Il naso di Cyrano: 2014

domenica 28 dicembre 2014

Vacanze elettrizzanti



In questi giorni, come spesso mi accade, sto avendo diversi problemi con elettronica ed elettricità. Le figlie dicono che in me ci deve essere una qualche carica negativa che, quando manipolo strumenti elettrici e/o elettronici, distrugge i dispositivi.
In effetti, nella mia ormai lunga vita, ho dovuto spesso ricomprare ferri da stiro, fon, lavatrici, drive pen, scaldabagni e via dicendo.
Questa volta, però, ho veramente esagerato: la mattina del 24 Dicembre mi sono svegliata e ho scoperto che in casa non avevo energia elettrica! Un vero e proprio black out!
Non sapendo a chi rivolgermi, ho chiamato l’idraulico. Avete letto bene, l’idraulico sa fare anche lavori elettrici ed è persona fidata, inoltre è l’unico che, chiamato la vigilia di Natale, invece di mandare a quel paese la cliente, accorre e fa il possibile per ripristinare la corrente.
Ovviamente, la riparazione d’emergenza è una faccenda temporanea, il responso dell’elettricista, chiamato in un secondo tempo, è che l’impianto deve essere rifatto ex novo! Questo significa: costi elevatissimi, tempi lunghi, scassi ed opere murarie, con polvere e calcinacci ovunque!!
Come vedete stavolta mi sono superata e, visto ciò che mi aspetta, non mi pare proprio il caso di presagire qualcosa di positivo dall’anno nuovo!!

domenica 21 dicembre 2014

Cartoon!!


Ormai, quando il lunedì mi appresto a dettare il tema settimanale, i miei alunni non sanno più se tremare o sperare. La mia fantasia sfrenata tenta di trascinare la loro a volte con risultati carini.
La settimana scorsa le mie vittime dovevano immaginare di essersi magicamente trasformate in un personaggio e di essere finiti in un cartone animato.
Leggete questa storiella di I.B., una nuova alunna, arrivata a Settembre dal Piemonte, è davvero ben costruita

