Ebbene si! Siamo una famiglia di spacciatori, anzi di
spacciatrici.
Io, la FI e la FG non spacciamo eroina, coca e altre
zozzerie simili, quello che spacciamo noi, nella maggior parte dei casi, non
produce danni all’organismo o ai neuroni. Anzi.
Noi spacciamo storie.
La nostra è merce di qualità, la testiamo su cavie umane:
noi stesse.
Le storie che leggiamo, che ci coinvolgono, che ci fanno
ridere o piangere, noi le consigliamo agli altri.
Spesso capita che una storia che ci ha appassionato
appassioni anche il “cliente”, spesso un parente o un amico che, come noi,
sviluppa una dipendenza dall’autore.
Quando un autore con una storia ci ha “preso”, andiamo a
cercare tutte le altre opere che ha scritto, con certosina pazienza, con
sherlockiana puntigliosità esploriamo siti internet e polverose biblioteche,
chiediamo aiuto agli amici sparsi per il mondo, investighiamo sulle bancarelle
dell’usato, crocifiggiamo commessi di librerie (spesso felicissimi di farsi
martirizzare in quanto anch’essi libro-dipendenti) finché non troviamo quello
che cercavamo.
E poi spacciamo. Segnaliamo le opere, spesso intere
bibliografie, a chiunque sia interessato.
Quest’estate, ad esempio, ho consigliato a mia sorella e
alla mia mamma un romanzo di Marco Malvaldi, toscano, autore, tra l’altro, dei
deliziosi gialli ambientati al barLume, locale gestito dal protagonista
Massimo, affiancato da quattro terribili nonnetti toscani.
Dopo aver letto il primo romanzo entrambe le mie congiunte
hanno chiesto, con espressione famelica, se l’autore ne avesse scritti altri.
Avendo ricevuto da me risposta positiva, le due care famigliari, per altro
mediocri lettrici, si sono tuffate in libreria, hanno acquistato l’opera Omnia
di Malvaldi e se la sono divorata ad impensabile velocità. Mi hanno confessato
entrambe che in alcuni punti della lettura non riuscivano ad andare avanti
perché, dal troppo ridere, avevano le lacrime agi occhi.
Le ho tranquillizzate spiegando che quello è un effetto
collaterale dell’irresistibile comicità di Malvaldi.
L’inverno scorso la FG fece conoscere alla sua insegnante di
letteratura inglese Terry Pratchett, autore inglese non dei più noti.
La docente acquistò alcuni testi, leggermente incuriosita
dall’entusiasmo con il quale la FG pubblicizzava il “prodotto”.
Attualmente, la seria e compunta docente è diventata
Pratchett-dipendente: acquista e legge tutto quello che si riesce a trovare del
mitico Sir Terence (Pratchett è stato creato baronetto da Sua maestà Britannica
Elisabetta II).
Anche la FI spaccia storie ed autori ad amici e conoscenti,
quest’estate si è dedicata alla
diffusione dei libri di Roberto Vecchioni che, come narratore, è anche meglio
di come canta.
Insomma, spacciando, diffondiamo cultura, svago,
divertimento. Peccato che tra i miei clienti non ci siano i miei alunni. Ho
provato a vendere anche a loro la mia merce ma non c’è nulla da fare: sono
refrattari, ho tentato in tutti i modi e mi sono arresa… loro non sanno quello
che si perdono!