Il naso di Cyrano: febbraio 2015

domenica 22 febbraio 2015

Gufi



Io adoro i gufi e da molto tempo prima che renzi, con la sua nauseante arroganza di dittatorello li rendesse amabili a tutti gli italiani dotati di un po’ di cervello.
Io madoro i gufia quando ero ragazzina e mi innamorai di Anacleto, il saggio gufo della Spada nella roccia, da allora io e i gufi siamo grandi amici. Anche le civette mi piacciono, erano sacre ad Atena, la dea della saggezza, sono il simbolo dell’Università La Sapienza, dove mi sono laureata. Gufi e civette mi rassicurano, non sono, per me, uccelli del malaugurio, come credevano gli ignoranti del passato e anche quelli del presente ma emblemi della Ragione, del Sapere, della Saggezza.
A casa mia i gufi sono di casa, appunto.
Io possiedo cuscini a forma di gufo, sciarpine e zainetti ornati di gufi, ciondolini, pupazzi, soprammobili; persino le torte, da noi, sono a forma di gufo.
Mi mancava il tappetino da mettere sul pianerottolo davanti alla porta.
Adesso ho anche quello. Qualche giorno fa, al mercato, su una bancarella che vendeva cose per la casa, c’era un grazioso tappetino con due simpatici gufi. In realtà, io non avevo bisogno di un tappetino nuovo, quello che avevo era ancora in buono stato e  anche carino ma non ho saputo resistere! Ho comprato il tappeto gufesco e l’ho collocato davanti alla porta del mio appartamento dove sta benissimo. Poi sono andata a scuola a fare il mio dovere fino alle quattro del pomeriggio...
La sera, quando ho incrociato la Fì, lei mi ha raccontato che, di rientro dal suo lavoro ad ora di pranzo, aveva già infilato la chiave nella toppa per aprire la porta di casa, quando ha notato il tappetino e si è affrettata a sfilare la chiave perché, ignara del mio acquisto, ha creduto di aver sbagliato piano. Soltanto dopo un attento controllo del nome sul campanello, ha compreso che io dovevo aver proceduto ad un nuovo acquisto.
E io ho vinto un’altra scommessa con me stessa, infatti, mentre disponevo il tappetino nuovo sul pianerottolo, ero sicura che sarebbe successo proprio quello che la Fì mi ha raccontato.
Chissà se tra poco, quando la Fg verrà per pranzo, cadrà anche lei nello stesso equivoco, io non le ho detto nulla dei nuovi gufi ospiti a casa mia!!

domenica 15 febbraio 2015

Carnevale



A Carnevale, generalmente, la Fi cuce.
La Fi, oltre che un genio del computer, è anche parecchio creativa e sa produrre dei bellissimi costumi.
In questi giorni ha realizzato per sé e per due sue amiche tre bellissimi abiti medievali.
Li fa tutti a mano, senza usare la macchina da cucire che non possiede, usando stoffe di scarto, passamanerie, cordini dorati, decorazioni da tappezziere, ricicla qualunque cosa possa esserle utile.
Accosta i colori con attenzione, dosa le sfumature e lo spessore dei tessuti, è attenta ai particolari, alle chiusure, a lacci e bottoni.
Prima, ovviamente, si documenta: consulta internet o sfoglia i miei libri di storia, così i suoi capolavori sono assolutamente coerenti con l’epoca e il personaggio  da interpretare.
Tutta questa cura e questa attenzione hanno come risultato dei piccoli capolavori che, proprio perché cuciti tutti a mano, sembrano arrivati direttamente dal passato o da un racconto fantasy.
Le ho chiesto di fare per me il costume di Minerva McGrannitt, personaggio che adoro. Non so quando lo realizzerà ma sono sicura che sarà assolutamente perfetto!

domenica 8 febbraio 2015

Viva la Cina!



Quando devo comperare qualcosa e non so dove andare, la Fi mi consiglia sempre così: “Vai dai Cinesi!”

In effetti, le botteghe gestite da Cinesi, ormai numerosissimi a Roma, offrono una gamma infinita di prodotti.

Ci sono negozi specifici, di borse o di abbigliamento ma la vera meraviglia sta negli empori, vere e proprie miniere dei più vari prodotti: dai detersivi alle lenzuola, dai quaderni ai piatti per le torte!

Io, ieri, dovevo comperare un piccolo block note da tenere in borsetta, una cosa un po’ carina ed elegante.

In un emporio cinese ho trovato dei minuscoli quadernetti con copertina in similpelle blu, deliziosi, c’erano anche delle piccole custodie in plastica azzurra dove si potevano inserire il quadernino, una matitina, una gomma e una piccola penna.

Ho comperato due di tutto, così ho il mio set da borsetta e anche un ricambio completo.

In genere i Cinesi rilasciano lo scontrino fiscale, solo raramente ho trovato qualche gestore cinese che non lo desse se non su richiesta, si vede che aveva imparato dagli italiani!

A Roma i Cinesi non hanno aperto soltanto negozi, nel mio quartiere ci sono parecchi ristoranti, uno lo frequentiamo da quando le figlie erano piccolissime e la proprietaria, quando ci andiamo, è sempre molto affettuosa con loro.

Anche il piccolo bar, vicino a casa mia, gestito fino a qualche anno fa dal signor Baretto (giuro, si chiama proprio così!), è stato rilevato da una famiglia cinese, la proprietaria è gentilissima, il caffè è buono e i cornetti squisiti.

Recentemente i cinesi stanno entrando in un altro settore merceologico, stanno aprendo molti saloni di parrucchiere, la Fi è andata a farsi tagliare i capelli da uno di loro e le hanno fatto davvero una bella testina!

A Roma la comunità cinese è composta da gente attiva e laboriosa peccato che, a differenza di altre etnie, molti Cinesi non siano interessati ad integrarsi con gli italiani, restano assolutamente tra di loro, anche i ragazzini che vengono mandati nelle scuole italiane sono poco motivati ad apprendere la nostra lingua e i nostri costumi.

Naturalmente ci sono delle eccezioni: pochi giorni fa, un’amica della Fg, la dolcissima Ran, studentessa cinese, si è laureata in Lettere italiane con la votazione di 110  cum Laude; la notizia mi ha riempita di gioia perché conosco questa cara fanciulla e so con quanto impegno ha superato le difficoltà dello studio ma anche quelle della lontananza e dalla nostalgia per la sua terra e per la sua famiglia; le auguro con tutto il mio affetto tutta la felicità che merita