Il naso di Cyrano: 2015

domenica 27 dicembre 2015

Vacanze di Natale



E’ stata una settimana impegnativa ma ricca di cose belle. Domenica scorsa è arrivata Cat e abbiamo attuato la prima parte del programma natalizio scatenandoci per mostre e passeggiate.
Abbiamo visitato la mostra sugli Impressionisti al vittoriano, i dipinti provenienti dal Museo d’Orsay erano stupendi ma l’allestimento era proprio squallido: quattro pannelli esplicativi e nient’altro, gli organizzatori sono andati a risparmio! Io e Cat siamo rimaste abbastanza deluse.
Invece la mostra su Tissot al Chiostro del Bramante, che io avevo già visitato con la Fg e che mi era piaciuta tanto, ha conquistato Cat, dipinti bellissimi, atmosfera perfetta, un bel filmato, insomma: vero godimento.
Le nostre passeggiate per Roma sono state favorite dal bel tempo e dal fatto che, vuoi per paura terroristi, vuoi per carenza di soldi, di gente in giro ce n’è davvero poca, con nostro immenso giubilo.
Anche piazza Navona, per il secondo anno senza le bancarelle dei mafiosi e dei camorristi, ci è apparsa in tutto il suo splendore barocco, la fontana di Bernini e la chiesa di Borromini giganteggiano libere ed eleganti sulla lunga piazza che riecheggia l’antico stadio di Domiziano.
Ieri, a casa di mia mamma, ci siamo scambiati i regali, anche con mio fratello e sua moglie. E’ stato un pomeriggio tranquillo e ho ricevuto dei bei regali, anche un pupazzo dei Minions che mi ha regalato la Fi e che mi piace molto.
Il regalo più prezioso però è stato poter abbracciare, sia pure per poco tempo, la mia adorata Fg.Lei, che n ha lavorato anche il ventiquattro dicembre e il suo Ab hanno viaggiato tutta la notte della vigilia per poter essere a Roma il giorno di Natale. A pranzo sono stati dai genitori di lui, poi sono venuti a casa mia.
Avevo preparato quattro vassoi di tartine varie e dolcetti assortiti che le figlie, l’Ab e un amico della Fi hanno assai gradito.
La Fg mi ha regalato un libro con le pagine piegate a formare il mio nome, un dono affascinante. Ho ricevuto anche bagnischiuma e un profumo alla rosa, una scatolona di cioccolatini francesi e patè foi gras!
Abbiamo giocato con un gioco francese che io ho regalato all’Ab e ci siamo divertiti parecchio, poi con la Fi abbiamo riaccompagnato gli emigrati alla stazione dove hanno ripreso il treno notturno perché il 26 in Francia non è vacanza e la Fg doveva rientrare al lavoro.
Cat, invece resterà ancora per una settimana e abbiamo ancora in programma parecchie attività interessanti che, spero, renderanno ancora più piacevoli le mie vacanze..

domenica 20 dicembre 2015

Il tempo

Poiché oggi non so proprio cosa scrivere, vi regalo un'immagine che ho trovato sul Web e che mi ha divertito. Ovviamente per i non romani non significa nulla ma chi è nato nell'urbe potrà sicuramente gustarla.

