Il naso di Cyrano: marzo 2016

domenica 27 marzo 2016

Le Cortigiane



Sotto un cielo Della Robbia che più azzurro non si può, con la Fi e Cat, ho trascorso questa vigilia di Pasqua camminando per le vie di Roma, accompagnata dalla nostra sempre più brava Alessandra sulle orme delle Cortigiane romane.
A partire da Vannozza Cattanei, l’amante di papa Borgia, al quale diede quattro figli, seguendo le avventure di Giulia Farnese e poi di Imperia, Fiammetta, la Fornarina e le tante altre che vissero e talvolta fecero fortuna in una Roma dominata dai preti, dal potere corrotto e dal malaffare.
Se non fosse che i potenti del passato, a loro modo, erano grandi, colti, spesso mecenati che resero Roma bella, chiamando artisti del calibro di Michelangelo, Giuliano da Sangallo, Maderno, Bernini eBorromini,  si potrebbe dire che non è cambiato molto dal Rinascimento ad oggi, in realtà non c’è confronto tra un papa Medici o un Della Rovere e i miserabili ladruncoli che oggi siedono sulle poltrone del potere.
In una specie di rivista gossip animata, abbiamo incontrato Cesare Borgia, Giulia Farnese e una cortigiana “da candela”, come venivano chiamate le più umili, che ci hanno raccontato le loro storie, facendoci un po’ sorridere ed un po’ rabbrividire e ricreando l’atmosfera di un tempo passato con le sue ombre ed i suoi splendori, un tempo sospeso tra la nebbia di un sogno e la crudezza della realtà.

domenica 20 marzo 2016

Grandi pulizie



Venerdì scorso, mi sono trasformata in SuperCesira, l’eroina dotata di superpoteri pulenti e, armata di strofinacci e detersivi, ho dato il via alle pulizie di primavera.

Aiutata dalla Fi, ho finito oggi giusto in tempo per preparare il pranzo e, tenuto conto che la casa è grandina e che ho pulito finestre, porte, armadi, dato la cera al mobilio, lavato e lucidato oggettistica, lavato e stirato tendaggi e tessuti, pulito bagni e cucina, spolverato chilometri di scaffalature e libri, sono stata anche veloce.

Però stasera mi fa male tutto, quando dico tutto non esagero, persino digitare sulla tastiera mi costa fatica. La vecchiaia comincia a farsi sentire, non ho più l’età per salire e scendere dalle scale come uno scoiattolo!

Però la casa è in ordine e splendente, in giro c’è un buon profumo di cera d’api e appretto e a me basterà una buona dormita per tornare in forma, soddisfatta del mio week end di lavoro.

lunedì 14 marzo 2016

Fantasmi romani

Ieri pomeriggio, nonostante non mi sentissi proprio in forma, sono andata a fare un’altra passeggiata romana con l’associazione Pappamondo dei bambini che ci sta abituando troppo bene!
Sono venute anche una mia amica, MP, che ha vissuto per dieci anni in Argentina ed è da poco tornata in Italia ed E, la mamma dell’Ab della Fg e anche a loro due la passeggiata è piaciuta molto.
Ieri erano di scena i fantasmi: tra Castel Sant’Angelo e piazza Navona, la nostra guida Alessandra ci ha raccontato tante curiosità ed aneddoti e alcuni erano nuovi anche per me, che pure ne so tanti.
Naturalmente i racconti riguardavano i fantasmi che la tradizione vuole accasati in Roma e sono parecchi, tutti con storie piuttosto interessanti.
Durante la nostra passeggiata, sotto un cielo romano bellissimo e reso anche più affascinante da alcune nuvole che il sole del tramonto indorava, i fantasmi li abbiamo anche incontrati: Mastro Titta, er boia de Roma, ci ha spiegato come lavorava lui, Cagliostro ci ha raccontato della sua vita e del suo amore per la bellissima Lorenza ed è stato un momento dolcissimo e straziante.
A piazza Navona, le parole di Alessandra ci hanno fatto “vedere” donna Olimpia, la “pimpiaccia” come la chiamavano i romani, ammassare ed arraffare le ricchezze del pontefice,con avidità insaziabile ed immenso cinismo.
I partecipanti alla passeggiata, ancorché infreddoliti (spirava un vento freddo che faceva rabbrividire e molti erano vestiti leggeri, io no, poiché non mi sentivo bene ed avevo freddo già prima di uscire, mi ero vestita pesante), erano deliziati;, queste passeggiate sono rilassanti:  si cammina lentamente, si guardano le bellezze della città, si ascoltano le spiegazioni della guida, si è piacevolmente sorpresi dagli incontri con tanti personaggi, insomma si passa un bel pomeriggio intelligente.

domenica 6 marzo 2016

Caro professor Eco,



la Sua morte mi ha fatto soffrire e molto, perché, anche se non La conoscevo di persona, i Suoi scritti mi hanno accompagnato per un lungo tratto della mia vita, la Sua ironia ha rischiarato ogni tanto la mia tristezza, la Sua acuta logica mi ha permesso di riflettere meglio su tanti argomenti.

In questi giorni tanto si scrive su di Lei e sulla Sua opera, spesso, credo, travisando il Suo pensiero, con quella superficialità che è ormai (o da sempre?) una caratteristica  degli italioti.

Tra le tante scempiaggini che ho letto, una mi irrita profondamente: quella che sostiene che Lei sarebbe stato contrario ad internet ed al web.

Da una lettura un poco più attenta dei Suoi scritti, mi sembra si possa comprendere che Lei non era affatto contrario al web in se stesso ma, piuttosto, all’uso acritico che tanti utenti ne fanno. Spesso Lei ha scritto che è importante saper trovare ed analizzare le informazioni, saper discernere tra verità e “bufale”, essere in grado di scegliere ciò che è necessario memorizzare e quello che possiamo dimenticare. Questo è, in sostanza, ciò che gli uomini intelligenti hanno fatto da sempre e che continuano a fare anche quando navigano negli apparentemente pacifici oceani telematici e che Lei anche, da quanto scrive, faceva. E’ quello che faccio anche io.

Sto leggendo il Suo ultimo libro, uscito postumo, quello che raccoglie le Bustine di Minerva e, mentre leggevo, ieri, mi è venuta una specie di illuminazione: Le Sue Bustine, così brevi, fulminanti, ironiche, potrebbero stare perfettamente, come post, in un Blog!

Caro professor Eco, mi è venuto in mente che Lei, da questo punto di vista, è stato un precursore: Lei ha scritto dei bellissimi post che, però, invece che sul web, sono stati pubblicati su carta!

Un’ultima considerazione che Lei, con la Sua ironia ed il Suo garbato umorismo, saprà apprezzare: molte persone hanno appreso, con tanto dispiacere, della Sua dipartita, leggendo non i quotidiani cartacei ma quelli on line ed hanno manifestato il loro cordoglio su facebook o, come sto facendo io, su un blog. Ma, ne sono sicura, Lei lo aveva previsto!