Il naso di Cyrano: novembre 2015

domenica 29 novembre 2015

Influenza



Da un mese ormai, vado avanti tra starnuti e tosse ma resisto e continuo ad andare a scuola, anche perché non ho febbre, almeno credo, in realtà non misuro la temperatura, alla fine:”Se non lo sai, non ce l’hai!”
Tra sciroppi e pasticche, riesco a tirare avanti e a lavorare, anche perché i miei alunni capiscono la mia fatica e cercano, quasi tutti, di comportarsi bene.
In questi giorni, in Letteratura, ho spiegato la vita e il pensiero di Leopardi, un altro che, quanto a salute, non se la passava troppo bene. Pensavo che i ragazzini non lo avrebbero gradito con il suo pessimismo, le sue lamentele, la sua disperazione, invece tutti sono rimasti colpiti, stanno attentissimi, partecipano, sembra quasi che vogliano ripagare il poeta delle sue tante sofferenze con la loro partecipazione affettuosa.
Certo, quando provano a ripetere i concetti, i miei alunni, anche quelli italiani, lo fanno in un linguaggio terrificante, fatico a capirli io, se Leopardi approdasse, con una macchina del tempo, nella nostra aula, avrebbe difficoltà incolmabili a capire che stanno dicendo.
Spero di migliorare in settimana, venerdì ho il volo per andare a trovare la mia Fg in Francia e vorrei partire senza scorta di medicinali.
Domenica non potrò scrivere il post, non avrò un pc a disposizione e sarò, spero, impegnata a fare tante belle cose. Prenderò appunti per raccontare nel prossimo post le bellezze e le bontà della Costa azzurra.

domenica 22 novembre 2015

Quelle intelligenti



Non ho intenzione di commentare l’operato dell’Isis, mi sono rifiutata di farlo anche a scuola, dopo che ce l’aveva imposto la ministra giannini; la storia mi insegna che le responsabilità della violenza partono dalle crociate e dal colonialismo, che il desiderio di profitto ha giustificato azioni che gli stati ricchi dovrebbero rimproverarsi invece di continuare imperterriti ad autogiustificarsi.
Non voglio commentare la serie infinita di idiozie razziste che in una sola settimana sono state scritte sui media e sul web, quelli che accusano i cosiddetti “radicalchic” o i “cattocomunismi” (termini che nessuno usava più dal sessantotto, pensa tu questi dove sono rimasti!) dovrebbero lavarsi la bocca con l’acido muriatico, anzi dovrebbero bersene un bel bicchiere, così forse il mondo sarebbe migliore, tanto a tentare di farli ragionare si perde solo tempo.
Quello che invece voglio sottolineare è come le mie figlie e diverse mie ex alunne (tutte donne, chissà com’è!?) abbiano postato sul web degli interventi pacati e logici, considerazioni che dimostrano capacità di superare la “pancia”, l’immediato, le impressioni; riflessioni che nascono dallo studio della realtà e della Storia, mediate dalla razionalità di un’analisi critica che è alla base della Civiltà vera, quella che rispetta gli altri, che ne comprende, senza giustificarne gli atti violenti, le ragioni.
Quando leggo questi post, sono felice perché questa è l’eredità più importante che io posso lasciare: la capacità di comprendere che non c’è Pace senza giustizia, che la giustizia non è dare a tutti la stessa cosa ma a ciascuno ciò di cui ha bisogno, la capacità di comprendere che la Pace non cade dal cielo, non ce la regala un qualche ipotetico dio, la Pace è un prodotto dell’agire delle persone, un risultato ottenuto con la fatica di ogni giorno.
Ogni giorno, non solo quando si sveglia la ministra, io cerco di insegnare, con le parole e con il mio agire, il cammino difficile che porta alla Pace e quando leggo i bei commenti delle mie figlie e delle mie ex alunne sono felice perché quelle parole mi dicono che, forse, la mia vita non è stata inutile.

domenica 15 novembre 2015

A spasso con le figlie




Ieri, con la Fi, un po’ dolorante per il mal di testa e con la Fg, arrivata fresca fresca da Antibes, sono andata a vedere le tre bellissime mostre del Palazzo delle Esposizioni.

Tutte e tre ci siamo deliziate con i dipinti della Phillips Gallery: Monet, Degas, Picasso, Braque, Pollock, Matisse ci hanno accompagnate in un viaggio nel colore, nei volumi, nelle atmosfere di due secoli di pittura.

