Il naso di Cyrano: settembre 2007

sabato 29 settembre 2007

Risposte


E' un po' che non scrivo sul blog ma in questo periodo non ho molto da raccontare.
Oggi voglio rispondere ai commenti che ho trovato sull' ultimo post che ho scritto, tutti parlano di scuola.
Cominciamo con Antonio.
Caro Antonio, io ve l' ho sempre detto che le scuole superiori sono un altro modo di fare scuola, sono più difficili perché, quando si cresce, gli argomenti si devono approfondire. Si studia di più, non c' è nulla da fare. Possono esserci molte cose che non ti piacciono ma il liceo l' hai scelto tu e allora sii coerente e vai avanti, puoi farcela!
Un consiglio: sii meno critico e più "umile", gli insegnanti ne sanno sicuramente più di te, se poi verificherai che sono ignoranti critica pure ma quando avrai tutti gli strumenti culturali per farlo.
Ciao.
E adesso rispondo a susysan: l' informatica, se usata bene, è uno strumento formidabile di conoscenza ma gli adulti hanno il compito di vigilare perché in rete si trovano cose orrende e i ragazzi sono incuriositi, navigare senza limiti è pericoloso. Resta il fatto che oggi se non si sa usare un computer si è proprio nei guai, quindi insegnamo a tutti adusarlo, non è vero che riguarda solo i giovani, mio marito fece un corso per gli anziani che riscosse un enorme successo.
E adesso rispondo alla mia grande FG che mi manca da morire anche se ogni tanto la vedo in videoconferenza.
Cara FG lo so che la signorina P. inorridirebbe, lo so che i programmi delle nostre scuole sono migliori ma ricirdati sempre una cosa importante: la scuola non la fanno i ministeri, la scuola la fanno gli insegnanti insieme agli alunni, se hai programmi buoni e cattivi insegnanti farai una cattiva scuola e viceversa. Pensa alla maestra tua e a quella della FI, i programmi erano gli stessi le insegnanti no. Un bacio Ciao.

venerdì 21 settembre 2007

Viva la tecnologia!


Io non sono una fissata con il progresso, ho studiato Lettere classiche, figuriamoci!
Quando devo imparare ad usare una nuova apparecchiatura entro in crisi, chiedetelo alle mie figlie che devono farmi da maestre!
Però il progresso mi piace.
Se penso a cento anni fa, quando non c’ erano le medicine, lo scaldabagno, la lavatrice…mi vengono i brividi.
Allora le donne faticavano parecchio. Come facevano senza il freezer?
Io faccio la spesa una volta alla settimana e surgelo il surgelabile, cioè praticamente tutto.
Così posso concentrarmi sul lavoro senza l’ assillo del pranzo e della cena.
Io sono nata nel passato. Ricordo quando acquistammo la prima TV, avevo sei anni.
Però ho imparato ad usare gli strumenti del presente e spero di imparare ad usare anche quelli del futuro.
Come farei senza cellulare e computer a comunicare con la FG che se ne sta a Parigi?
Voi direte che potrei scrivergli. Già, ma le lettere impiegano troppo tempo ad arrivare. Invece noi ci scambiamo SMS in tempo reale o quasi e possiamo persino parlarci e vederci con una semplice webcam e l’ apposito programma! Così io non mi sento troppo sola e posso rimediare in tempi brevi ai guai che lei combina anche a Parigi ( il giorno stesso che è partita ha smarrito la carta d’ identità e non vi racconto il resto perché mi ci vorrebbe un volume ).
Anche a scuola io uso il computer. Eh sì, signor Ministro della Pubblica Istruzione!
Lei ci ha invitato a mettere da parte il computer e a fare più grammatica ma, vede, io la grammatica la spiego, i miei ragazzi fanno molto esercizio, scrivono tanto e io correggo i loro compiti anche dal punto di vista grammaticale. Però li faccio scrivere al computer e per diverse ragioni: prima di tutto perché a loro piace e io credo che, se i ragazzini studiano facendo cose che a loro piacciono, studiano meglio. Poi perché il computer lo dovranno usare, alle Superiori, all’ Università, nel loro lavoro e magari anche per comunicare con i loro cari, se saranno lontani.
Vede, signor Ministro della Pubblica Istruzione, il problema della scuola non si risolve, io credo, tornando al pennino e al calamaio ma facendo buona scuola, dando agli insegnanti gli strumenti per lavorare bene ( io e i miei alunni dobbiamo pagarci anche le fotocopie), reclutando insegnanti preparati e motivati, capaci di guardare al passato ma anche al presente e al futuro, disposti ad imparare e a mettersi sempre in discussione.
Naturalmente il Ministro non leggerà mai questo mio post, ha ben altro per la testa ma io avevo da un po’ di tempo tanta voglia di scrivere questo mio sfogo e stasera l’ ho fatto.

