Il naso di Cyrano: maggio 2015

domenica 31 maggio 2015

Tre per Due



Stamattina sono andata alla posta a ritirare un pacchetto, insieme con la Fg.
Dopo aver girato tre sportelli, perché gli impiegati non sapevano nemmeno dove dovevamo andare, siamo approdati in un settore delle poste che sembrava, finalmente, quello giusto.
Da brave europee (non dico italiane perché in Italia ormai ognuno fa come gli pare!) abbiamo preso il numerino e già qui sono cominciati i nostri dubbi: sul mio numerino c’era scritto E74 ma sui display scorrevano i numeri intorno al 440 senza alcuna lettera davanti alle cifre.
Abbiamo discretamente sbirciato i bigliettini degli altri che riportavano la E maiuscola e un numero a due cifre. Osservando l’andamento della fila, ci siamo rese conto che il 4 del display veniva considerato una E maiuscola, vai a capire perché!
Ma il meglio deve ancora venire: c’erano due display e tre sportelli aperti; come in tutti i display che si rispettino, accanto al numero del cliente c’era il numero dello sportello. Solo che gli sportelli non erano numerati! Ma non è ancora tutto: sul display compariva ora lo sportello numero due, ora lo sportello numero tre; sempre questi due numeri, mancava all’appello lo sportello numero uno che pure stava funzionando, visto che gli sportelli aperti, regolarmente muniti di impiegato, erano tre.
La Fg è una persona logica, io sono un’appassionata di gialli, ci siamo messe a ragionare scientificamente sulla base dell’osservazione di indizi e fatti.
Alla fine siamo venute a capo del mistero: le poste italiane sono, appunto, italiane, funzionano, cioè, secondo misteriosi e demenziali regolamenti che non hanno lo scopo di facilitare l’utente, piuttosto, invece, hanno il preciso obiettivo di scoraggiarlo ad usare i servizi postali. Come se dicessero: “Caro utente, hai voluto venire da noi? Bene, hai fatto un errore e noi te ne faremo pentire!”
Io e la Fg, dopo attenta riflessione, abbiamo scoperto l’arcano: un impiegato lavoravo allo sportello numero due mentre due impiegate lavoravano a due sportelli numero tre! Si, non abbiamo potuto scoprire il perché ma entrambi gli sportelli corrispondevano al numero tre. Forse per questo tutti gli sportelli erano assolutamente privi di numerazione. Gli impiegati, poi,i continuavano a far marciare i mumerini a velocità folle e la gente, piuttosto confusa, non capiva e perdeva il turno.
Non ho potuto fare a meno di ricordare, per associazione di idee, la casa della pazzia citata in uno dei fumetti di Asterix!
Io e la Fg, dopo aver ritirato il mio pacchetto, siamo tornate a casa ridendo pazzamente

domenica 24 maggio 2015

Le stagioni non sono più quelle di una volta!



Ci sarebbe da chiedersi di quale volta si tratti!
Quando ero piccola, tra marzo e maggio, c’era la cosiddetta mezza stagione, un periodo nel quale si indossavano abiti di lana leggera, golfini e giacchette. Le madri viaggiavano in tailleur e soprabiti. Le scarpe non erano più quelle invernali ma non ancora si trasformavano in sandali e noi ragazzini indossavano i calzettoni alti ma di cotone.
Poi, tutto questo, come tante altre cose del mondo piccolo della mia infanzia, sono sparite. L’inverno, per tanti anni, è diventato subito estate, i tailleur sono spariti, oppure rimangono segregati nell’ergastolo di un armadio, dai maglioni pesanti si passa immediatamente alle magliette di cotone, oggi vedi le alunne inguainate in aderentissimi fuseaux di lana e domani arrivano mezze nude in calzoncini e volgarissime canottiere che nulla lasciano all’immaginazione.
Quest’anno, però, qualcosa è cambiato: l’estate sembrava arrivata con la consueta intempestività ma, evidentemente, l’inverno si è stufato di essere messo da parte in modo così brutale e si è ribellato: da due giorni è tornato, almeno a Roma, deciso a riprendersi una rivincita. Piove e la temperatura si è abbassata in modo così repentino che le mie alunne, che se ne infischiano bellamente dei miei richiami ad un abbigliamento più decoroso, venerdì tremavano di freddo nelle loro canottiere small size.
E io me la ridevo, nella mia bella maglietta di cotone pesante, formato XXL e rivolgevo un caloroso bentornato all’inverno!!

