Il naso di Cyrano: San Topolino

sabato 23 maggio 2009

San Topolino

Eravamo a Siena, con le figlie piccole, per la precisione nello splendido battistero.
Ci guardavamo intorno ammirati quando fui colpita da un dipinto raffigurante alcuni santi, uno presentava due protuberanze rotondeggianti sulla testa che mi incuriosirono, non sapevo spiegarmele e la mia inseparabile guida Touring non diceva nulla al riguardo. Richiamai l’attenzione di mio marito e delle figlie sull’immagine e chiesi chi fosse quel santo,
“ E’ san Topolino!” esclamò con ferrea sicurezza la FG, che era ancora troppo piccola per avere corrette conoscenze teologiche ma abbastanza grande per possedere assolute certezze in materia di cartoni animati.
In effetti il santo raffigurato con quegli strani cerchi sulla testa ricordava parecchio l’immortale sorcio dysneiano, così, non avendo in alcun modo potuto appurare l’identità del personaggio e senza la minima intenzione di essere blasfeme o irrispettose nei confronti della religione, accettammo la definizione della FG.
Nei nostri viaggi in Toscana ci imbattemmo più volte nella rappresentazione di quel santo con le “orecchie” alla Mikey Mouse e continuammo a chiamarlo san Topolino.
Diversi anni dopo, a Firenze, avemmo l’occasione di visitare uno degli splendidi cenacoli che di solito non sono aperti al pubblico, eravamo accompagnati da una gentile guida che ci illustrava le opere esposte, in un polittico ritrovammo il famoso santo e la guida ci spiegò che era Santo Stefano, il primo martire cristiano, morto lapidato. Nel medioevo i santi erano raffigurati con oggetti che alludevano al modo in cui erano stati martirizzati: le strane protuberanze, che tanto ci avevano incuriosito, non erano altro che sassi, sassi che illustravano appunto il modo in cui Stefano era stato ucciso!
Il mistero era stato svelato ma, da allora, quando io e la FG incontriamo un dipinto di santo Stefano continuiamo d’istinto a chiamarlo san Topolino.

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