Il naso di Cyrano: giugno 2012

lunedì 25 giugno 2012

Le interviste impossibili 3


Con l’intervista di A.G., una ragazza che scrive davvero bene, siamo in pieno gossip, del resto la bella Elena era davvero una diva ai suoi tempi!


Intervista ad Elena di Troia


I: Bene, cari telespettatori di “Star” il vostro mitico, fantastico, invincibile, Mori Remo ha contattato un’ospite davvero insolita … Elena di Troia!
E: Su, muoviamoci con queste domande! Una diva come me non può perdere tempo in un programma demenziale come questo!
I: Simpatica… Partiamo con la prima domanda: come mai ha accettato la richiesta di Paride?
E: Be’ mi sono chiesta: ”Elena, ci hai davanti l’uomo più bello del mondo, che ti chiede di amarlo, vuoi rinunciare a un’occasione così? No! Signore, non dia giudizi affrettati sulla mia persona, per chi che, come me, non si vedeva portare una rosa da più di cent’anni e poi, d’improvviso, appare un uomo pronto a rinunciare a tutto per me,… Oh, come si può dir di no…
I: Menelao non era romantico con lei?
E: Ah, romantico????? L’unica occasione in cui mi faceva dei complimenti era davanti ai suoi amici per far la figura del buon marito…
I: Cambiamo argomento. Com’era il suo rapporto con Clitennestra?
E: Io l’adoravo  ma lei era terribilmente  invidiosa di me e della mia bellezza divina. Era una brava persona ma terribilmente gelosa e… mi ascolti, la gelosia causa molti problemi. Uccisa dal suo stesso figlio! Vista mai morte più atroce?
I: Il momento più atteso dai miei fans è arrivato,… Oh… oh… la domanda piccante! Le è mai piaciuto un guerriero, troiano o greco? Ha mai visto qualcuno che catturasse la sua attenzione?
E:Ah… sì lo ammetto! Tra i troiani ne ho conosciuto uno fantastico e bellissimo ma ahimè… è morto!
I:Lui la ricambiava?
E: Ehi, bello, io non ci ho mica provato! Ci ho scambiato due chiacchiere e niente di più! Sono una tipa fedele, io!
I: Su questo ho i miei dubbi… E’ stato un piacere averla qui signorina! Può andare!
E: Il piacere non è stato mio!
I: Così finisce una nuova puntata di “Star”, continuate a seguirmi! 

domenica 17 giugno 2012

Le interviste impossibili 2

L’intervista al ciclope Polifemo è di una ragazza, G.S., anche lei usa il dialetto romano.
Intervista a Polifemo

I: Buonasera, abbiamo qui con noi Polifemo 
P: Buonasera regà, come butta?
I: Butta bene. Ho saputo che vuole rispondere ad un po’ di domande, cominciamo con la prima: Mi hanno detto che lei da piccolo voleva fare il cuoco, com’è che aveva scelto questo mestiere?
P: E’ una storia un po’ lunga e per lei difficile da capire visto che è così magro
I: Noi siamo qui per ascoltarla
P: Se o’ dice lei. Volevo fa er cuoco perché così quanno cucinavo me potevo magnà quello che volevo. A dirla tutta, me sta a venì n’a certa fame
I: Qual è il suo cibo preferito?
P: Certamente Ulisse alla brace
I: Nella sua vita qual è stato il suo momento più divertente?
P: Bhè quanno ho magnato i compagni di Ulisse
I: Il momento più triste?
P: Quanno mi si è bruciato l’agnello con le patate
I: Dalle sue risposte possiamo capire che lei è un buongustaio
P: Pure adesso c’ho na certa fame
I: Cambiamo discorso, che squadra tifa?
P: La magica Roma
I: Il suo calciatore preferito?
P: Er Pupone
I: Bene le domande sono finite… Anzi no, suo padre è morto?
P: Mi padre è Nettuno, n’po’ morì!
I: Ah è vero, mi scusi
P: Scialla
I: Ora le domande sono finite
P: Arrivederci, vado a magnà dar cinese, me piò riso alla cantonese, invortini primavere e anche n’cinese
I: Buona cena. Arrivederci a tutti, nella prossima puntata scoprirete un altro personaggio

domenica 10 giugno 2012

Le Interviste impossibili 1

Ho proposto ai miei allievi di prima media di inventare delle interviste, ovviamente impossibili a personaggi delle opere letterarie che hanno letto nel corso dell’anno scolastico.
Non tutti se la sono cavata bene, ma alcuni hanno creato dei testi carini che vi proporrò sul mio Blog.
Sono testi piuttosto diversi, che vanno dal gossip al pulp. Come vedrete, predomina l’epica omerica, talvolta, chissà perché, gli eroi greci (e non solo) parlano in romanesco!
Il testo che vi propongo oggi è di E.P. e si riferisce non ad un’opera omerica ma al Don Chisciotte di Cervantes.
Buon divertimento!