domenica 17 maggio 2015

Maledizione



Ormai è chiaro che la Fg, per realizzare il suo futuro di vita e di lavoro, dovrà emigrare in un Paese più civile, tra gente onesta che sappia riconoscere i meriti ed il valore di una donna che si è preparata coscienziosamente per ricoprire nella società un ruolo attivo e costruttivo.
Mi mancherà la Fg, mi mancherà molto, anche se, oggi, i mezzi di trasporto e le telecomunicazioni hanno quasi annullato le distanze e resa facile la possibilità di restare in contatto. Mi mancherà la Fg, sentirò la nostalgia dei suoi sorrisi, della sua vocetta che canta quando lei è felice, della sua pacata saggezza, ereditata da suo padre.
In italia non c’è posto per gente in gamba come la Fg e come tanti altri ragazzi come lei.
Questo è ormai un paese dove solo i corrotti e i disonesti possono fare carriera e, allora, io, proprio come una strega, scaglio una maledizione: che siano maledetti tutti quelli che, per i loro sporchi interessi, hanno privato i giovani del futuro, quelli che hanno fatto e stanno facendo leggi inique, volte a compiacere i signori del potere economico, quelli che sfruttano la gente con lavori sottopagati e senza garanzie, che siano maledette tutti coloro che usano il potere per se stessi e non a vantaggio della società tutta.
Io li maledico, di qualunque colore politico essi siano, auguro loro di soffrire quello che essi fanno soffrire a tante famiglie, auguro loro di non avere un’ora di felicità, mai più, auguro loro di vedere i loro figli umiliati, calpestati, costretti ad andare lontano, magari per la vergogna di avere padri così squallidamente disonesti, auguro loro di piangere per tutta la vita lacrime di rimpianto e di rimorso.
Io li maledico e, credo, non sono lal’unica!

domenica 10 maggio 2015

Siamo alla fine!



Non nel senso peggiore dell’espressione, infatti io, nonostante la stanchezza e la noia, ormai a livelli che il buon Leopardi sarebbe invidiosissimo, io resisto, resisto, resisto!

Il titolo si riferisce al fatto che ci stiamo avvicinando alla fine dell’anno scolastico che se da un lato, con buona pace di renzi e dei suoi complici, per noi docenti ormai si configura come un’agognata liberazione da una condanna a sterili lavori forzati, dall’altro porta con sé un ulteriore carico di lavoro poiché noi poveri insegnanti dobbiamo scrivere pagine e pagine di inutili relazioni che nessuno mai leggerà ma che noi dobbiamo immancabilmente compilare.

Ci vorrebbe la bacchetta magica, quella della mitica Minerva Mc Grannit, o un incantesimo che permettesse di compilare i documenti finali in un attimo.

Quando ho cominciato la mia carriera di insegnante era peggio, ogni anno si doveva riscrivere tutto, proprio tutto, a mano o con la Olivetti Lettera 22. Una fatica improba e gratuita.

Oggi, grazie alle menti geniali dei suoi inventori c’è il PC, questo meraviglioso strumento che, in realtà meglio di una bacchetta magica, tra le sue tante meravigliose funzioni, offre anche la possibilità di “Salvare” i documenti.

Sembra una cosetta da nulla, in realtà, per noi docenti, questa funzione rappresenta la differenza tra: “Una mattinata a scrivere inutilmente” e “una settimana a comporre relazioni demenziali”.

Decisamente una bella svolta!

Una volta che uno si è salvato programmazioni e relazioni, quando serve le richiama, le modifica, con poca fatica e ancor minor tempo e il gioco è fatto! Poi se le stampa.

Se…

Se non gli accade quello che è capitato a me ieri mattina.

Ieri mattina, poiché di sabato, pur non andando a scuola, io lavoro comunque(per mia disgrazia); ho cominciato a preparare i “pezzi di carta”. Io li chiamo così, perché tali sono, per di più, sempre con buona pace di renzi e complici, la carta ed il toner della stampante, nonché l’energia elettrica utilizzata, sono a carico del galeotto, pardon, docente!

Dopo aver opportunamente modificato le carte degli anni passati, volevo procedere alla stampa ma, non so per quale strana e misteriosa formattazione (se non sapete cos’è, documentatevi, io non ve lo spiego!), da me sicuramente effettuata in passato, senza sapere cosa stessi facendo (cosa che, quando lavoro al PC, mi capita spesso) le stampe venivano in caratteri minuscoli su mezza pagina! Ovviamente, la cosa mi ha profondamente contrariato.

Voi direte adesso: “ Ma se le dannate relazioni non le legge nessuno, perché non le hai stampate così come erano!?”

Ecco la risposta: perché io sono una perfezionista, ossessivo-compulsiva! Un po’ come il detective Monk, se le cose che faccio non sono come dico io, soffro troppo, non mi rassegno e devo modificarle finché non mi risultano accettabili.

domenica 3 maggio 2015

Sabato



Ieri sono andata a pranzo con la Fg e il suo Amato Bene, che da oggi in poi sarà indicato con la sigla AB, alla Casetta di Marzapane, il ristorante che fa i menù regionali.

L’AB della Fg ha preso quello del Trentino, con gnocchetti, crostini e secondo a base di formaggio tipico, la Fg si è mantenuta sul conosciuto e ha scelto quello del Lazio, in un tripudio di porchetta, Carbonara, Saltimbocca e crostata di ricotta, io mi sono tenuta sul nostalgico e ho scelto la Toscana, con i suoi crostini di fegato, la bisteccona regolamentare e i Cantuccini col vin Santo.

Abbiamo mangiato benissimo a prezzo davvero modico; unico inconveniente: non riuscivo a tagliare la bistecca, che pure era tenera! Per un po’ ho pensato che le mie braccia non avessero più la forza necessaria, ormai sono una vecchia signora (se non fosse mai nata la Fornero oggi sarei in pensione!).

Invece era tutta una questione di coltello! Quando, su richiesta dell’ AB., il cameriere mi ha portato un coltello più affilato, i problemi sono finiti e mi sono gustata una bistecca squisita.

Il tutto condito con una buona bottiglia di Est! Est! Est e dalla piacevole compagnia dell’ AB. e della mia adorata Fg!!