
Marcel Proust ha scritto un’opera monumentale, in sette volumi, si intitola la Ricerca del tempo perduto.
Qualche anno fa io l’ho letta tutta. Credo che non siamo in molti nel mondo ad averlo fatto, mi decisi dopo aver letto che Umberto Eco lo considerava un testo fondamentale.
Ebbene, Sapete quale è, almeno a mio giudizio, il concetto fondamentale dell’opera? Sapete cosa ci dice il buon Proust?
Che lui vuole…la Mamma! La sua Mamma adorata, che cerca di ritrovare in tutte le donne che incontra, nei sapori, nei colori e negli odori che lo colpiscono. In sette volumi! Scritti in un linguaggio micidiale. Con una sintassi diabolica (anche nella traduzione italiana). Mentre leggevo, dovevo continuamente andarmi a ritrovare soggetti e predicati che scappavano da tutte le parti, al termine di un periodo mi chiedevo con angoscia dove si fosse cacciata la principale, le espansioni prendevano il sopravvento e spazzavano come un uragano l’enunciato.
Voi mi chiederete:” Ma leggevi un libro o facevi l’analisi logica?”
Io “volevo” leggere un libro ma l’unico modo per capire il dannato Proust era di procedere con l’analisi sintattica!
Oltre tutto, nel testo non c’è un solo personaggio simpatico (a parte la mamma), tutti sono odiosi, superbi o superficiali, egoisti, stupidi, arrivisti, meschini…
Mi ci sono voluti dieci mesi per portare a termine la lettura ma, alla fine, ce l’ho fatta.
Adesso voi mi chiederete:”Ma, se non ti piaceva, perché non l’hai lasciato lì?”
Per vari motivi: 1)tutti parlano di Proust ma pochi l’hanno letto, io volevo essere una dei pochi, 2)a quel tempo la FG seguiva un corso su Proust all’Università e volevo maturare le conoscenze necessarie minime per sostenere una conversazione con lei, 3)odio lasciare i libri a metà (l’unica volta è stato con la “Montagna incantata” di Tomas Mann, a due pagine dalla fine non ce l’ho fatta e ho mollato), 4)era una sfida tra me e l’odioso Marcel e alla fine ho vinto io! 5)Mi sono fidata di Umberto Eco, se Lui dice che un’opera è da leggere, io gli credo ciecamente.
Caro signor Eco, io continuo a fidarmi del suo giudizio di lettore e di critico, se la Ricerca del tempo perduto non mi è piaciuta, probabilmente,è perché non ho saputo trovarci quello che Lei ci ha visto ma non posso farci nulla. Scrivere sette infernali volumi, partendo dal ricordo di un dolcetto per arrivare al nulla mi risulta difficile da capire. Sarò superficiale, sarò sciocca ma, se devo leggere un romanzo,…preferisco I tre moschettieri!