Intervista a Sancio Panza
I: Buongiorno a tutti, oggi abbiamo con noi, il contadino e scudiero Sancio Panza.
SP: Ciao a tutti.
I: Ci racconta di quando ha conosciuto Don Chisciotte?
SP: Beh… io stavo a zappa’ ‘a tera, è arivato ‘sto coatto co’ l’armatura e m’ha chiesto se volevo seguillo; io gl’ho detto si.
I: Le piacque l’incarico che le assegnò Don Chisciotte?
SP: Manco pe’ niente, me faceva pulì er suo cavallo.
I: Se è come dice, perché accettò di seguirlo?
SP: Pecché quello m’aveva promesso de le tere.
I: Adesso capisco. In quale avventura si è divertito di più?
SP: Quando Don Chisciotte pigliava a capocciate i mulini.
I: Ci può raccontare questa avventura?
SP: Sì, eravamo di fronte trenta o quaranta mulini a vento e quer matto de Don Chisciotte diceva che erano giganti smisurati ma l’unica cosa smisurata era la sua pazzia.
I: È dispiaciuto per la morte del tuo caro amico?
SP: Avoja, me so pure messo a dieta e vado in palestra pecché lui me diceva sempre che un vero scudiero è abile, magro e forzuto.
I: Avete fatto qualcosa di speciale sulla sua tomba?
SP: Si, glie ho inciso “Don Chisciotte” ne ‘a bara e gli avemo messo, vicino a la tomba, l’armatura.
I: Abbiamo avuto con noi Sancio Panza, lo scudiero, buona giornata a tutti!   

sabato 2 giugno 2012

La pigrizia


Io sono una delle persone più pigre dell’universo, sono pigrissima, anzi pigerrima, il superlativo corretto in italiano è questo, bruttissimo ma corretto.
Il mio ideale di vita è ben rappresentato da un divano e da un libro, ad altro non aspiro, non ho ambizioni, non desidero ricchezze o successi, l’unica cosa che voglio profondamente è starmene in pace, poter leggere, fantasticare, pensare ai fatti miei.
Il mio ideale però si scontra con il dannato senso del dovere che la mia famiglia mi ha inculcato e che ha messo radici ben profonde.
Devo (ed è un imperativo categorico) occuparmi degli affari familiari e di quelli della mia mamma, svolgere i miei compiti lavorativi, sempre più faticosi e deprimenti, assolvere ai compiti domestici e risolvere gli innumerevoli problemi che la inossidabile ed imperturbabile FG scatena nella nostra routine.
Perciò, se voglio ritagliarmi degli spazi per coltivare la mia santa pigrizia senza che i sensi di colpa vengano a rovinarmi la serenità, devo vivere freneticamente, essere iperattiva, girare come una trottola supersonica per fare tutto e poi godermi la mia pace.
In genere ci riesco, ho sviluppato capacità di organizzazione da manager di multinazionale, lavoro in modalità multitasking per dilatare il tempo, riduco al minimo le incombenze domestiche e viaggio sempre in compagnia della mia fida agenda, senza la quale la mia vita andrebbe letteralmente in rovina.
Purtroppo, nonostante questa organizzazione, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo e spesso è rappresentato dalla infernale FG.
Un caso del genere è accaduto proprio di recente: già da alcuni giorni la FG sospira le parole “Mamma mia!” ogni tre minuti, segno inequivocabile che è sotto esami, lei fa sempre così a fine semestre. Fin qui siamo nel previsto: basta che io non entri nella tana che lei definisce “la mia stanza” o che ci entri ad occhi chiusi per non urlare davanti al caos di libri, quaderni, fogli, computers (ne usa due, a volte anche tre, tutti insieme), basta che non le dica assolutamente nulla che non siano risposte ad eventuali sue richieste di spiegazione di qualche misterioso fenomeno fonetico o di eventi storico-letterari e riesco a sopravvivere fino a fine sessione.
Quest’anno, però, c’è dell’altro: per qualche misteriosissima ragione, che non riesco neppure lontanamente ad immaginare, l’imprevedibile FG si è iscritta ad un corso di ballo.
Tralascio di raccontare come tornava dalle prime lezioni, lei, placida, paciosa come un vescovo grassottello, non si trovava, aveva difficoltà ad eseguire i movimenti e ci si inquietava parecchio. Poi è migliorata e tra pochi giorni farà il saggio di fine anno.
E qui cominciano i guai: l’altra sera i maestri le hanno dato i costumi di scena, pagati a peso d’oro, manco li avesse cuciti Armani!
I costumi erano tutti formato modella anoressica, la FG è modello Mucca Carolina, più o meno, nei costumi non entrava proprio.
Ovviamente, il problema ho dovuto risolverglielo io, tra una riunione, uno scrutinio ed un corso di aggiornamento, senza trascurare il calcolo dell’IMU che in questi giorni è l’enigma più appassionante e doloroso che travaglia noi italiani.
Mi sono scervellata a pensare una soluzione: sono andata da un merciaio che nei meandri della sua bottega ha trovato una stoffa non troppo dissimile da quella del vestito viola che la FG deve indossare.
Naturalmente io non so far quasi nulla con ago e filo, io ho studiato Lettere non Taglio e cucito!
Per fortuna, vicino alla mia scuola c’è un laboratorio che esegue riparazioni sartoriali, per una modica cifra le due gentili signorine che ci lavorano hanno inserito due triangoli di stoffa  ai lati ed il vestito adesso entra e si chiude anche.
La FG è contenta, anche perché nel frattempo ha dato un esame e ha preso un trenta e lode, io sono contenta perché lei è contenta e perché, avendo  risolto il problema e, nel frattempo, avendo anche calcolato l’IMU e scritto tutte le relazioni di fine anno e i voti nelle apposite griglie, posso dedicarmi a coltivare la mia pigrizia in questo fine settimana.
A meno che…il secondo costume che la figlia porterà a casa stasera non sia stretto come l’altro!