Il naso di Cyrano: settembre 2018

domenica 30 settembre 2018

Me ne capitano di tutti i colori!


La vita tranquilla evidentemente non fa per me.
Questa settimana, oltre al massiccio carico di lavoro che bisogna svolgere in avvio di anno scolastico, oltre le demenziali e depressive notizie sul fronte della politica italiana, ho dovuto provvedere a chiamare il tecnico per riparare una serranda che si è rotta improvvisamente e, insieme alla Fi, ho dovuto cercar casa a tre micetti che qualche disgraziato aveva abbandonato in mezzo alla strada sotto casa mia.
La Fi, andando al lavoro, ha visto la scatola con i tre gattini e, giustamente, non ha avuto cuore di lasciarli lì. Li ha portati a casa ma io non potevo certo tenerli, richiedono un impegno superiore alle mie forze; per fortuna, due li ha presi il capo di mia figlia che è un’avvocatessa molto amante dei gatti ed è venuta a prenderli subito. L’ultima rimasta, una femminuccia è rimasta da noi per una notte, poi, grazie al passaparola di quartiere, siamo riuscite a trovarle una famiglia adottiva che ci ha convinte, hanno già una gatta e la piccolina si sta ambientando bene, almeno a giudicare dalle fotografie che ci hanno mandato.
Insomma, i tre mici sono stati davvero fortunati ma mi chiedo Quale altro problema dovrò affrontare nei prossimi giorni?


domenica 23 settembre 2018

Succhiare il midollo della vita.


E’ una frase presa dal film “L’attimo fuggente”, la dice il professor Keating e io sto rendendomi conto che, in effetti, in questo periodo della mia esistenza, sto facendo proprio questo: vivo ogni esperienza con tutta me stessa. Non lo faccio volontariamente, nel senso che non è una mia scelta razionale, semplicemente lo faccio, mi succede, mi capita.
Vivere con tale pienezza di sentimenti e sensazioni, richiede un dispendio tremendo di energia, sia fisica che mentale, che mi vede, alla fine delle mie giornate, stremata ma non posso farci nulla.
Il fatto è che mi piace, veramente, vivere in questo modo, con la consapevolezza di essere penetrata nel profondo delle mie esperienze e delle mie emozioni, come se in me ci fossero due me: una che vive e l’altra che osserva, riflette, comprende.
Vivere le esperienze positive in questo modo le rende ancora più belle, affrontare gli eventi negativi così aiuta a comprenderli, razionalizzarli, collocarli nella giusta prospettiva.
E’ un dono bellissimo che la piena maturità mi sta regalando e che mi permette di essere ancora felice.