Il naso di Cyrano: luglio 2019

domenica 28 luglio 2019

Tempo e relatività


Come in un time lapse all’incontrario, il mio week end in Côte d’ Azur è volato in un lampo ma, in quel lampo, io e la Fg siamo riuscite a fare quello che, di solito, facciamo nell’intero mese di Luglio. In una dimensione un po’ magica, un po’ Einsteniana, che poi è quasi lo stesso, ci siamo divertite un mondo.

Venerdì mattina sono partita presto per andare in aeroporto, dove ho fatto in tutta tranquillità il check in e ho aspettato la chiamata al gate facendo i miei esercizi di lingue, osservando la gente e pregustando la mia vacanza. Il volo è stato in orario e, quando sono atterrata, ho trovato ad attendermi la Fg con una sua alunna che si era offerta gentilmente di accompagnarci con la sua vettura.

Nel pomeriggio, dopo aver preso possesso della mia camera in hotel (offerta dalla Fg come parte del regalo per il mio compleanno), siamo andate a fare shopping ad Antibes. Ho comprato dei regalini per i quattro fratellini con i quali mi diverto a villa Torlonia, per un bebè che è nato nell’appartamento accanto al mio, delle fiale di estratto di gelsomino, che adoro, una borsa per la Fg. A cena siamo state, anche con il Ba, che ci aveva raggiunto, alla Taille de Guêpe, ristorante delizioso che fa dei piatti meravigliosi, usando i fiori! Ho mangiato: il fiore di zucca ripieno di formaggio Chevre con insalata di petali di fiori, un maigret de canard squisito, guarnito con petali di fiori e il gelato alla violetta, quello alla rosa e quello al gelsomino. Una cena assolutamente magica!

Sabato mattina siamo andate a Grasse, da Fragonard, la mitica fabbrica di profumi dove la Fg aveva prenotato il laboratorio per creare il proprio profumo (questa era l’altra parte del regalo per il mio compleanno). Le strade di Grasse, in questa estate, sono state coperte da centinaia di ombrellini rosa, appesi per proteggere da sole, che spruzzavano essenze profumate che rallegravano l’olfatto e l’umore. Al laboratorio eravamo una dozzina di apprendisti di varie nazionalità, ci ha accolti la Maestra che ci ha spiegato diverse cose interessanti sulle essenze e sui profumi e ci ha invitate a creare un’ eau de Cologne con nove essenze che erano preparata su ogni postazione. Abbiamo avuto un quadernino dove segnare le nostre osservazioni, un grembiule per non sporcarci, cartine per testare le essenze, dosatori, pipette e una bottiglia.

La Maestra ci ha fatto provare le essenze una ad una e ci ha chiesto cosa ci ricordassero. Poi abbiamo iniziato a mescolare. Per alcune essenze le dosi erano prefissate e le abbiamo mescolate per prime, poi ci siamo sbizzarrite. Io mi sentivo un po’ come se stessi ad Hogwarts a lezione di Pozioni, ho aggiunto un po’ di Bergamotto, tanto Neroli e Petit Grain, che vengono dalla stessa pianta ma uno è il fiore e l’altro il seme e un po’ di Rosmarino. E’ venuto fuori un profumo gradevole che ha avuto l’approvazione della Maestra. L’ho chiamato “La Lune de Cyrano”, fa pensare ad un bosco fiorito in una notte d’estate e mi piace molto. Mi piacciono molto anche le caramelle alla rosa, alla violetta e al gelsomino che ho comprato da Florian, fantastico negozio dove è facilissimo entrare ma da dove è difficilissimo uscire!

Nel pomeriggio, siamo andati a Vallauris per la Fête Picasso che quest’anno è stata, forse, ancora più bella degli anni passati.

I festeggiamenti sono iniziati con un’esibizione dell’orchestra dei Giovani musicisti europei di Strasburgo, che hanno eseguito brani classici e moderni in qualche modo collegati a Picasso.

Poi, mentre aspettavamo le altre esibizioni, siamo andati a visitare un negozio di giardinaggio dove ho visto un pollaio davvero regale: tutto in legno chiaro, con le finestre che si potevano aprire e chiudere, grandissimo, praticamente la Versailles dei pollai, del resto il gallo è uno dei simboli della France! Ho anche mangiato il gelato ai fiori d’arancia con i pinoli, una goduria. Mentre cenavamo, sono passati gli artisti di strada, coloratissimi, vestiti da demoni, sui trampoli, accompagnati da un enorme toro gonfiato, tutto nero ed argento e da due band che suonavano jazz e dixieland molto bene. Io mi sono goduta lo spettacolo gustando una gustosa Paella ed un’immensa Poire Belle Hélene, inventata da quel genio di Escoffier, che consiste in una coppa con una pera sciroppata sepolta sotto una montagna di panna e cioccolata amara liquida.

Poi lo spettacolo è continuato in piazza con gli artisti di strada che hanno realizzato delle coreografie bellissime, con giochi di luce sulla facciata della chiesa ed altri realizzati da giocolieri che manovravano delle bacchette dalle quali uscivano i capolavori di Picasso, la sua firma, tante figure geometriche. Delle vere e proprie bacchette magiche. Alla fine ci sono stati i giochi d’acqua, i getti, colorati da luci diverse, danzavano al ritmo di musiche moderne molto affascinanti.

Ho passato un sabato pieno di bellezza, di profumi, di sapori, di suoni e colori che solo nelle favole ed in Côte d’Azur si possono trovare.

Domenica mattina siamo stati in spiaggia, avevo portato in costume da bagno in valigia e la Fg mi ha prestato un telo da bagno. C’era il sole forte e mi sono data la crema solare a protezione infanti a palettate, per non beccarmi la solita ustione. Ho anche fatto il bagno, e lì si sono visti gli effetti delle mie sedute in piscina perché non mi sono stancata per niente.