domenica 13 dicembre 2015

Mon voyage



Dice;”Mamma, in Costa Azzurra non piove mai!”
Infatti. Sono arrivata a Nizza la sera di venerdì quattro dicembre e ha iniziato a piovere e ha smesso martedì otto mentre mi imbarcavo sull’aereo che mi ha riportato a Roma.
Tasso di umidità 100%. Un’umidità quasi solida, che ha aggredito trigemino e cervicale con la precisione chirurgica di un cecchino asburgico, causandomi dolori persistenti ed acuti.
Ma io sono una combattente,decisa a godere al meglio della mia vacanza, ho risposto al fuoco nemico con bordate di analgesici e sventagliate di antidolorifici che, previdentemente, mi ero portata da casa, in più ho fatto rifornimento in una farmacia nizzarda di medicinali analoghi che in italia non si vendono ma che io conoscevo dai tempi dell’Erasmus parigino dalla Fg e che sono efficacissimi.
Debitamente protetta, mi sono gettata alla scoperta di una parte della Costa Azzurra che, anche quando piove, offre molto da vedere e da gustare.
Ovviamente, la parte più bella del viaggio è stata la compagnia della Fg che con il suo Ab mi ha mostrato le bellezze di Antibes e di Nizza.
Poiché i due emigrati vivono in una casa piccolissima, io ho alloggiato in un delizioso hotel che era anticamente una stazione di posta, proprio nel centro di Antibes.
La città antica è affascinante, ci sono dei bastioni ed un forte che ospita il Museo Picasso e quello archeologico, li ho visitati entrambi con piacere. La vista del mare è affascinante anche se più che l’azzurro dominava il grigio delle nuvole e dell’acqua. Vicino al porto c’è l’Uomo, una enorme statua di metallo fatta di tante lettere dell’alfabeto, mi è piaciuta molto, sta lì quasi a proteggere la città.
Le stradine strette, i negozi di pane e dolci, il pavè della massicciata mi hanno affascinato.
Nizza è invece una città grande, presenta diversi stili architettonici, accanto ai palazzetti alti e stretti della Vieille Nice, si trovano esempi mirabili di Art Nouveau e Art Decò da mozzare il fiato. C’è il Lycèe Massena, dove ancora si fa scuola, che è un enorme fabbricato stile Art Nouveau, che mi ha conquistato, deve essere bellissimo insegnare là!
Anche a Nizza ho visitato vari musei, tra questi il Palazzo Lascaris che conserva una collezione di strumenti musicali antichi ricchissima.
Ho visto anche la lunghissima Promenade des Anglais, con gli alberghi dei ricconi e le sedie sul marciapiede a mare.
Poiché i trasporti funzionano benissimo, ci si sposta facilmente da un luogo all’altro e poi io amo camminare, anche sotto la pioggia ho trottato da un quartiere all’altro.
Gli abitanti della Costa Azzurra, al contrario dei parigini, sono molto espansivi, amano chiacchierare e fanno un sacco di domande, così ho avuto modo di parlare parecchio in francese, lingua che mi piace assai, anche se talvolta avrei preferito un po’ più di riservatezza.
Ho anche mangiato cibi buonissimi. Contrariamente a molti italiani che chiedevano il panino con l’hamburgher, io ho assaggiato piatti locali.
La cucina della Provenza presenta sapori forti, solidi direi, che aggrediscono senza tanti complimenti il palato e persistono a lungo. La prima impressione è destabilizzante, il primo boccone fa l’effetto di un proiettile esploso in bocca. Dopo qualche secondo, però, uno vuole altri proiettili, eccome!
La Bouilla-baisse era buonissima, certo non come il Caciucco alla livornese ma ci si avvicinava, la Cuisse de Canard è un capolavoro culinario indescrivibile, le Crepes, le Viennoiseries, i Croissant, le Tartes sono squisitezze delicatissime e saporose ad un tempo.
Ma la sorpresa più gradita del mio soggiorno in Costa Azzurra è che ovunque si può avere un buon caffè ristretto all’italiana! Credo che sia l’unico posto al mondo, oltre l’italia, dove, al posto dell’immonda broda che all’estero chiamano caffè, si possa avere una bevanda potabile anche se a caro prezzo, visto che una tazzina costa un euro e sessanta centesimi.
In realtà tutto in Costa Azzurra è costoso ma tutto funziona a meraviglia: mezzi di trasporto efficienti, strade pulite, personale cortese e competente … Per noi che veniamo dall’italia, più che in un’altra Nazione, sembra di essere atterrati in un altro pianeta! Durante questo mio breve soggiorno, ho capito perché la Fg e il suo Ab sono così entusiasti di essere emigrati ad Antibes!

domenica 29 novembre 2015

Influenza



Da un mese ormai, vado avanti tra starnuti e tosse ma resisto e continuo ad andare a scuola, anche perché non ho febbre, almeno credo, in realtà non misuro la temperatura, alla fine:”Se non lo sai, non ce l’hai!”
Tra sciroppi e pasticche, riesco a tirare avanti e a lavorare, anche perché i miei alunni capiscono la mia fatica e cercano, quasi tutti, di comportarsi bene.
In questi giorni, in Letteratura, ho spiegato la vita e il pensiero di Leopardi, un altro che, quanto a salute, non se la passava troppo bene. Pensavo che i ragazzini non lo avrebbero gradito con il suo pessimismo, le sue lamentele, la sua disperazione, invece tutti sono rimasti colpiti, stanno attentissimi, partecipano, sembra quasi che vogliano ripagare il poeta delle sue tante sofferenze con la loro partecipazione affettuosa.
Certo, quando provano a ripetere i concetti, i miei alunni, anche quelli italiani, lo fanno in un linguaggio terrificante, fatico a capirli io, se Leopardi approdasse, con una macchina del tempo, nella nostra aula, avrebbe difficoltà incolmabili a capire che stanno dicendo.
Spero di migliorare in settimana, venerdì ho il volo per andare a trovare la mia Fg in Francia e vorrei partire senza scorta di medicinali.
Domenica non potrò scrivere il post, non avrò un pc a disposizione e sarò, spero, impegnata a fare tante belle cose. Prenderò appunti per raccontare nel prossimo post le bellezze e le bontà della Costa azzurra.