sabato 15 settembre 2007

I Maestri





Io ho avuto la grande fortuna di avere dei buoni maestri.
E ne ho avuti molti che mi hanno insegnato molto e in vari campi.
Vorrei ricordarli qui ed esprimere tutta la gratitudine che provo nei loro confronti.
Alcuni di loro, purtroppo non ci sono più se non nella memoria di chi li ha amati e nel retaggio di insegnamenti trasmessi.
Comincio dalla signora V, mia insegnante di matematica alle medie.
Io la matematica non la amo, arrivai alle medie con un bagaglio scientifico miserevole e convinta che mai avrei capito nulla di numeri e affini.
Invece la signora V la matematica me la fece capire e anche bene. Era severissima ma spiegava così chiaramente che capivo tutto. Risolvevo problemi di geometria, equazioni, disegnavo grafici, impostavo proporzioni con una facilità che mi stupiva.
Poi, al liceo, incontrai un insegnante folle e violento e tornai a non capire niente.
Però al liceo incontrai anche due persone straordinarie: Margherita e la signora I.
Margherita ( naturalmente non la chiamavamo per nome, ma io quando penso a lei la penso come Margherita, è un nome che le si addice) insegnava Storia dell’ Arte, amava così tanto la sua materia che la domenica organizzava visite ai monumenti cittadini per chi avesse voluto conoscere meglio la città.
A me piaceva già l’ Arte ma con lei imparai a leggere un’ opera nelle sue componenti, a inquadrarla nel periodo storico-culturale, a gustarmela dal punto di vista estetico.
Mi piacerebbe trasmettere ai miei alunni la stessa passione che Margherita è riuscita a trasmettere a me.
La signora I. mi ha insegnato letteratura latina e greca. Lei amava in particolare quella greca, era un vero piacere ascoltare le sue lezioni, sui lirici greci o sul teatro ma anche coi latini andava forte, Le spiegazioni su Orazio furono una goduria. Le piaceva Cesare e su questo non andavamo d’ accordo, a ma Cesare sta antipatico, devo dire che lei ha sempre saputo rispettare il mio punto di vista. Mi ha insegnato il piacere di tradurre, operazione faticosa ma con lei ne ho capito tutta l’ importanza, mi ha insegnato il piacere di cercare e trovare la parola giusta, quella che rende meglio l’ idea dell’ autore che si legge. Mi ha insegnato l’ importanza della lettura metrica, dell’ espressione poetica. Se ho scelto di studiare Lettere classiche all’ Università lo devo a lei e gliene sono immensamente grata.
All’ Università ho avuto maestri notevoli come il professore di Filologia classica, noto nel mondo accademico come e più di altri ma che, al contrario di molti altri, rispettava gli studenti, non li umiliava con battute offensive e li incoraggiava a progredire.
Altri maestri ho avuto nella vita, quando ho cominciato a lavorare.
Quando esci dall’ Università sai tante cose ma quella più importante non te l’hanno insegnata: Come si fa il lavoro che devi fare?
L’ esempio degli insegnanti che uno ha avuto non è sufficiente perché i ragazzi cambiano nel tempo e a seconda della realtà sociale in cui vivono.
Io ho avuto la fortuna di incontrare, nella prima scuola dove ho lavorato, il professor V.
Aveva anni di esperienza alle spalle, era uno che dava pochissime risposte ma suscitava molte domande, poi ti guidava e alla fine le risposte le trovavi tu. Socrate sarebbe stato orgoglioso di lui, i suoi allievi lo adoravano, anche io gli ho voluto tanto bene e, con me, un altro insegnante che ha imparato molto del suo mestiere da lui e che, poi, divenne mio marito.
Poi incontrai Franca T. Io avevo sempre insegnato alle Superiori, quando arrivai alle Scuole Medie mi trovai in difficoltà. Franca era alle soglie della pensione ma conservava intatta l’ energia e la passione per il nostro lavoro. Mi ha insegnato a rimettermi sempre in discussione, a non dare mai nulla per scontato, a cercare sempre nuove strategie per trasmettere conoscenza.
Gli stessi insegnamenti di Franca li ho ritrovati in Simonetta C., una Preside incredibile.
Io non mi trovo molto a mio agio con i Dirigenti scolastici, è un mio limite ma con Simonetta C. ci capivamo bene. Lei è una che non si occupa solo della parte amministrativa, per lei l’ aspetto fondamentale è la didattica. Conosce tutti gli alunni della sua scuola, talvolta anche più di quanto li conoscano gli insegnanti. Ho imparato molto anche da lei.
Ecco, questi sono stati i miei maestri, a loro devo molto, se con il mio lavoro ottengo qualche risultato lo devo a loro, mi piacerebbe che qualcuno dei miei alunni avesse di me lo stesso buon ricordo che io ho di loro

