Il naso di Cyrano: aprile 2015

domenica 26 aprile 2015

La reggia



Lunedì scorso ho accompagnato gli alunni a visitare la reggia di Caserta.
Di tutti la più felice ero io che, non avendo mai visitato questo luogo, ero curiosissima.
Siamo arrivati dopo due ore di viaggio in pullman, abbastanza tranquille.
La reggia è assai bella ma piuttosto mal tenuta. C’è pochissimo controllo ed è invasa da venditori ambulanti, stranieri e nostrani, che accerchiano i visitatori in massa, sono insistenti e, spesso, si ha l’impressione che, più che per vendere, siano lì per infilare le mani in zaini e borsette. Vigili e polizia, che stazionano in loco, non fanno assolutamente nulla per disperderli.
La grande bellezza della reggia consiste nell’armonia delle proporzioni e delle decorazioni, il che è straordinario se si pensa che ci vollero quasi cento anni e vari architetti per costruirla.
L’impressione che si ricava percorrendo le sale e i giardini è quella di un’estrema eleganza, di una raffinatezza squisita che contrasta piacevolmente con l’opulenta cafoneria di Versailles. Carlo di Borbone volle una reggia che fosse alla pari con quella francese, i Vanvitelli gliene costruirono una che la supera alla grande.
Mentre controllavo che gli alunni non combinassero guai,  mi riempivo gli occhi di tanta bellezza e scattavo fotografie a raffica.
Era tutto davvero bello ed io ero felice e cercavo di dimenticare che la maggior parte dei miei alunni, invece, nonostante le lezioni preparatorie, non era in grado di apprezzare ciò che vedeva.
Quasi tutti erano stanchi ancor prima di cominciare la visita, annoiati ed assolutamente impermeabili alla bellezza. Molti si sono meravigliati che io non fossi stanca e me lo hanno detto. In fin dei conti, sono ormai una vecchia signora!
Non ho dato spiegazioni, come avrei potuto far loro capire che, davanti allo splendore di quelle sale, all’armonia di quel giardino, al genio di quegli artisti, io dimentico tutte le schifezze della realtà, e ammiro beata la grandezza immortale dell’arte!

domenica 19 aprile 2015

Noia



Oggi non ho proprio nulla da raccontare, dopo una settimana piatta e noiosissima passata scuola,a parlare di argomenti bellissimi tra il disinteresse generale, poiché, però, non voglio mancare al mio appuntamento settimanale con i miei pochi ma affezionati lettori, ho deciso di regalarvi una bella immagine del giardino delle rose di Roma che riapre martedì prossimo per il Natale di Roma, è un luogo meraviglioso che merita una visita. Buona domenica.

domenica 12 aprile 2015

Vacanze finite!



Ieri Cat è ritornata in Piemonte e io, già da mercoledì, ai miei tristissimi doveri scolastici, tra alunni senza alcun interesse per quello che spiego, dotati di linguaggio minimo di stile televisivo (veline e tronisti), noiosi oltre ogni dire ma ormai sono rassegnata.

Invece, nei giorni passati con Cat, mi sono divertita molto. Abbiamo fatto belle passeggiate, chiacchierato, in italiano sciolto ed elegante, di tante cose, abbiamo visto mostre interessanti e mangiato cose buone.

In particolare, voglio ricordare la bellissima giornata trascorsa con Cat e con la mia amica L.

La mattina siamo andate a visitare la mostra su Giorgio Morandi, un pittore che mi ha sempre affascinato, fin da quando studiavo alle scuole medie e la professoressa di Arte ci faceva dipingere nature morte a base di bottiglie, quelle di Morandi sono particolari, l’artista raffigura i medesimi oggetti all’infinito, penetrandone le forme e i volumi, scavandone l’essenza, con pochi colori, sempre gli stessi, neutri, non invasivi. Alla fine lo spettatore si ritrova dentro l’oggetto, lo percepisce oltre la visione in sé, nell’essere dell’essenza, per dirla con espressione filosofica!

Dopo la mostra, siamo andate a mangiare all’Open Colonna, sul tetto del Palazzo delle Esposizioni. Io ho preso carni di vario genere e dei formaggi gustosissimi e poi un bel po’ di assaggi di dolci. Tra tutti, la cosa più buona era la cassata alla siciliana, a base di ricotta e frutta candita.

Nel pomeriggio siamo andate a vedere la mostra di Matisse e là è stato il tripudio del colore!

Matisse non dipinge come gli altri, ti butta addosso i suoi colori splendenti, luminosi, caldi. Anche i verdi e gli azzurri nelle opere di Matisse risultano caldi, avvolgenti, mediterranei!

 Matisse non racconta, invade l’immaginario dello spettatore, lo travolge in un viaggio di luce felice, in un mare di colore festante, nella storia di popoli disegnatori di arabeschi vividi e vitali.

Insomma, un piacere puro, sensuale e irrazionale, tutto l’opposto delle opere di Morandi.

E’ stato affascinante viaggiare nei due mondi dello spirito: nel razionalismo formale del pittore italiano e nel sensualismo coloristico del francese, sia io che Cat che L. siamo tornate a casa soddisfatte della nostra splendida giornata e fermamente decise a concedercene molte altre in futuro.

domenica 5 aprile 2015

Tra vestiti che non ballano




Ieri, con Cat (che è a Roma per le vacanze), le figlie e V., compagno della Fg, siamo andati al Maxxi a vedere Bellissima, una mostra sull’alta moda italiana dal 1944 al 1968.

Non tutti i grandi sarti dell’epoca erano adeguatamente rappresentati ma i modelli esposti erano strepitosi: dai cappotti agli abiti da gran sera, era una gioia ammirare tessuti, tagli, rifiniture. Alcuni erano ispirati all’arte del tempo, come un soprabito che sembrava scolpito da Burri, gli abiti in bianco e nero, stile optical o pop art. C’erano i mitici pigiami palazzo e gli abiti da cocktail, rigorosamente neri, a tubino o con le gonne scampanate, i tailleurs di Valentino con le giacchine alla vita, insomma, un tuffo nel passato e nella nostra giovinezza. A Cat, faceva un po’ malinconia, ricordare il passato, a me no, per me quel tempo è ormai storia e mi appartiene ma con distacco, come mi appartiene il Medioevo o il Rinascimento, tempi lontani e vicini che posso osservare con l’occhio e l’animo distaccato della studiosa.