Poi siamo andati a visitare la mostra dei pittori russi, esponenti del realismo socialista, grandi tele che illustravano con un senso di orgoglio nazionale, sconosciuto agli italici, i progressi nel campo dei trasporti, delle fabbriche, della corsa allo spazio. Tratti decisi, linee pure, colori brillanti, persino quelli che descrivono la neve siberiana!

Un mondo che, più che una realtà, illustra una bellissima utopia, quella del socialismo sovietico che, in realtà, mai fu realizzata. A pensarci mi è venuta tanta tristezza dentro.

La Fg ha trovato le opere dei russi “inquietanti” ma non ha saputo spiegare il perché, io invece lo so: tutto quello che descrive l’utopia è inquietante, perché esprime un mondo bello, chiaro, pulito che non potrà mai essere realizzato perché invece l’uomo è egoista, stupido ed avaro.

La terza mostra era sul design italiano degli anni dal 1900 al 1940.

Un tripudio di bellezza: dal Liberty al Novecento, al Modernismo, al Funzionalismo; c’erano tutti: Depero, Balla, Cambellotti, Bugatti, Quarti.

Linee fluide, volumi avvolgenti, vetri soffiati che sembravano bolle di sapone, decori immaginifici che piacquero certo a D’annunzio, un tuffo nella fantasia più sfrenata applicata agli arredi! C’era un servizio da the disegnato da Giacomo Balla che avrei voluto rubare per quanto era affascinante.

Abbiamo pranzato all’ Open Colonna, il bel ristorante situato sul tetto del Palazzo delle Esposizioni e poi siamo andate per negozi, tra la folla orrenda del sabato pomeriggio, cosa che io evito come la peste di solito ma alla Fg servivano dei gilet che, a quanto pare, in Francia non si trovano.

La Fg non li ha trovati neppure a Roma, si è però accontentata, in sostituzione, di graziosi golfini, che le ho regalato insieme ad un soprabito, la Fi invece ha scelto, come regalo,  una giacca di lana meno formale.

Oggi la Fg verrà a pranzo da me mentre il suo Ab pranzerà con i suoi genitori e poi entrambi ripartiranno per Antibes, sperando che non abbiano problemi per il rientro;, con quello che sta succedendo non si può mai sapere.

E’ così bello averla qui, sentire la sua vocetta fresca, sentirla parlare delle sue esperienze, delle sue amicizie, dell’affetto e della comprensione che prova per gli altri, è così innocente ed altruista, così rara,così diversa dalla maggioranza della gente, così simile a come era suo padre!

E’ logico che mi manchi e che, tutte le volte che torna in Francia, io sia triste ma poi penso che una come lei non può vivere in un paese schifoso come l’italia e allora la malinconia mi passa, questa volta poi è anche più facile perché tra una ventina di giorni sarò io che partirò per andare a trovare lei ad Antibes!

domenica 8 novembre 2015

Che fatica!!