Tra Tazzine e Teiera 

Ieri sera, dopo essermi fatta la doccia ed essermi lavata e i denti sono andata a coricarmi nel mio letto. La mattina seguente mi sono risvegliata, non più nel mio letto ma in una credenza, circondata da tazzine con piccoli occhietti e bocche, non solo, parlavano pure! Anche molto! Con piccole vocine.
Vidi il mio riflesso nel vetro della credenza e notai che ero diventata una tazzina da tè, scossa dall’accaduto tirai un urlo e tutte le tazzine si zittirono e iniziarono a bisbigliare fra di loro.
In lontananza vidi una teiera tutta bianca con piccole decorazioni di colore oro e anche lei aveva la bocca, tutta coperta da un rossetto rosso fuoco. In lontananza non la riconobbi ma alla fine, quando si avvicinò,capii che era “Msr Brik “ la teiera, un personaggio del cartone animato “ La Bella e Bestia”.
Msr Brik aprì la credenza e con voce stridula iniziò ad urlare: - Dai! dai! Veloci bambini che il padrone e la padrona vi aspettano ! –
Allora tutte le tazzine uscirono di fretta e, mettendosi una dietro l’altra, in fila, si in camminarono velocemente, alla fine uscii anch’ io, la teiera subito notò che non ero un normale personaggio della storia però non mi chiese da dove fossi arrivata mi spinse, solo, con il beccuccio, quasi a darmi coraggio, mi mise dietro un’altra tazzina. Dopo quella lunga corsa dalla cucina alla sala da pranzo, arrivammo in un grosso salone tutto decorato con vari colori come il rosso e l'oro, alla fine della stanza si trovava un lungo tavolo con una tovaglia rossa e argento, sulla quale appoggiavano tantissimi piatti meravigliosi, da far venire l'acquolina a chiunque. Notai che sul tavolo non si trovavano solo piatti da gustare ma anche candelabri magnifici e posate d' argento lucidate perfettamente. Rimasi veramente scossa poiché, alle due estremità del tavolo, si trovavano la famosissima Belle, con un bellissimo vestito di colore ocra con qualche decorazione in oro, come nella storia e, all'altra estremità del tavolo, la feroce bestia! Dal vivo sembrava ancora più spaventosa che nella storia raccontata, indossava un bellissimo vestito, con una giacca blu e varie decorazioni in oro e pantaloni neri. Arrivò una specie di poggiapiedi, che in realtà era un cagnolino trasformato, dall’incantesimo della strega, in un poggiapiedi. Egli ci fece salire sulla sua schiena e salimmo sul tavolo, la teiera ci sistemò per l’ora del tè, peccato che fece andare me davanti alla bestia; terrorizzata completamente dalla situazione, tremavo e volevo solo ritornare nel mio letto, invece mi ero ritrovata in una storia che ho sempre amato, davanti al personaggio del quale avevo più paura, una bestia coperta di pelo di un colore scuro come il carbone, con qualche sfumatura di castano chiaro! La cosa che più mi faceva paura, oltre a quei denti affilati e spaventosi, erano quegli occhi blu come il ghiaccio che avrebbero spaventato chiunque. Continuavo a fissare quegli occhi e a tremare;, dopo un po’ mi si avvicinò Msr Brik e mi disse all’orecchio : - Non aver paura del padrone, lui è come un cuore al cioccolato, fuori è spaventoso e peloso però dentro ha un cuore dolce come il cioccolato –
In quel momento mi tranquillizzai ma dentro di me continuavo ad avere paura. Poi ,Msr Brik , disse alla bestia: - Lei è una nuova tazzina è arrivata oggi –
 La bestia , prima guardò Belle , poi avvicinò la sua grossa mano pelosa e mi prese dal manico, notò che non la finivo di tremare, allora si avvicinò a me e mi disse con aria inquieta: - Ciao e benvenuta nella nostra grande famiglia -.
 - “ Uuuuffff “ – Tirai un sospiro di sollievo . Mi rimise sul tavolo e Msr Brik ci disse: - Dai bambini, forza! Torniamo nella credenza – Allora tornammo nella credenza e, per la strada, le tazzine, tutte insieme, mi dissero: - Brava , brava , brava –
Quando poi riuscimmo a ritornare in cucina, ci demmo una pulitina e rientrammo uno dopo l’altro nella credenza. Quando toccò a me, la teiera mi disse: - Aspetta !!! Ricordati che noi tutti siamo una grande e affettuosa famiglia –
Rientrai nella credenza e mi addormentai come un sasso . La mattina seguente mi risvegliai nel mio letto e questo sì che e stato un sogno veramente strano!!!
I.B.

domenica 14 dicembre 2014

La FI pasticcera




La FI non ama cucinare, in genere, oltre al caffè, raramente cucina qualcosa. E’, l’unica cosa che ha preso da me, insieme alle allergie. Tuttavia, da un mesetto a questa parte, la FI è stata presa da un’irrefrenabile mania pasticcera: non fa che cucinare roba dolce e meno male che non ha il diabete. Non è sola in questo suo nuovo hobby, è coadiuvata e spalleggiata da un suo vecchissimo amico, non nel senso che sia vecchissimo d’età, vecchissimo nel senso che si conoscono dalla prima elementare.

Poiché R., il suo amico, è dotato di micro cucina, i loro misfatti li compiono a casa mia, nella mia cucina, che, da quando la FG è andata a vivere con il suo amore, è, o meglio era, pulita e linda, dato che la FI non cucinava e io anche meno di lei.

Da un mesetto casa mia profuma di vaniglia, limone, cannella e altri profumatissimi aromi. E’ tutto un produrre torte, biscotti, marmellate che io non assaggio vuoi perché in questo periodo non mangio molto, vuoi perché i deliziosi manicaretti sono destinati ai numerosi amici dei due chef. Anche i regali di natale saranno in parte ad alta gradazione glicemica.

Non mi dispiace che la FI ed R. si dilettino nell’arte pasticcera ma c’è qualche inconveniente: intanto, sebbene mi sia raccomandata di ripulire la cucina e gli attrezzi, stamattina ho trovato due ripiani letteralmente incrostati di zucchero che ho dovuto ripulire io. E meno male che non se ne erano accorte le formiche!

