Il naso di Cyrano: febbraio 2017

domenica 26 febbraio 2017

Al cinema



Ieri sera, con la Fi e un paio di amici suoi, sono andata a vedere Beata ignoranza, interpretato da Alessandro Gassmann e Marco Giallini.
La storia partiva dallo scontro tra due professori, uno tecnologico e uno ancorato al passato ed era anche un’idea interessante, peccato, però, che poi il film si sviluppava su un contrasto di tipo sentimentale piuttosto trito: i due in gioventù avevano amato la stessa donna che aveva scelto uno di loro ma aveva avuto una figlia dall’altro. Insomma, uno spunto geniale sprecato nella solita minestra!
Comunque mi sono divertita lo stesso perché la banalità della trama era riscattata dalla bravura degli attori e non solo dei due protagonisti, anche alcuni dei comprimari hanno caratterizzato i loro personaggi con molta verve comica; nell’insieme direi che è un film da vedere.
Dopo il cinema siamo andati a cena in piadineria e abbiamo trascorso ancora piacevolmente il tempo commentando il film e mangiando delle buonissime piadine ripiene.
Un bel modo di passare il Sabato sera.

domenica 19 febbraio 2017

Compito in classe



Hanno scelto tutti il tema sul razzismo, tutti tranne uno che ha svolto quello sulle innovazioni tecnologiche, forse perché non voleva compromettersi o forse perché si sente troppo immaturo per parlare di temi sociali.
Molti di loro mostrano comportamenti palesemente razzisti ma, poiché è noto che la professoressa non lo è, tutti hanno impostato il tema contro il razzismo.
La professoressa, tre volte a quadrimestre, è chiamata all’ingrato compito di leggere e correggere i compiti in classe degli alunni, tre, quattro ore buttate a leggere scemenze mal scritte. Anche questa volta i compiti sono pieni di luoghi comuni, buttati sulla carta senza un briciolo di analisi, di riflessione, di partecipazione, come in uno di quei programmi delle tv mediaset: aria fritta, buona solo per gli ignoranti e gli imbecilli. Poiché gli alunni della professoressa sono, a tutti gli effetti, imbecilli ed ignoranti, l’aria fritta è espressa anche in uno pseudo-italiano, farcito con errori ortografici, grammaticali e sintattici degni dei peggiori talk-show televisivi.
La professoressa li legge, sottolinea diligentemente in penna rossa gli errori più marchiani, attribuisce una valutazione di sufficienza, come da ordini di scuderia (si sa, i dirigenti scolastici non vogliono guai con genitori anche più ignoranti della loro prole ma aggressivi e polemici), mentre una vaga nausea la prende alla bocca dello stomaco e mentre si chiede che senso abbia ormai il suo lavoro e quando riuscirà ad andare finalmente in pensione.
Poi accade un piccolo miracolo: un compito, uno solo su ventiquattro, è incredibilmente perfetto: idee originali, personalissime, esempi calzanti tratti dalla storia e dalla cronaca, uno stie piano, scorrevole, ben strutturato. La professoressa rilegge, incredula ma non troppo: sa che l’autrice è una alunna diligente, una delle pochissime che la ascolta quando lei fa lezione, una ragazzina che sta crescendo bene tra coetanei-spazzatura. La professoressa rilegge e poi, con un piccolo sospiro di sollievo, scrive la valutazione: Dieci e sa che quella alunna, quel compito e quel voto giustificano e danno ancora un senso al suo lavoro.

domenica 12 febbraio 2017

Burocrazia



Ho passato l’intera settimana, negli orari di libertà dalla quotidiana galera scolastica, in giro per uffici: dovevo richiedere l’esenzione dal ticket per gli esami e le cure relative a pressione alta e colesterolo, rinnovare un documento per mamma e farne alcuni per la Fg.
Era qualche anno che non bazzicavo più la pubblica amministrazione, il ricordo che ne avevo era pessimo: tempi biblici, richiesta di moduli, modelli e fotocopie da infarto e, soprattutto, massima scortesia da parte degli impiegati.
Nei vari uffici che ho frequentato in questi giorni, il clima è molto cambiato, c’è una legge che permette di fare molte operazioni con una semplice autodichiarazione, le spiegazioni degli impiegati sono chiare, esaurienti e cortesi, insomma una piacevole sorpresa, dopo un comprensibile attimo di smarrimento.
Unica eccezione, e una deve sempre esserci, un’impiegata dell’ufficio postale vicino a casa mia: è spesso di malumore e sgradevolissima, ieri si è superata facendo fare tre volte la fila ad una giovane straniera, trattandola con notevole arroganza;, mi ha talmente fatto venire i nervi che, anche se io avevo già completato la mia operazione, mi sono trattenuta con la giovane, proveniente dal Marocco e l’ho assistita finché è stata chiamata ad uno sportello dove c’era una signora, molto più gentile della collega, che ha fatto il suo lavoro con competenza e gentilezza.

domenica 5 febbraio 2017

Week end con Fg

Ieri è arrivata la Fg che ha fatto un raid veloce a Roma, infatti, con mio grande dispiacere, ripartirà oggi nel pomeriggio.

Ovviamente, sapendo che arrivava, mi sono data alla cucina, dietetica, visto che entrambe soffriamo di colesterolomia, tendenza ad ingrassare e altre amenità consimili.

Ho preparato due menù di tutto rispetto, ieri a base pesce con contorno di quiche ratatouille, oggi, invece, ho fatto il pollo all’arancia con zenzero e cannella e mousse di broccolo con olive nere e, per finire, la tarte Tatin rivisitata, nel senso che, oltre alle mele, ingrediente primario della Tatin, ci ho messo anche pinoli, ananas, marmellata di arance e limoni e sciroppo d’acero.

La Fg è sempre dolcissima e tenera e mi si allarga il cuore quando sento la sua risata cristallina risuonare per la casa; per fortuna che viene a Roma quasi tutti i mesi, sia pure per poco tempo ma devo accontentarmi e fare tesoro dei bei momenti che mi regala.