Nel nostro istituto ancora non usiamo il registro elettronico, ci sono problemi di connessione, Internet non funziona bene, qualche collega non è molto informatizzato, insomma da noi si usa ancora il cartaceo e finalmente nei giorni scorsi sono arrivati, con un “po’” di ritardo, i registri personali, così adesso dobbiamo procedere alla loro compilazione.
Fino ad ora, ognuno di noi docenti si è arrangiato come ha potuto, chi ha usato delle agende, chi dei quadernoni, chi fogli volanti.
Io, da quando sono in questa scuola, ho strutturato una specie di registro in formato word che conservo in un raccoglitore e compilo giornalmente.
Ieri mattina, con la santa pazienza (e ce ne vuole tanta ma tanta!) ho riportato i dati sul registro ufficiale ed è stata una fatica improba.
Le caselline dove scrivere date, assenze e valutazioni sono piccolissime e io non ci vedo più molto bene.
E’ vero che possiedo un numero imprecisato di occhiali che mi permettono di vedere da lontano, da vicino, di leggere, di lavorare al computer e molto altro ma per riuscire a veder bene le caselle del registro mi ci vorrebbe un microscopio!
Comunque ho proceduto con ordine e metodo.
Primo step: foderare il registro con plastica trasparente per evitare che si rovini troppo velocemente e ritrovarmi a fine primo quadrimestre con un mucchio di fogli volanti.
Secondo step: incollare a margine le linguette indicanti la classe e la materia. Tenuto conto che io ho un registro a sei settori: uno per l’italiano, uno per la storia e la geografia, uno per il laboratorio di greco, uno per quello di recupero e due per i laboratori di latino,le linguette sono vitali per evitare di perdere un sacco di tempo a trovare ogni volta il settore giusto.
Terzo step: scrivere per ogni settore i nomi degli alunni rispettando l’ordine alfabetico.
Quarto step: inserire date, assenze e voti nella riga e nella colonna esatta per ogni ragazzino. E qui io sono in guai grossi! Devo lavorare lentissimamente, scorrere con le dita riga e colonna corrispondenti e poi scrivere. Dato che siamo già a Novembre i dati da inserire sono molti, per di più io usa una penna a più colori per distinguere grammatica, antologia, letteratura, compiti in classe e questo sistema, usato quotidianamente, semplifica la vita ma nella compilazione di due mesi di arretrato la complica parecchio! Comunque sono riuscita a fare pochissimi errori ma ho impiegato un tempo infinito!
Quinto step: scrivere nel settore apposito gli argomenti svolti e questo è più facile perché le righe predisposte sono abbastanza grandi.
Sesto e ultimo step: aggiungere la programmazione annuale. E qui io baro sfacciatamente! Avendo salvati nel computer i files delle programmazioni consegnate in sede di Consiglio di Classe  (i famosi pezzi di carta, per intenderci), io le riduco di dimensioni (il registro ha un formato inferiore a quello dei fogli A4) e li incollo con la Pritt sulle apposite pagine, così ci impiego poco tempo, tanto nessuno li leggerà mai.
E per quest’anno sono a posto, non mi resta che aggiornare quotidianamente il registro, cosa che faccio in classe senza problemi e il gioco è fatto!

domenica 1 novembre 2015

I pezzi di carta



Domanda: cosa fate voi per Halloween?
La Fg con il suo Ab se ne stanno al LuccaComix e si stanno divertendo un mondo, la Fi, dopo essere stata immersa in un vorticoso e stressante giro di telefonate tra i suoi centomila amici che non riescono a mettersi d’accordo, alla fine ne ha invitati due qui da noi e abbiamo festeggiato con pizza e pastarelle.
Io, oltre che a mangiare, scrivo pezzi di carta.
Eh già, sto passando questo week end a stampare programmazioni di italiano, storia, geografia, latino, greco e altro, piani didattici personalizzati per alunni bes ed altre simili amenità.
Ovviamente tutta questa elevata opera letteraria era già pronta da un po’, io inizio a programmare da prima che cominci l’anno scolastico e, mano mano che mi vengono idee, le scrivo, così alla fine i pezzi di carta (che altro non sono) praticamente si scrivono da soli.
Meno male che ho il computer! Ricordo ancora quando, nei primi anni del mio lavoro, ogni anno dovevo scrivere tutto da capo con una Olivetti Lettera 22, con le copie in carta carbone che venivano una schifezza, il bianchetto per correggere gli errori e la carta velina che, se non si stava attenti, si strappava quando la si levava dal rullo!
Oggi è tutto più facile: si prendono i pezzi di carta virtuali del precedente anno scolastico, si fanno le opportune variazioni, se si sbaglia si corregge facilmente, si dà il formato più adatto e poi se ne possono stampare quante copie si vuole.
Naturalmente, essendo i pezzi di carta tanti e alcuni in triplice copia, c’è un costo da pagare: la carta da stampante costa e le cartucce ormai si vendono a peso d’oro, tutti soldi che escono dalle stremate tasche dei poveri docenti, il ministero e le scuole non cacciano una lira.
C’è poi il costo in termini di tempo: un week end buttato a produrre pezzi di carta che nessuno ma proprio nessuno leggerà mai!
Magari voi, che avete la fortuna di non lavorare nella scuola, vi chiederete:”E allora perché li fai?”
Perché se non li consegno manco ad un dovere contrattuale e il dirigente, che non leggerà mai la mia programmazione, può e deve sanzionarmi. Questa è l’italia: non importa come insegni, non importa se sei coscienzioso e preparato, basta che consegni i pezzi di carta!!