Inoltre, qualche giorno fa tornando da scuola, per le scale mi ha accolto un micidiale odore di peperone bruciato.

Ora voi vi chiederete cosa c’entri il peperone con l’arte pasticcera. Risposta: esiste una marmellata al peperoncino, la FI, che smanettando su internet è in continua caccia di ricette sfiziose, ha provato a farla; la ricetta non era precisa circa i tempi di cottura e la FI ha bruciato la dannata marmellata. Lei ci è rimasta molto male ma, poiché non demorde, qualche giorno dopo, quando ormai la mefitica puzza si era dissolta, ci ha riprovato e questa volta la marmellata le è riuscita.
In questi giorni, inoltre, è tutto un comperare barattolini, teglie di alluminio, porta torte, vassoi vassoietti e vassoini, sono io che li compro perché mi fa piacere vedere la figlia impegnata in qualcosa che le piace. Abbiamo trovato persino una teglia in silicone a forma di gufo che è servita alla FI per fare la torta che vedete in fotografia. Questa l’ho assaggiata: era squisita!

domenica 7 dicembre 2014

Letture e raffreddore

Oggi sono davvero troppo raffreddata per riuscire a scrivere qualcosa di sensato. 
Io sono come i ragazzini descritti da Jerome K. Jerome: mi ammalo solo quando c'è vacanza!
Nella mia carriera di studentessa, prima, di insegnante, poi, ho fatto pochissime assenze, anche perché, spesso, a scuola ci sono andata anche con la febbre.
Però, come iniziano le vacanze, come c'è un ponte, microbi, batteri e virus mi invadono, forse mi considerano una specie di località turistica, un villaggio vacanze o qualcosa di simile. Per il ponte dell'Immacolata sono arrivati puntualissimi, perciò, scusate se oggi il post lascia molto a desiderare. Per farmi perdonare, vi regalo una vignetta che mi sembra carina e vado a farmi un aerosol.


domenica 30 novembre 2014

Com’è bello raccontare 2



Ed eccovi il secondo racconto, l’autrice M.S., la conoscete già, è uyna ragazzina che scrive proprio bene, leggete e fatemi sapere se siete d’accordo.

Buona Lettura.



