di cui sopra, è possibile ipotizzare che l’ingresso alla palazzina sia dotato di portone (non visibile dalla strada, è vero) e di relativo citofono.
Sviluppato questo semplice ragionamento, poiché, come sopra detto, il cancelletto non è chiuso, si avrebbe la possibilità di entrare e verificare la verità dell’ipotesi.
L’acutissimo medico, invece, ha fatto dietro front e se ne è tornato da dove è venuto e io mi chiedo: “E’ una questione di scarsa intelligenza o di scarsa volontà?”
Ai posteri l’ardua sentenza.

domenica 15 gennaio 2012

In Capellinum

Sabato mattina, un sabato come tanti a casa mia. Sveglia alle sei e mezzo, anche se è sabato, perché alle dieci la FG fa “Gruppo di studio” con le sue colleghe a casa nostra, gli esami si avvicinano e loro devono studiare ma io devo fare le pulizie e gli altri giorni lavoro, dunque mi tocca alzarmi presto e fare tutto prima che il mio soggiorno si trasformi in un’aula universitaria perché in quattro studentesse nella tana della FG non ci stanno.

Loro studiano in soggiorno circondate da libri, appunti, computer, biscotti, patatine, bevande varie e sigarette, tante sigarette, troppe.

Questa mattina presto la FG è apparsa in cucina mentre io stavo sistemando i capellini nel barattolo.

Dovete sapere che la FG, al contrario di Gian Burrasca, adora la minestra di capellini, ne mangia quantitativi industriali e a casa ce n’è sempre una buona scorta.

Mentre travasavo i capellini dalla busta nel barattolo, alcuni frammenti sono caduti a terra ma non me ne sono preoccupata perché, al termine della delicata operazione, avrei spazzato tutta la casa e quindi anche la cucina.

La FG, invece, si è chinata a terra e ha cominciato a raccogliere i frammenti di capellini. Le ho detto di lasciar perdere ma a questo punto la FG si è trasformata: è diventata Cicerone.

Sì, proprio lui, il grande oratore romano e, come lui, ha iniziato a declamare un’orazione degna della prima Catilinaria. Avete presente il celeberrimo “Quo usque tandem, Catilina, abuteris patientia nostra”?

Beh, lei ha fatto più o meno lo stesso, ha attaccato così:” Mamma, il capellino è malvagio, infido, dissimulatore, si nasconde negli angoli bui, si attacca ai tappetini, si infila nelle pantofole…” e via di seguito, mentre proseguiva implacabile la caccia ai pezzetti che mi erano caduti. Li ha raccolti tutti e ha concluso la sua orazione contro il capellino con queste parole:” L’unico capellino buono è il capellino cotto, preferibilmente in un buon brodo di carne!”, poi se ne è andata a prepararsi per l’arrivo delle sue amiche.

Un sabato mattina, un sabato mattina come tanti, a casa mia.

domenica 8 gennaio 2012

Desiderio

In questi giorni ho scoperto di avere un desiderio che si fa sempre più intenso: vorrei essere un suddito di Sua Maestà britannica.

Ebbene sì, io che amo tanto la libertà, che parlo spesso del valore della cittadinanza, rinuncerei a tutto questo per ritrovarmi suddito di un sovrano.

Già ma non dimentichiamo che Sua Maestà britannica è una regina che deve comunque fare i conti con la Costituzione e che i sudditi inglesi sono così civili che la Costituzione non ce l’hanno mica scritta come noi, la loro è una Costituzione consuetudinaria, fondata cioè sulle consuetudini legislative del Paese.

Magari vi chiederete il perché di questo apparentemente assurdo desiderio. Ve lo spiego subito: se gli Inglesi ci colonizzassero, dovrebbero anche civilizzarci nel senso che dovrebbero educare (o costringere) la maggior parte degli italiani a comportamenti onesti, rispettosi della legge e degli altri. La storia ci ha dimostrato che gli Inglesi questo, con le buone o con le cattive, lo sanno fare benissimo.

Inoltre, se fossimo una colonia inglese, dipenderemmo dalle istituzioni inglesi e risparmieremmo un bel po’, infatti i parlamentari e i ministri britannici hanno stipendi ben inferiori a quelli di coloro che siedono sulle Poltrone italiane e che si guardano bene dal ridursi le laute prebende e, forse, i politici inglesi agiscono per il bene comune e non per i loro interessi personali.

Un altro vantaggio sarebbe che io guadagnerei molto di più, in Inghilterra un insegnante è pagato più di un metalmeccanico ed è anche stimato molto più che in Italia.

Ci sarebbe, però, il problema del cibo, io vorrei diventare suddito inglese ma vorrei continuare a mangiare cibi mediterranei ma, d’altro canto, non è che gli Inglesi abbiano imposto ai popoli colonizzati i loro alimenti, a quanto ne so, lasciavano piena libertà alimentare.

Il mio sogno è naturalmente impossibile anche perché non vedo quali vantaggi avrebbero gli Inglesi a colonizzare l’Italia, a parte le risorse turistiche, la mia Nazione non ha proprio nulla da offrire né sul piano economico né su quello della civiltà.

E allora?

E allora non mi resta che sperare che la FG, come ardentemente desidera, si costruisca il suo futuro in Gran Bretagna, così io, quando potrò andare in pensione ( il che sta diventando sempre più una faccenda remota), la raggiungerei e terminerei la mia vita in una terra di civiltà.