Il naso di Cyrano: febbraio 2020

domenica 23 febbraio 2020

AperiCarnevale



Ieri sera ho festeggiato il Carnevale con i miei amici e con mio fratello e sua moglie. Io ho indossato il costume da zia Marta che è stato molto ammirato; in effetti, con la parrucca che lo completava, è riuscita una cosetta proprio carina.
Avevo ordinato rustici, frappe e castagnole dal pasticcere e io ho fatto una Tarte Florentine agli spinaci che è stata molto apprezzata: tutti hanno voluto fare il bis. Abbiamo chiacchierato allegramente mentre pasteggiavamo fra tramezzini, pizzette, patatine e tante altre cose deliziose, accompagnate dai miei coktails, alcolici e non.
Siamo stati bene e ci siamo rilassati e io ne avevo proprio bisogno perché, tra il piede che mi fa male e mi ci devo abituare, i colleghi al contatto dei quali sono stata troppo esposta in questo periodo, mia madre e altre calamità analoghe, ho passato un periodaccio ma, finalmente, ieri sera mi sono lasciata, almeno per un momento, tutto alle spalle e mi sono davvero divertita.

domenica 16 febbraio 2020

Arlecchino


Chissà perché il personaggio di Arlecchino, tra le maschere è sempre stato il mio preferito?
Me lo sono chiesto tante volte ma non ho trovato mai una risposta convincente. Forse perché, nonostante la sua miseria, Arlecchino riesce sempre a ridere, anche quando è deluso nella sua incessante ricerca di qualcosa da mangiare. Forse perché ha una fantasia sfrenata che lo porta ad immaginare che un boccone di pane sia un succulento e saporito arrosto, oppure perché, spesso, è assai più intelligente dei suoi arroganti padroni o magari perché Arlecchino non dura molto sotto un padrone, lui ama troppo la libertà.
Io adoro questa maschera sottile ed agilissima che salta, fa giravolte e capriole con il suo corpo asciutto e con la sua anima pungente, che danza su una musica che sente, talvolta, lui solo.
Amo Arlecchino da quando ero piccolissima e anch’io avrei voluto danzare come lui e anche questo mi fu negato; allora ci soffrii, oggi non mi importa più: so di aver piroettato con la mia fantasia, in alto, insieme ad Arlecchino e agli altri centomila personaggi inventati dalla poesia per dare gioia agli uomini.

domenica 9 febbraio 2020

Carnevale



Io adoro il Carnevale, è un periodo che mi mette allegria. Quando vedo i coriandoli per terra o le frappe e le castagnole nelle vetrine delle pasticcerie, sono tutta contenta. Mi piace vedere i bambini mascherati e mi piace tanto mascherarmi.
Fino da piccola adoravo mascherarmi, il mio sogno era di avere una maschera da Arlecchino ma mia madre mi diceva che ero grassa e non ha mai voluto farmela. Fu un grosso dispiacere e fui altrettanto triste quando, avrò avuto otto o nove anni, mia madre mi disse che ero “troppo grande” per mascherarmi e, alla festa che facevamo ogni anno, io non ebbi la maschera però, i miei fratelli, appena più piccoli di me, erano mascherati. Comunque, io ho smesso da decenni di chiedermi i perché di mia madre e ho fatto in modo di compensare tutte le tristezze della mia infanzia con tanta gioia ed allegria. Entrambe le mie figlie, da piccole cicciottelle, hanno avuto la maschera di Arlecchino e, finché hanno voluto, hanno avuto le loro maschere; io, da adulta, mi sono mascherata tutte le volte che ho potuto: sono stata: il perfido principe cinese Tuan, la Regina della notte del Flauto magico, Piton, la strega Esme Weterwax, e anche, con una botta di originalità, Un foglio da musica.
Quest’anno ho preparato un costume da Vecchietta di “Arsenico e vecchi merletti”. Ebbene sì, sarò Zia Marta: ho comperato su Internet il materiale: una gonna e del merletto, ho modificato un grembiulino che avevo e ho aggiunto ad un pullover un colletto a rouche e dei polsini e l’insieme è riuscito grazioso.
Ho anche il rosolio, le zie della commedia lo facevano loro, correggendolo con il veleno, io l’ho comprato, adesso non mi resta che indossare il mio costume ed aggiungere al liquore un pizzico di arsenico!
Carnevale
Io adoro il Carnevale, è un periodo che mi mette allegria. Quando vedo i coriandoli per terra o le frappe e le castagnole nelle vetrine delle pasticcerie, sono tutta contenta. Mi piace vedere i bambini mascherati e mi piace tanto mascherarmi.
Fino da piccola adoravo mascherarmi, il mio sogno era di avere una maschera da Arlecchino ma mia madre mi diceva che ero grassa e non ha mai voluto farmela. Fu un grosso dispiacere e fui altrettanto triste quando, avrò avuto otto o nove anni, mia madre mi disse che ero “troppo grande” per mascherarmi e, alla festa che facevamo ogni anno, io non ebbi la maschera però, i miei fratelli, appena più piccoli di me, erano mascherati. Comunque, io ho smesso da decenni di chiedermi i perché di mia madre e ho fatto in modo di compensare tutte le tristezze della mia infanzia con tanta gioia ed allegria. Entrambe le mie figlie, da piccole cicciottelle, hanno avuto la maschera di Arlecchino e, finché hanno voluto, hanno avuto le loro maschere; io, da adulta, mi sono mascherata tutte le volte che ho potuto: sono stata: il perfido principe cinese Tuan, la Regina della notte del Flauto magico, Piton, la strega Esme Weterwax, e anche, con una botta di originalità, Un foglio da musica.
Quest’anno ho preparato un costume da Vecchietta di “Arsenico e vecchi merletti”. Ebbene sì, sarò Zia Marta: ho comperato su Internet il materiale: una gonna e del merletto, ho modificato un grembiulino che avevo e ho aggiunto ad un pullover un colletto a rouche e dei polsini e l’insieme è riuscito grazioso.
Ho anche il rosolio, le zie della commedia lo facevano loro, correggendolo con il veleno, io l’ho comprato, adesso non mi resta che indossare il mio costume ed aggiungere al liquore un pizzico di arsenico!