domenica 22 novembre 2015

Quelle intelligenti



Non ho intenzione di commentare l’operato dell’Isis, mi sono rifiutata di farlo anche a scuola, dopo che ce l’aveva imposto la ministra giannini; la storia mi insegna che le responsabilità della violenza partono dalle crociate e dal colonialismo, che il desiderio di profitto ha giustificato azioni che gli stati ricchi dovrebbero rimproverarsi invece di continuare imperterriti ad autogiustificarsi.
Non voglio commentare la serie infinita di idiozie razziste che in una sola settimana sono state scritte sui media e sul web, quelli che accusano i cosiddetti “radicalchic” o i “cattocomunismi” (termini che nessuno usava più dal sessantotto, pensa tu questi dove sono rimasti!) dovrebbero lavarsi la bocca con l’acido muriatico, anzi dovrebbero bersene un bel bicchiere, così forse il mondo sarebbe migliore, tanto a tentare di farli ragionare si perde solo tempo.
Quello che invece voglio sottolineare è come le mie figlie e diverse mie ex alunne (tutte donne, chissà com’è!?) abbiano postato sul web degli interventi pacati e logici, considerazioni che dimostrano capacità di superare la “pancia”, l’immediato, le impressioni; riflessioni che nascono dallo studio della realtà e della Storia, mediate dalla razionalità di un’analisi critica che è alla base della Civiltà vera, quella che rispetta gli altri, che ne comprende, senza giustificarne gli atti violenti, le ragioni.
Quando leggo questi post, sono felice perché questa è l’eredità più importante che io posso lasciare: la capacità di comprendere che non c’è Pace senza giustizia, che la giustizia non è dare a tutti la stessa cosa ma a ciascuno ciò di cui ha bisogno, la capacità di comprendere che la Pace non cade dal cielo, non ce la regala un qualche ipotetico dio, la Pace è un prodotto dell’agire delle persone, un risultato ottenuto con la fatica di ogni giorno.
Ogni giorno, non solo quando si sveglia la ministra, io cerco di insegnare, con le parole e con il mio agire, il cammino difficile che porta alla Pace e quando leggo i bei commenti delle mie figlie e delle mie ex alunne sono felice perché quelle parole mi dicono che, forse, la mia vita non è stata inutile.

domenica 15 novembre 2015

A spasso con le figlie




Ieri, con la Fi, un po’ dolorante per il mal di testa e con la Fg, arrivata fresca fresca da Antibes, sono andata a vedere le tre bellissime mostre del Palazzo delle Esposizioni.

Tutte e tre ci siamo deliziate con i dipinti della Phillips Gallery: Monet, Degas, Picasso, Braque, Pollock, Matisse ci hanno accompagnate in un viaggio nel colore, nei volumi, nelle atmosfere di due secoli di pittura.

Poi siamo andati a visitare la mostra dei pittori russi, esponenti del realismo socialista, grandi tele che illustravano con un senso di orgoglio nazionale, sconosciuto agli italici, i progressi nel campo dei trasporti, delle fabbriche, della corsa allo spazio. Tratti decisi, linee pure, colori brillanti, persino quelli che descrivono la neve siberiana!

Un mondo che, più che una realtà, illustra una bellissima utopia, quella del socialismo sovietico che, in realtà, mai fu realizzata. A pensarci mi è venuta tanta tristezza dentro.

La Fg ha trovato le opere dei russi “inquietanti” ma non ha saputo spiegare il perché, io invece lo so: tutto quello che descrive l’utopia è inquietante, perché esprime un mondo bello, chiaro, pulito che non potrà mai essere realizzato perché invece l’uomo è egoista, stupido ed avaro.

La terza mostra era sul design italiano degli anni dal 1900 al 1940.

Un tripudio di bellezza: dal Liberty al Novecento, al Modernismo, al Funzionalismo; c’erano tutti: Depero, Balla, Cambellotti, Bugatti, Quarti.

Linee fluide, volumi avvolgenti, vetri soffiati che sembravano bolle di sapone, decori immaginifici che piacquero certo a D’annunzio, un tuffo nella fantasia più sfrenata applicata agli arredi! C’era un servizio da the disegnato da Giacomo Balla che avrei voluto rubare per quanto era affascinante.

Abbiamo pranzato all’ Open Colonna, il bel ristorante situato sul tetto del Palazzo delle Esposizioni e poi siamo andate per negozi, tra la folla orrenda del sabato pomeriggio, cosa che io evito come la peste di solito ma alla Fg servivano dei gilet che, a quanto pare, in Francia non si trovano.

La Fg non li ha trovati neppure a Roma, si è però accontentata, in sostituzione, di graziosi golfini, che le ho regalato insieme ad un soprabito, la Fi invece ha scelto, come regalo,  una giacca di lana meno formale.

Oggi la Fg verrà a pranzo da me mentre il suo Ab pranzerà con i suoi genitori e poi entrambi ripartiranno per Antibes, sperando che non abbiano problemi per il rientro;, con quello che sta succedendo non si può mai sapere.

E’ così bello averla qui, sentire la sua vocetta fresca, sentirla parlare delle sue esperienze, delle sue amicizie, dell’affetto e della comprensione che prova per gli altri, è così innocente ed altruista, così rara,così diversa dalla maggioranza della gente, così simile a come era suo padre!

E’ logico che mi manchi e che, tutte le volte che torna in Francia, io sia triste ma poi penso che una come lei non può vivere in un paese schifoso come l’italia e allora la malinconia mi passa, questa volta poi è anche più facile perché tra una ventina di giorni sarò io che partirò per andare a trovare lei ad Antibes!