Questa mattina, con la Fi, sono
andata a vedere Van Gogh Alive, una mostra sul pittore olandese dove, al posto
dei dipinti c’erano tanti grandi schermi sui quali venivano proiettate le
immagini dei capolavori di Van Gogh.
A Roma, ormai, grandi mostre non
ce ne sono più, spostare opere d’arte importanti costa molto, soprattutto in
termini di assicurazione e sicurezza, così, gli organizzatori, si inventano
questi spettacoli, più o meno virtuali, più o meno interattivi, che costano
poco e fanno pagare i biglietti altrettanto cari che se esponessero gli
originali.
Detto questo, devo ammettere che
a me la mostra è piaciuta molto: dopo aver superato la repulsione ispirata da
alcuni nauseanti mostriciattoli infanti che si aggiravano per le sale a piede
libero, mi sono tuffata nelle immagini che si susseguivano sugli schermi sull’onda
della melodia di musiche bellissime, era
permesso avvicinarsi agli schermi così da poter osservare da vicino i dipinti e
i particolari; opere simili, dipinte in tempi diversi e conservate in diversi
musei, venivano accostate e proiettate insieme creando emozioni forti, accanto
alle opere apparivano scritte con i pensieri dell’artista, espressi nelle sue
lettere, la musica sottolineava gli stati d’animo che il pittore provava mentre
dipingeva e anche quelli miei mentre osservavo rapita.
La Fi, alla quale pure la mostra
è piaciuta, ha scattato per me tante fotografie, poiché era consentito e ha
preso anche alcuni video; è stata proprio una bella mattinata, conclusa con una
magnifica spigola arrosto in una tipica trattoria di Trastevere, perché, dopo
aver nutrito lo spirito, era necessario nutrire anche lo stomaco!!