Il naso di Cyrano: maggio 2013

domenica 26 maggio 2013

Garibaldina



In questi giorni di elezioni mi sento come Garibaldi nel 1849: lui difendeva la Repubblica romana dall’assalto degli zuavi francesi e io difendo, come posso, Roma da un nuovo saccheggio. Cerco di parlare alla gente, anche tramite internet ma ho poche speranze, anche io sarò sconfitta, come Garibaldi.
Che uomo speciale era Garibaldi: lui aveva un sogno bellissimo: fare l’Italia e solo questo gli interessava, fece tanto e non volle mai niente per sé; aveva ideali meravigliosi: l’Indipendenza e la Libertà!
Insieme a lui tanti giovani combatterono e molti morirono per quegli ideali, erano coraggiosi e anche pazzi ma realizzarono il loro sogno: Luciano Manara, Goffredo Mameli, i fratelli Morosini, tutta gente maiuscola!!
Quelli che hanno il potere  quegli ideali bellissimi se li sono ripresi con l’arroganza di antichi papi (senza peraltro averne la grandezza), se li sono ripresi per calpestarli tutti i giorni con la loro corruzione, con la loro ignoranza, con la loro prepotenza.
Quelli che hanno il potere hanno rubato il futuro ai nostri figli, ai figli della gente onesta; i figli loro, i figli dei mafiosi, i figli dei corrotti,  il futuro ce l’hanno eccome! E’ il futuro rubato ai nostri figli, a quei ragazzi italiani che, invece di illudersi dando il loro voto a partiti e movimenti che nulla cambieranno, ormai guardano ad altri Paesi, studiano seriamente per diventare medici, ingegneri, cuochi e tante altre cose ma soprattutto studiano le lingue straniere perché sono consapevoli che solo lontano dall’Italia i loro sogni e i loro ideali potranno avverarsi.
Loro, i giovani migliori, andranno via e l’Italia, quella che Garibaldi sognava, sarà morta per sempre.
Io credo che se Garibaldi vedesse cosa ne è stato del suo sogno si vergognerebbe di essere stato italiano!!

domenica 19 maggio 2013

In cucina



Sabato mattina.
 Sveglia angosciosa: dovevo  cucinare, in attesa di un graditissimo ospite!
Ora, non è che io non cucino mai… in effetti cerco di farlo il meno possibile, tanto c’è la FG  che in cucina si diverte! Io invece no, le pentole mi danno l’ansia: ho sempre paura di sbagliare e di rovinare tutto e poi so fare pochi piatti, non mi sono mai applicata.
Sono sicura che uno psicanalista non avrebbe tropp0e difficoltà ad identificare questa mia idiosincrasia come una reazione al possibile confronto con una madre che cucinava da dio, da stare alla pari con chef di grande fama, da non temere confronti con Artusi e il talismano della felicità!
Io invece il confronto lo temo, eccome!!
E’ anche vero che, nonostante il terrore che mi invade quando entro in cucina, poi le cose, quasi sempre, mi vengono bene.
Anche ieri mattina, il sugo al ragù, l’arrosto, l’insalata di riso e la macedonia di fragole sono riusciti a puntino, ben cotti, saporiti e profumati. Sono complessivamente soddisfatta del mio lavoro ma sono anche sfinita, la tensione, più che il lavoro, mi ha stancata.
Però oggi, sarà che la FG e V. hanno fatto una passeggiata di quattro ore tra le meraviglie di Roma, sarà che mi è venuto tutto davvero bene, insieme alla FI che ci ha raggiunti per pranzo, hanno gradito tutto e hanno mangiato veramente di gusto !!

domenica 12 maggio 2013

Splendida serata



Martedì sera, con la FG, ho assistito ad un bellissimo spettacolo intitolato Opera e balletto; due ore di musica bellissima e danza affascinante. Nella bella cornice della Chiesa Valdese di via 4 novembre a Roma, un quartetto di musicisti, giovani ma assai valenti, ha suonato arie d’opera, cantate dal tenore Emil Alekperov, dal soprano Roberta Polverini e dal baritono Maurizio Zanchetti.
I brani erano tutti bellissimi, Rossini, Mozart, Donizetti e, soprattutto, Verdi, il mio amatissimo Verdi, mi hanno trasportato in un modo fatto di pura bellezza, lontano dallo schifo di questo “reo tempo”.
Anche le coreografie di Minea De Mattia, interpretate da Sebastiano Andrea Meli e da Francesca Schipani, erano assai coinvolgenti ed eleganti.
Io non sono un’esperta musicologa, sono solo una che ama la musica bella e il mio giudizio non pretende di essere una “critica” di tipo scientifico; con questo post voglio semplicemente raccontare le mie emozioni nel vedere e sentire arie stupende.
Lo spettacolo mi è piaciuto tutto ma, in particolare, mi sono incantata a sentire il tenore che cantava “Una furtiva lacrima” dall’Elisir d’amore di Donizetti, Zanchetti mi ha dato i brividi con la sua interpretazione di “Vendetta, tremenda vendetta” dal Rigoletto  e mi sono emozionata quando il soprano ha cantato “Casta diva” dalla Norma di Bellini mentre Francesca Schipani interpretava il brano con una danza piena di passione.
Insomma, uno spettacolo che merita di essere visto, una serata piacevolissima, resa tale dalla maestria degli interpreti e, anche, dal pubblico.
Sì, voglio spendere qualche parola anche per il pubblico: la Chiesa era piena, erano quasi tutti stranieri, educatissimi. Niente a che vedere con il pubblico che, purtroppo, spesso si trova nei teatri di prosa romani: gli spettatori martedì sera hanno assistito allo spettacolo in perfetto silenzio, erano concentrati sulla musica, anziani, giovani e anche giovanissimi. Quando il baritono, nel finale, ci ha invitato ad accompagnare un brano battendo le mani tutti lo hanno fatto con attenzione e serietà. Alla fine tutti si sono alzati in piedi, in segno di rispetto, per gli applausi. Mi sembrava di essere capitata proprio su un altro pianeta!
E’ stato tutto così bello che ho deciso: tornerò un’altra volta a vederlo questo bellissimo spettacolo!

domenica 5 maggio 2013

Noi lettori



Oggi vi regalo una splendida frase: è di Loriano Macchiavelli, l’ho trovata in uno dei suoi romanzi gialli, la pronuncia Rosas, il “Talpone””, mitico studente superfuoricorso ma coltissimo ed intelligentissino, un personaggio affascinante.
Eccola la frase:
“Poiché leggo, io so.”
Assolutamente vera nella sua lapidari età: come ben sa chi legge, solo leggendo sappiamo.
E, poiché solo noi lettori sappiamo, noi siamo la vera “Casta”. Quella migliore, costituita da gente che, invece di rubare, corrompere, ingannare, conosce la bellezza, apprezza la narrazione, ama l’intelligenza delle storie e della Storia. Noi siamo ricchissimi e felici come nessun altro (che non legge) potrà mai essere e siamo anche generosi, perché siamo più che disposti a regalare la nostra ricchezza a chi vuole ascoltarla. Noi lettori siamo anche, di solito, splendidi narratori.
Noi lettori saremo sempre ricchi e felici perché al mondo ci sono tanti libri che una vita non basta a leggerli tutti e sono tutti a nostra disposizione!