Vita nel bosco

Non è qualcosa a svegliarmi, semplicemente mi sveglio. Sono in un luogo caldo e confortevole, ne troppo grande ne troppo piccolo. Da dietro di me arriva una leggera luce ostacolata da qualcosa che mi sembra foglie, dalle ombre che crea. Sono poggiata su qualcosa di morbido e soffice che emana un leggero tepore che mi avvolge tutta. Però guardandomi meglio vedo che il mio corpo è coperto da una corta peluria marrone e che la cosa su cui sono poggiata è una coda che per di più è mia. Sono diventata uno scoiattolo. La stanzetta in cui mi trovo è una tana. Mi alzo in piedi e mi accorgo che ho delle zampettine che mi sorreggono perfettamente e altre che sembrano molto delle mani. Uscendo all'aria aperta neanche mi rendo conto che riesco a stare aggrappata al tronco e a salire a velocità impressionante. In uno slancio di felicità mi arrampico fino a quella che deve essere la cima dell'albero e da lì ammiro il panorama. Una grande foresta pulsante di vita si estende per chilometri intervallata da un fiumiciattolo qua e là. Ci sono fruscii in ogni dove segno che qui regnano gli scoiattoli. Gli alberi sono pieni di ghiande, nocciole, noci e quant'altra delizia possa piacere agli scoiattoli. Dalla cima dell'albero percorro un rametto finché non arrivo alla sua punta e da lì mi lancio verso un altro albero. Con immensa sorpresa mi accorgo che riesco a librarmi fino ad un altro ramo grazie a delle membrane laterali. Mi accorgo che in una piattaforma di legno sospesa con delle corde fra i rami ci sono tanti scoiattoli riuniti, non sembrano degli scoiattoli normali anzi sembra che anche loro siano degli umani trasformati. Mi accolgono nel loro gruppo con felicità e mi spiegano le leggi della loro comunità di scoia-uomini. Ogni scoia-uomo ha un albero tutto suo che può adibire a tana decorandola come più lo aggrada. La foresta è divisa in piccoli centri abitati con piattaforme e altri gingilli più umani, il resto invece è foresta libera dove si può prendere cibo e materiale per costruire.. la comunità è basata su un miscuglio tra uomini e scoiattoli. Infatti ci si può sposare e si può avere un lavoro. Si vive anche più a lungo perché la forza e la resistenza degli scoiattoli mischiata a quella degli umani crea una vita perfetta. Avendo un cervello umano siamo riusciti a inventare sistemi per prelevare l'acqua dai fiumi e avere dei piccoli laghetti sospesi. Io sono molto contenta della mia casa. Ho scelto un albero di nocciole alto e snello, con un bellissimo intrico di rami che ho collegato con piccole corde. Qui tutti gli alberi hanno almeno una cavità e il mio ne ha una bella grossa e alta che ho diviso in due piani con un soppalco intagliato. Il mio letto è fatto di petali secchi di rosa, piume cadute di uccello(la valle in cui regnano gli uccelli-uomini è vicino alla nostra e loro commerciano con noi portandoci anche oggetti dalle altre valli, infatti sono gli unici a riuscire ad oltrepassare le montagne che dividono le valli) e ramoscelli piegati mentre gli altri mobili sono di legno, pietrucce e foglie. La mia città è una delle più ricche perché è la più vicina alla valle degli uccelli-uomini ed è anche bagnata dal fiume Grande, che attraversa le montagne dalla valle degli uma-pesci che in effetti sono degli abili commercianti tanto quanto gli uccelli. Ho già scelto un lavoro, voglio fare la messaggera. Entrerò in servizio tra pochi mesi e potrò correre e saltare fra un albero e un altro per portare messaggi, ma magari sarà solo un posto provvisorio e poi mi dedicherò alla costruzione di oggetti vari. E se colui che sta leggendo questo testo sa tenere un segreto, ho anche trovato uno scoiattolo poco più grande di me e sono proprio cotta se devo dire! Lui è così gentile e buono! Mi offre sempre una mandorla del suo albero e spesso andiamo a passeggiare insieme per la foresta. È anche molto carino e credo proprio che sia quello giusto. Il mio nuovo nome da scoiattolo è Luna perché gli scoiattoli hanno sempre nomi legati alla natura. Sono molto contenta di essere una scoia-umana e non ricordo nulla della mia vita precedente.

M. S.

domenica 23 novembre 2014

Che bello raccontare!


 Dopo il tema fantascientifico, per il famigerato tema del Lunedì, ho dato ai miei alunni in altro argomento creativo:” Ti svegli la mattina e sei diventato … un animale”.

I ragazzini dovevano scegliere un animale e illustrare la loro vita bestiale.

Sono venuti fuori degli elaborati carini, anche se disseminati di errori di ortografia e sintassi in quantità industriale!

Quello che vi propongo oggi è di un ragazzino che viene dalle Filippine ed è con noi solo da un anno. Va bene, ho dovuto correggere parecchi errori di forma ma mi sembra che R.G. abbia fatto grandi progressi, in un solo anno, nell’apprendimento della Lingua italiana!



Un giorno da serpente

Io, una mattina, mi sveglio e mi accorgo che sono diventato un serpente, così vivo nella foresta. Il mio primo giorno nella foresta avevo fame, mi sono girato la metà della foresta e ho trovato un topolino che ho mangiato per la colazione, poi mi sono girato l'altra metà della foresta e ho trovato una casa per dormire.

All'ora di pranzo, ho visto una rana vicino casa mia e ho mangiato la rana e poi ho fatto un bel pisolino dopo pranzo.

All'ora di cena mi sono svegliato tardi, ho fatto troppo pisolino e ho fame anche se avevo mangiato la rana e il topo e poi ho visto una persona che cacciava i serpenti e sono andato velocemente a casa. Qualche minuto fa' mi sono ritrovato con altri serpenti, loro hanno preso il mio veleno per l'esame, quando hanno capito che sono davvero un serpente mi hanno tenuto con loro e quindi ora sono i miei amici nella foresta.

R.G.