mercoledì 12 settembre 2007

Intervista


1. Qual è il tuo stato di famiglia?
Vedova

2. In che data è il tuo compleanno?
21 Luglio

3. Vivi in città o in campagna?
In città, a Roma

4. Che lavoro fai o hai fatto?
Insegnante

5. Hai delle allergie?
Troppe

6. Qual è il tuo odore preferito (per le candele, l’incenso, ecc. ...)?
Chanel n°5

7. Ti piacciono i dolci?
Trooooppo!

8. Quali sono i tuoi gusti culinari?
Quasi tutto ma senza aglio e/o cipolla.

9. Quale genere di musica ti piace?
Lirica, classica, Guccini, Vecchioni, Nannini

10. Qual è il tuo colore preferito?
Tutte le sfumature del blu

11. Qual è la tua stagione preferita?
Tutte

12. Collezioni oggetti?
Bambole, cartoline, segnalibri, magneti per frigo.

13. Quale rivista leggi?
Costano troppo

14. Sei abbonato/a a una rivista?
No

15. Qual è il tuo stile nel vestirti?
Quello che capita

16. Pratichi un’attività manuale?
No

17. Qual è la tua materia preferita?
Tutte quelle umanistiche

18. Qual è il tuo animale preferito?
Rispetto gli animali ma me ne tengo alla larga

19. Quali sono i tuoi svaghi?
Scrivere, suonare il flauto, leggere, andare in palestra

20. Come arredi gli interni della tua casa?
In modo funzionale

21. Hai una lista di regali in linea?
No

22. Un dettaglio in più?
Mi sento sempre inadeguata

sabato 8 settembre 2007

I figli


I figli

La FG è partita oggi. Starà a Parigi un anno, forse più, per una che vuole laurearsi in Letteratura francese non è male.
Già mi manca, non credo che sia istinto materno, quello non credo proprio di avercelo, piuttosto credo che sia il fatto che, in un mondo ad alta concentrazione di stupidità, una testa pensante come quella della FG fa sentire la sua mancanza, Però è giusto che sia partita, è giusto che i figli vadano per il mondo con le loro gambe, i genitori possono solo stare a guardare e, se serve, dare il loro aiuto, se i figli lo chiedono.
Da due mesi mi ripeto una poesia che i genitori stentano ad accettare ma che i figli capiscono benissimo, finché sono figli. Ve la regalo.

I vostri figli...
(di Kahlil Gibran)
I vostri figli non sono vostri.
Sono i figli e le figlie della fame
che la vita ha di se stessa.
Essi non vengono da voi,
ma attraverso di voi
e non vi appartengono,
benchè viviate insieme.
Potete custodire i loro corpi,
ma non le loro anime,
poichè abitano in dimore future
che neppure in sogno
voi potete visitare.
Proverete a imitarli ,
ma non cercate di renderli simili a voi.
Voi siete archi da cui i figli ,
le vostre frecce vive,
vengono scoccate lontano.
In gioia siate tesi nelle mani dell'Arciere.