Nel pomeriggio, con la Fg, sono andata in pineta a giocare a bocce. Ho vinto due partite su due, una per quattordici a quindici ed una per sei a quindici, con due strike da tre punti l’uno. La Fg ci è rimasta un po’ male ma l’ha presa sportivamente. Abbiamo fatto una bella passeggiata a Juan con aperitivo all’Hemingway: due mojito, analcolico per lei, base rum per me e poi, con il Ba, siamo andati a cena all’Horizon, un ristorante di Juan che offre del buon pesce, ho preso un’insalata di polpo, del pesce grigliato e dolcetti vari.

Anche lunedì mattina, dopo aver lasciato la stanza in hotel ed aver depositato la valigia a casa della Fg, siamo andate in spiaggia a rilassarci e a prendere un po’ di aria buona. Poi la Fg è andata a lavorare e io ho preso il bus che mi ha portato all’aeroporto di Nizza. Ero un po’ triste ma non molto: la Fg sta bene ed è felice con il suo Ba, si sente realizzata nel suo lavoro che ama e che la impegna positivamente e, in fin dei conti, quello che conta è che, oltre a me, siano contente anche le figlie. Anche la Fi, in italia, sta costruendo la sua vita positivamente con il suo Ab, con i suoi vari lavori, con le sue relazioni sociali. E, tenuto conto di come vanno le cose nel mondo, anche il fatto che siamo tre persone felici è decisamente magico!

domenica 14 luglio 2019

Giocare a bocce


Durante queste vacanze, vado, una volta a settimana, in una villa vicina a casa mia, piuttosto mal tenuta, come tutto a Roma ormai.
Ci sono comunque piante ed alberi e spiazzi dove si può giocare.
Ci vado con quattro ragazzini, sono fratelli, hanno 13, 11, 10 e 8 anni, sono molto educati e, soprattutto, simpaticissimi. Loro sono felicissimi di venire con me, la mamma me li affida volentieri ed io mi diverto da matti.
Spesso mi fanno domande, sono abbastanza curiosi e, sapendo che sono un’insegnante, quando vogliono sapere qualcosa, non esitano a chiedere. Ieri uno di loro mi ha messo in difficoltà: mi ha chiesto se il varano è un rettile o un anfibio. Io non lo sapevo ma non mi vergogno a dichiarare che non posso sapere tutto e sono andata a guardare su Internet. Abbiamo appurato che il varano è un rettile.
I ragazzini fanno anche vari giochi: hanno le racchette, il pallone, la corda per saltare e il gioco dei cerchietti. Sono decisamente abili e vivaci.
Io sto insegnando loro il gioco della Petanque, le bocce francesi. La Petanque si gioca con delle boules in metallo, il giocatore tira da fermo, dentro un cerchio, e deve mandare la boule il più vicino possibile al cochonnette, il boccino.
I miei pupilli si sono appassionati a questo gioco, si concentrano prima del tiro ed è un piacere vedere con quanta attenzione cercano di fare punti. A volte, quando sono in svantaggio, si inquietano perché sono piuttosto competitivi, per questo sto lavorando molto sul fair play e sul concetto di gioco come piacevole divertimento. Mi sembra anche di ottenere buoni risultati, loro hanno molta fiducia in me ed accettano i miei insegnamenti.
Quando torniamo a casa siamo tutti contenti, loro e io, perché abbiamo passato una bella mattinata.
Venerdì partirò per trascorrere un week end in Costa Azzurra con la Fg, è il suo regalo per il mio compleanno, compio 65 anni, una data importante da festeggiare al meglio. Ci risentiamo il 28 luglio.

domenica 7 luglio 2019

Puzza e profumi


In inverno Roma puzza parecchio ma in estate la faccenda si fa decisamente grave. La puzza a Roma non è una novità: dai tempi degli antichi romani in poi, abbiamo testimonianze circa i miasmi che pervadevano l’urbe ma, è innegabile, ai tempi della raggi la situazione è arrivata all’inenarrabile. I cassonetti straripanti, le strade luride, le foglie marce, i rifiuti che invadono ogni angolo della città producono una puzza densa, grassa, che avvolge la città come un sudario. In effetti, Roma è ormai un cadavere in putrefazione, governata da vermi che se ne nutrono. Bene fanno quelli che, come la mia Fg, se ne vanno in siti più civili.
Purtroppo, io, lavorando ancora, non posso espatriare e, quindi, mi difendo come posso. Cerco di camminare lontana dai cassonetti, circondati da topi banchettanti e gabbiani entusiasti, marcio in apnea nei punti più mefitici e, soprattutto, uso i miei beneamati profumi francesi.
Ne ho diversi, alcuni per la casa, da spruzzare o da tenere nei vasetti con i bastoncini, al gelsomino, per lo più ma anche al fiore d’arancio, alla rosa, alla violetta, al sandalo. Funzionano anche se tengo le finestre aperte, impediscono alla puzza esterna di entrare e mi rallegrano, qualche goccia, spruzzata sul cuscino, mi rende il sonno più gradevole.
Poi ci sono i profumi personali, le essenze, i bagnoschiuma, i fazzolettini imbevuti, le creme. Anche questi tutti rigorosamente francesi: Chanel, Hèrmes ma anche Fragonard. Ho essenze che vanno bene in inverno ed altre, più fresche, perfette per quando fa caldo, e, se ne metto due gocce sotto il naso, non sento la puzza della città e della gente. I profumi mi permettono di sentirmi sempre a mio agio e mi rendono felice.